Forse non ci sarà una nuova crisi dei chip
Il Governo olandese ha ceduto il controllo di Nexperia e ora la Cina potrebbe presto riprendere le esportazioni di chip verso l'Europa
La nuova crisi dei chip, tanto temuta quanto vicina, potrebbe essere stata scongiurata. Il Governo olandese infatti ha ceduto il controllo di Nexperia, colosso industriale di microprocessori.
Una notizia accolta con piacere e sollievo da politica e industria e che mira a normalizzare la fornitura di chip per auto. "Accolgo con favore la decisione dei Paesi Bassi, che rappresenta un altro passo fondamentale verso la stabilizzazione delle nostre catene di approvvigionamento strategiche di chip. Il coinvolgimento costruttivo e continuo dei partner rimane essenziale per garantire flussi globali affidabili" ha dichiarato Maros Sefcovic, commissario del commercio dell'Unione Europea.
La situazione
Nexperia è un'azienda specializzata nella produzione di semiconduttori, un colosso industriale controllato dal 2010 dalla cinese Wingtech Technology. Un'asse Europa - Cina che aveva fatto scattare un campanello d'allarme nel Governo olandese che il 30 settembre scorso ha preso il controllo di Nexperia, adducendo motivi di sicurezza nazionale e la paura che la Cina potesse decidere di sospendere le esportazioni in Europa.
Decisione poi effettivamente presa da Pechino come risposta all'ingerenza di Amsterdam, con lo stop alle esportazioni di componenti dagli impianti cinesi di Nexperia verso quello nederlandese. La produzione dei chip prevede infatti che il 70% della produzione europea venga poi spedito in Cina per ottenere il prodotto finito, da rispedire poi nel Vecchio Continente.
La sospensione delle esportazioni rischiava di mettere nuovamente in ginocchio l'industria automobilistica europea, riportandola a vivere la crisi dei chip successiva alla pandemia di Covid-19, con fabbriche ferme e conseguente calo delle vendite.
ACEA, associazione dei costruttori auto europei, ha commentato su X dicendo che la rinuncia da parte del Governo olandese è un "passo davvero gradito", aggiungendo però che ""il problema non è risolto poiché la continuità della fornitura resta una questione critica a breve termine".
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