BMW cambia guida, ecco chi ha scelto e perché
Dal 2026 al 2031 Milan Nedeljković sarà il nuovo CEO dopo l’era Zipse. Vi spieghiamo quali saranno le prossime sfide
Il Consiglio di Sorveglianza di BMW AG ha ufficializzato un passaggio di consegne che apre una nuova fase per il gruppo: dal 14 maggio 2026 Milan Nedeljković diventerà Chairman of the Board of Management, assumendo il ruolo di CEO. Subentrerà a Oliver Zipse, alla guida dal 2019 e protagonista della recente evoluzione strategica della Casa, in particolare del progetto Neue Klasse.
L’arrivo di Nedeljković coincide con un momento cruciale per BMW. La Neue Klasse è pronta a introdurre una generazione completamente nuova di prodotti e tecnologie, e il costruttore si prepara ad affrontare un mercato premium globale sempre più esigente, segnato da elettrificazione, digitalizzazione e nuove pressioni competitive.
In questo scenario, il nuovo CEO dovrà accompagnare BMW nella trasformazione senza comprometterne il DNA: innovazione concreta, piacere di guida e solidità industriale. Ed è proprio da questo equilibrio, tra continuità e cambiamento, che inizia il suo mandato.
Una transizione pianificata da tempo
Il passaggio di consegne non arriva inaspettato. Il contratto di Zipse, infatti, era stato esteso nel 2023 oltre la consueta età pensionabile proprio per accompagnare BMW in una fase cruciale di trasformazione tecnologica e industriale, con l’obiettivo di traghettare la Neue Klasse dal concept alla produzione. Dopo l’Assemblea Generale del 13 maggio 2026, il manager chiuderà una carriera lunga 35 anni all’interno del Gruppo, lasciando la guida operativa come stabilito.
Durante il suo mandato, Zipse ha affrontato momenti complessi come la pandemia di Covid-19, le tensioni geopolitiche e l’accelerazione dell’elettrificazione nei principali mercati globali. È stato anche il principale sostenitore della Neue Klasse, definita il progetto strategico più importante nella storia dell’azienda.
Come ricordato da Nicolas Peter, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, Zipse “ha sempre anteposto il successo di BMW, mantenendo il gruppo sulla giusta rotta anche nei momenti più turbolenti”.
Oliver Zipse, Amministratore delegato di BMW
Chi è Milan Nedeljković, il nuovo volto BMW
Nedeljković, 56 anni, è una figura molto conosciuta all’interno dell’azienda. Entrato in BMW nel 1993 come trainee, ha maturato un lungo percorso internazionale: da Plant Oxford a Plant Leipzig e Monaco, fino a ruoli di responsabilità nella qualità corporate. Dal 2019 è membro del Board of Management con delega alla produzione, area nella quale ha spinto verso una gestione sempre più efficiente e sostenibile delle risorse.
Il Consiglio di Sorveglianza lo descrive come un leader dotato di visione strategica, capacità di esecuzione e approccio imprenditoriale, qualità considerate centrali per affrontare la transizione energetica, digitale e industriale che sta ridisegnando l’intero settore automotive.
L’apprezzamento arriva anche dai rappresentanti dei lavoratori: Martin Kimmich, Chairman del Global Works Council, sottolinea come Nedeljković goda della “massima stima e fiducia della forza lavoro” e come la collaborazione tra management e sindacato continuerà a essere un pilastro del successo del Gruppo.
Il nuovo contratto da CEO avrà validità fino al 2031, segno di una scelta di forte continuità per un periodo di trasformazione profonda.
Cosa significa questo cambio per BMW
La nomina di Nedeljković arriva in un momento in cui l’industria auto sta cambiando più velocemente che mai e BMW, a differenza di altri big tedeschi che hanno scelto strade più nette, continua a seguire una strategia di elettrificazione graduale: niente “solo elettrico” nel breve periodo, ma un mix di tecnologie che spazia dai termici ottimizzati agli ibridi, dai BEV alla futura spinta sull’idrogeno.
In questo quadro, la Neue Klasse è il tassello decisivo, è il nuovo cuore della gamma BMW e portarla a pieno regime, industriale e commerciale, sarà una delle prime grandi sfide per Nedeljković. Una missione tutt’altro che semplice, anche perché la competizione nei mercati chiave come Cina, Nord America ed Europa è sempre più serrata, soprattutto sul fronte dei veicoli a batteria.
La scelta di puntare su un manager cresciuto dentro l’azienda conferma, quindi, la linea di continuità del gruppo: BMW si affida a chi conosce profondamente la sua cultura, i suoi impianti e il suo approccio alla gestione delle risorse. Una mossa “di casa” che mira a rafforzare stabilità e visione di lungo periodo proprio mentre il settore vive la sua trasformazione più complessa.
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