Ho visto il futuro di Ford (dentro la fabbrica Red Bull)
Un viaggio a Milton Keynes nello stabilimento MK7 e della Fabbrica di Formula 1. Perché il futuro delle auto passa anche da qui
C’è un filo invisibile che collega Detroit con Milton Keynes, gli Stati Uniti con l’Inghilterra. Un progetto, una visione comune che ha preso vita diversi mesi addietro, ma che ora sta arrivando sempre più alla luce. E’ un legame che nasce sotto la bandiera del motorsport certo, ma che porterà i suoi frutti nelle auto che guideremo nei prossimi anni.
Perché Ford ha deciso di tornare in Formula 1? E perché si è legata a Red Bull? Cosa comporterà questo sulle auto di Dearborn che guideremo nei prossimi anni? Sono entrato all'interno del campus di Milton Keynes per capirne di più. Ecco com’è andata.
Lo stato dell’arte motoristica
Cosa può essere considerato “arte”? Un quadro, una scultura. In chiave moderna anche un’installazione. Piove a Milton Keynes, ma una volta entrato all’interno del nuovo stabilimento di 465 metri di Red Bull Powertrains, poco dopo l’ingresso, troneggia un 6 cilindri. Il primo V6 che fu avviato nel 2022. Ecco, luce fu.
La facciata dello stabilimento Red Bull Ford Powertrains
L’insegna è chiara: “niente foto o video”. Peccato, posso solo raccontarvelo. E dirvi che ero rimasto ammaliato da quell’oggetto. Le lavorazioni, le tolleranze, la maniacale precisione di un oggetto, di un blocco ricavato dal pieno che può assurge al concetto di perfezione. Percepisci profondamente il concetto di motorismo: la passione, la cura, l’estrema sintesi dell’ingegno umano. Non che sia sorprendente, ma rimane edificante. Red Bull Powertraines certo, ma con una targhetta evidente: Ford.
Lo stabilimento MK7
Si perché se la collaborazione tra le due realtà è stata ufficializzata di recente, l'idea inizia a galoppare da prima. Storia racconta che, quando Red Bull perse l’appoggio di Renault e, successivamente di Honda, decise di non dipendere più da un costruttore, ma di diventarlo a sua volta. E dopo un primo approccio con Porsche, le porte dell’Ovale blu si spalancarono. Tutto nacque da una mail di Mark Rushbrook, direttore di Ford Performance, a Christian Horner.
Ford: elettrico ma anche termico
Consci di quanto fosse impervia la montagna da scalare partendo letteralmente da zero e creando - letteralmente - una struttura nel 2022, in Red Bull, dopo l’esperienza e il know how acquisito comunque negli ultimi anni con Honda, avevano già deciso di reclutare Ben Hodgkinson da Mercedes Motorsport, così come ulteriori figure chiave per la gestione dell’energia, ma nel corso dei mesi, il ruolo di Ford si sviluppò sempre di più.
Già perché l'intento iniziale di Dearborn era concentrato sulla tecnologia delle batterie e dei motori elettrici, oltre che all’analisi di software di controllo, ma a seguire iniziò anche ad aiutare nello sviluppo sui motori termici tanto che, secondo quanto riferito anche da Mark Rushbrook, capo di Ford Performance Motorsport, molte componenti prodotti a Dearborn, si trovano sul motore a combustione Red Bull.
Ben Hodgkinson, technical director Red Bull Powertrains
Il tutto ovviamente, sfruttando e collaborando con gli stessi uomini Red Bull che in prima battuta hanno realizzato una struttura allo stato dell'arte. Passeggiare all'interno della struttura è per gli appassionati - e non solo - un qualcosa di stupefacente. Dalla zona delle fornaci che lavorano senza sosta, alla zona di sviluppo prototipale dei materiali compositi, passando per il reparto elettronico o per quello relativo alla verniciatura (ogni strato in più sono grammi in più che vanno ad aggiungersi alla vettura).
Più passavano i mesi, più il reparto powertrain (un desiderio di Dieter Mateshitz nato 20 anni fa) assurgeva al ruolo di startup, con assunzioni settimanali, fino ad arrivare a (circa) 700 dipendenti nella sezione Powertrain. Dunque, la nascita dell'accordo con Ford si plasmò sempre di più: quello scambio che doveva essere uno scambio "solo" relativo all'elettrificazione, assunse nuove tinte e una declinazione chiara anche sui passaggi produttivi del futuro della casa americana: Ford continuerà a produrre motori a combustione, oltre che a riversarsi sull’ibrido e sull’elettrico. Parola dello stesso Rushbrook.
