La Subaru Outback che non è una Outback
Debutta la Subaru E-Outback, il nuovo crossover elettrico giapponese è la versione per l'Europa della Trailseeker che ha debuttato a New York
Quando un nome rappresenta la storia di un marchio è difficile separarsene, anche se forme e propulsione cambiano profondamente.
Che fare quindi? Si aggiunge qualcosa che caratterizzi al meglio un nuovo modello rimanendo fedeli ai valori del Marchio: è il caso della Subaru E-Outback , il nuovo SUV giapponese.
Con questa E-Outback, Subaru inaugura infatti una nuova fase della propria strategia di elettrificazione: il marchio nipponico punta infatti a portare le BEV al 50% delle vendite globali dopo il 2030, con diversi nuovi modelli elettrici in arrivo entro il 2028, tra cui quattro SUV a batteria entro la fine del 2026.
Come (non) cambia
Di fatto rispetto alla controparte destinata al mercato statunitense la Subaru E-Outback cambia solo nel nome, mantenendo intatti stile - ripreso in parte dalla più piccola Solterra - e meccanica. Il frontale è massiccio e caratterizzato dal logo a sei stelle illuminate, le linee generali sono muscolose e non fanno nulla per nascondere dimensioni importanti: 4,83 metri di lunghezza , 1,86 di larghezza per un'altezza di 1,62.
Fotogallery: Subaru E-Outback (2026)
Ai dettagli già noti si aggiungono alcune informazioni interessanti emerse dalla documentazione europea rilasciata di recente. La E-Outback vanta infatti cerchi in lega da 18 o 20 pollici, protezioni laterali della carrozzeria e soprattutto barre sul tetto pensate per un utilizzo intensivo : la portata dichiarata arriva a 80 kg in marcia e fino a 317 kg a vettura ferma.
Scenografie interne
All'interno della Subaru E-Outback punta su un ambiente moderno e soprattutto funzionale, coerente con l'impostazione pratica di questo modello anche se non mancano elementi inediti, come il volante dal disegno squadrato, soluzione piuttosto gettonata nei tempi recenti.
Al centro della plancia trova posto un display touch da 14 pollici con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, mentre sul fronte del comfort non mancano i sedili riscaldabili nella seduta e nello schienale.
Subaru E-Outback (2026), il dettaglio del posto guida
Le basi di ricarica wireless da 15 W sono dovute per entrambi i passeggeri anteriori, mentre sono previste prese USB-C rapide per chi siede dietro.
La E-Outback sarà disponibile con due combinazioni cromatiche interne, nera e blu, mentre il bagagliaio offre una capacità fino a 633 litri, espandibili fino a 1.718 litri : non mancano poi il piano di carico espandibile, vari ganci fermacarico, vani supplementari, presa di corrente e portellone elettrico con apertura vivavoce tramite sensore sotto il paraurti.
Non caduta all'integrale
La natura elettrica della E-Outback, basata sulla piattaforma e-Subaru Global Platform, non mette in secondo piano la trazione integrale, da sempre uno degli elementi distintivi del marchio. Qui non c’è la classica Symmetrical AWD dei modelli termici, ma una sua reinterpretazione con due motori elettrici, uno per asse.
Il powertrain abbina una batteria da 74,7 kWh a due unità da 167 kW ciascuna, per una potenza complessiva di 280 kW (375 CV) e un'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 4,5 secondi, un valore in linea con quanto comunicato nei materiali ufficiali europei.
Cambia invece in modo significativo il dato sull’autonomia rispetto alle prime informazioni diffuse: la percorrenza dichiarata sale fino a 526 km. La E-Outback potrà ricaricare in corrente continua fino a 150 kW, passando dal 10 all’80% in circa 28 minuti.
Per i climi freddi è previsto un sistema di precondizionamento della batteria, utile per mantenere prestazioni di ricarica più costanti. Inoltre sarà disponibile, come optional, un caricatore AC di bordo da 22 kW, capace di completare una ricarica in meno di quattro ore.
Assetto raffinato (e rialzato)
L’altezza libera da terra arriva a 211 mm, un valore che conferma la volontà di Subaru di non trasformare la Outback in un semplice SUV elettrico da asfalto. A supporto ci sono il sistema X-MODE con doppia modalità, i programmi Snow/Dirt e Deep Snow/Mud, oltre al Grip Control, una sorta di cruise control da fuoristrada che lavora tra 2 e 10 km/h, e all’Hill Descent Control per le discese più impegnative. Se invece a preoccuparvi sono le salite, sappiate che la potenza non manca e il carico trainabile è consentito fino a 1.500 kg.
Subaru E-Outback (2026)
Un altro aspetto interessante riguarda la messa a punto specifica firmata Subaru: secondo i dati diffusi dalla Casa, rispetto alla Solterra MY24 il nuovo modello riduce il rollio del 21% e diminuisce del 25% la necessità di correzioni al volante, migliorando stabilità sul dritto e precisione di marcia.
Il guidatore potrà inoltre scegliere fra tre modalità di guida — Eco, Normal e Power — e regolare la frenata rigenerativa su cinque livelli attraverso le palette al volante.
17 sistemi di assistenza
La E-Outback porterà in dote di serie il pacchetto SUBARU Safety Sense, con 17 funzioni di assistenza alla guida, tra cui il sistema di pre-collisione con rilevamento di veicoli, pedoni, ciclisti e motocicli, l'Emergency Steering Assist, il Front Cross Traffic Alert, il mantenimento attivo di corsia, il Dynamic Radar Cruise Control, il Lane Change Assist, il riconoscimento dei segnali stradali, gli abbaglianti adattivi e il sistema di arresto d'emergenza del veicolo se il guidatore non risponde.
Subaru E-Outback (2026), una telecamera del SUBARU Safety Sense
Subaru ha curato anche gli aspetti legati alla visibilità e all'utilizzo in condizioni difficili: sono previsti Monitor vista panoramica , retrovisore interno digitale, lava-camera posteriore, specchietti riscaldabili, de-icer per i tergicristalli, radar anteriore riscaldato e lavafari, tutti elementi pensati per migliorare sicurezza e operatività in inverno o in fuoristrada.
Da Yajima con furore
La Subaru E-Outback non è soltanto un nuovo modello, ma un tassello importante nella trasformazione industriale del marchio. Subaru ha infatti avviato la produzione della vettura nello stabilimento di Yajima, in Giappone, nell'ambito del piano che prevede una crescente produzione interna di veicoli elettrici.
Per quanto riguarda i prezzi, è ancora presto per parlarne, mentre la commercializzazione in Europa è prevista nel corso del primo semestre del 2026.
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