Fiat vola in Brasile, come ci sta riuscendo?
Nel 2024, per ogni Fiat venduta in Italia, 2,8 sono state vendute in Brasile
In questi giorni la divisione brasiliana di Fiat sta celebrando l’anniversario dei 50 anni. E ha tutte le ragioni per farlo. Oggi, Fiat è il marchio leader in questo importante mercato e lo è stata per 18 degli ultimi 24 anni, dal 2001 a oggi. Attualmente detiene una quota significativa del mercato brasiliano nonostante la crescente concorrenza dei nuovi marchi automobilistici cinesi introdotti negli ultimi 18 mesi. E, cosa ancora più importante: i consumatori brasiliani considerano Fiat un marchio “cool”.
Nel frattempo, in Italia, la situazione è ben diversa. Il marchio ha compiuto 126 anni quest’anno, ma la gamma di modelli si è ridotta considerevolmente e il brand è fortemente esposto alla concorrenza dei nuovi e agguerriti produttori cinesi. Ecco alcuni numeri significativi.
Il Brasile tiene in vita Fiat
Lo scorso anno, poco più di quattro Fiat su dieci vendute nel mondo sono rimaste in Brasile. In pratica, la presenza in un singolo mercato da 2,5 milioni di unità ha superato il totale venduto dal marchio italiano in un intero continente, l’Europa, il cui mercato complessivo è sei volte più grande.
Il confronto diventa ancora più impressionante se ci si concentra sull’Italia, mercato storico e patria di Fiat. Nel 2024, l’Italia ha rappresentato solo il 15% delle vendite globali del marchio. Per ogni Fiat venduta in Italia, ne venivano vendute 2,8 in Brasile. Tuttavia, il mercato brasiliano dei veicoli leggeri è solo 1,4 volte più grande di quello italiano. Questo significa che le quote di mercato nei due Paesi sono molto diverse. Nei primi sei mesi di quest’anno, la quota di mercato di Fiat in Brasile (21%) è stata quasi il doppio di quella registrata in Italia (11%).
I dati storici rivelano tendenze opposte davvero sorprendenti. Nel 2019, prima della pandemia, Fiat controllava il 14% del mercato dei veicoli leggeri in Brasile e il 16% in Italia. Dieci anni fa, nel 2015, le quote erano del 18% e del 22%. Vent’anni fa, nel 2005, le quote erano del 25% in Brasile e del 22% in Italia. E tornando ancora più indietro, al 1995, trent’anni fa, la presenza di Fiat era del 23% in Brasile e del 33% in Italia. Ma il dato più clamoroso risale al 1985: in quell’anno Fiat deteneva il 13% del mercato delle auto in Brasile e ben il 43% in Italia!
Perché?
La concorrenza gioca un ruolo fondamentale. Quando c’è concorrenza in un mercato, a beneficiarne non sono solo i consumatori, ma anche i produttori. In Italia, Fiat è rimasta senza veri concorrenti locali dopo aver assorbito tutti i suoi rivali (Lancia, Alfa Romeo, etc.). Molto prima che l’Unione Europea diventasse un blocco economico solido, Fiat godeva di una posizione di comodo in Italia, senza grandi minacce alla propria attività.
In Brasile non è andata così. Fiat è arrivata in un mercato dove erano già presenti da decenni Volkswagen, General Motors e Ford. È stata costretta a conquistare i consumatori locali e a colmare rapidamente il divario. La quota di mercato del marchio è passata dal 10% nel 1984 a un picco del 27% nel 1996, per poi stabilizzarsi attorno al 21-22% dopo la pandemia.
Vedi tutte le notizie su Motor1 Numbers L’innovazione è importante
In Brasile, Fiat introduce continuamente nuovi modelli per mantenere la propria posizione in determinati segmenti o per crearne di nuovi. È il caso dei successi commerciali di Strada e Toro, e più recentemente del Fastback.
Fiat Fastback
Fiat Toro
Attualmente, Fiat offre cinque modelli di auto passeggeri in Italia (escludendo i veicoli commerciali), contro nove in Brasile (dove i pick-up sono considerati quasi come auto normali). L’innovazione costante, il marketing efficace e una gamma di prodotti più ampia spiegano quindi l’immagine positiva che Fiat ha tra i brasiliani e il segreto del suo successo in Sud America.
L'autore dell'articolo, Felipe Munoz, è Automotive Industry Specialist di JATO Dynamics.
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