I rapporti tra le parti dunque, erano chiari: fare fronte comune, ognuno con le proprie peculiarità, per sviluppare tecnologia da riversare in futuro su milioni di automobili. D’altro canto, è a questo che serve il motorsport, ancora di più in un anno come il 2026.
Ford, visita alla fabbrica di Milton Keynes Red Bull
Sfruttare le corse per il prodotto che verrà
I nuovi regolamenti tecnici della Formula 1 sono una vera e propria rivoluzione (non a caso Honda si è legata a Aston Martin, Toyota sta entrando dalla finestra con Haas e Audi è entrata in prima persona). Ford aveva bisogno di un partner, e chi se non Red Bull. L'azienda austriaca in F1 nacque dalle ceneri di Jaguar Racing (per una sterlina) quando era sotto l'egida proprio di Dearborn. La prima RB1 montava un Cosworth 3.0 V10.
Oggi il timing non è casuale. Le nuove power unit saranno infatti:
- Ibride al 50%: metà della potenza dal motore termico V6 1.6 turbo, metà dal motore elettrico
- MGU-K potenziato: il motore elettrico collegato all'albero recupererà energia cinetica in frenata, con potenze molto superiori a oggi.
- Niente MGU-H: eliminato il sistema di recupero dai gas di scarico, troppo costoso e complesso
- Carburanti sostenibili al 100%: benzine derivate da biocarburanti o e-fuel
Dunque questo vuol dire sviluppare oggetti che in termini di gestione della capacità delle batterie e della potenza elettrica, di gestione del turbo-lag, di recupero dell’energia stessa, saranno allo stato dell’arte.
Il tutto dovendo anche sfruttare benzine al 100% sostenibili. E' un ventaglio di possibilità enorme, a ben vedere, declinabile per ogni singola strada del futuro in tema di mobilità. Dal termico all'elettrico, dall'ibrido, alle benzine figlie dei biocarburanti o - eventualmente - efuel.
In pratica, la Formula 1 sarà un laboratorio su pista per la mobilità del futuro. All’estrema potenza. Una sfida mastodontica per qualsiasi costruttore.
Motorsport e Prodotto, storia comune
C'è poi la questione del brand. Le corse, da che il mondo ne ha conoscenza, sono un perfetto veicolo di marketing, ma anche e soprattutto, un banco di prova e di sviluppo perfetto per le applicazioni future sui prodotti. Ma non si tratta solo di questo: le corse creano storie, lignaggio, amore e attaccamento a una casa.
Dalle nostre parti lo sappiamo bene. L’identificazione del nostro Paese con la Ferrari è quasi religiosa e rimanda alla notte dei tempi. Ma lo stesso vale per Ford alle loro latitudini. E la mente torna indietro alle gloriose corse - Le Mans 1966 con la Ford GT40 fu il cardine di un’epopea meravigliosa a cui Maranello rispose con la Daytona dell’anno seguente con la P4 - che hanno raggiunto i tempi moderni (la Ford GT al ritorno conquistò Le Mans proprio davanti la Ferrari) e al Futuro, con il ritorno nella categoria regina del mondiale Endurance - territorio di Ferrari con la 499P - con un prototipo che monterà, quale base, il Coyote 5.0l V8, da abbinare a un sistema elettrico sull'asse anteriore.
Un oggetto, il V8, che si lega fondamentalmente all'ovale Blu, e che riesce a far capire alla perfezione il concetto di "selvaggio" una volta messo alla prova. Me ne resi conto quando guidai tra le strade sopra Nizza la Dark Horse. In quell'occasione, tra l'altro, Ford annunciò ulteriormente il suo ingresso con la propria Mustang, all'interno dei campionati Endurance e GT. Un segnale di come il termico era, ed è stabilmente nei piani presenti di Dearborn.
La Mustang GT portata per l'occasione all'interno dell'edificio MK7
V8 che tra l'altro, in quella giornata, era stato sublimato in una saletta distinta, dove Ford ci ha fatto trovare anche due modelli del prodotto Heritage: una GT40 MkI (con pezzi della MkII proprio del 1966, e con la livrea portata alla vittoria da Bruce McLaren), e una Mustang GT con motore V8 6.4 litri da 320 CV e 579 Nm di coppia.
Oggetti di pura passione: ulteriore filo invisibile che collega Motorsport e prodotto. Un rapporto che abbraccia tutte le tecnologie del futuro - dall'ibrido estremo della F1 ai V8 ruggenti del WEC - con un obiettivo chiaro: far arrivare nelle concessionarie, tra qualche anno, tecnologie nate al limite.
Fotogallery: Ford, visita alla fabbrica di Milton Keynes Red Bull
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