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Dopo la tregua in Iran, i prezzi dei carburanti scenderanno lentamente

Mentre il petrolio crolla grazie al cessate il fuoco, benzina e diesel continueranno a costare di più: ecco perché

Carburanti, benzina

Gli economisti lo definiscono “razzi e piume”. O, per utilizzare termini più tecnici, “trasmissione asimmetrica dei prezzi”. Si tratta di quel fenomeno – famigerato fra gli automobilisti – che porta a immediati rincari dei carburanti in caso di aumenti delle quotazioni del petrolio, ma a lente riduzioni dei prezzi alla pompa in caso di cali dei costi del greggio.

È successo in passato, quando la lunga coda della pandemia e la guerra in Ucraina hanno scatenato la galoppata di benzina e diesel, e succederà anche adesso, dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Stati Uniti, Israele e Iran hanno concordato un cessate il fuoco, della durata di due settimane, che garantirà anche la navigazione in uno dei crocevia commerciali più importanti al mondo.

Immediato il crollo delle quotazioni internazionali di petrolio, col Brent – stando a Bloomberg Energy, nel momento in cui scriviamo – in calo di circa il 13%, a 94 dollari al barile ($/b), e il WTI in calo del 15%, a 95 $/b.

Quotazioni del petrolio

  • Brent: 94 $/b
  • WTI: 95 $/b
Oil pump at sunset with wind mills in background

Produzione di petrolio

Accuse di speculazione

I carburanti, invece, rimarranno a certi livelli per più tempo. La spiegazione ufficiale è la seguente: di fronte a rincari delle materie prime, le compagnie energetiche aumentano i prezzi finali per anticipare gli impatti futuri. Tanto che, come gli automobilisti sanno, benzina e diesel alla pompa aumentano subito, anche se sono stati prodotti con scorte precedenti, non colpite dalla crisi.

Poi, però, quando le quotazioni si abbassano, gli stock vengono smaltiti lentamente, per evitare svendite. A questo si aggiungono le incertezze sull’instabilità della pace, i costi dei trasporti (aumentati dai rincari precedenti) e la tendenza delle compagnie a non farsi troppa concorrenza tra loro: se una mantiene i prezzi alti, le altre si adeguano. Così le accuse di speculazione fioccano.

I prezzi dei carburanti di oggi

Salvo quindi miracoli, gli automobilisti continueranno a pagare prezzi alla pompa più alti. In ogni caso, il ministero delle Imprese e del Made in Italy fa sapere:

“In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – mercoledì 8 aprile 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,789 €/l per la benzina e 2,178 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,825 €/l per la benzina e 2,191 €/l per il gasolio”.

Carburante Prezzo
in strada
Prezzo
in autostrada
Benzina self-service 1,789 €/l 1,825 €/l
Diesel self-service 2,178 €/l 2,191 €/l