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Abbassare i limiti di velocità: la proposta anti crisi dell'Europa

In Italia atteso il decreto sulle accise: senza rinnovo +880 milioni ad aprile, già +470 milioni spesi a marzo

Crisi carburanti: l'Ue chiede di usare meno l'auto e abbassare i limiti di velocità
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Anche gli automobilisti sono chiamati a fare la loro parte per affrontare l’aggravarsi della crisi energetica. Il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ha invitato i cittadini a ridurre l’uso dell’auto privata, privilegiando lo smart working quando possibile e adottando uno stile di guida più efficiente.

Tra le proposte più concrete c’è anche il taglio dei limiti di velocità in autostrada, con l’obiettivo di contenere i consumi di carburante in una fase di forte instabilità internazionale.

Guidare meno e più piano per consumare meno

Le indicazioni europee puntano direttamente sulle abitudini di tutti gli automobilisti. Ridurre la velocità di circa 10 km/h in autostrada, secondo la Commissione europea, può tradursi in un risparmio immediato di carburante, in particolare diesel, ancora molto diffuso tra le auto circolanti.

A questo si aggiunge l’invito a limitare gli spostamenti non necessari grazie al lavoro da remoto, riducendo così il numero complessivo di chilometri percorsi.

Le raccomandazioni, in linea con quelle dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, organizzazione che monitora i mercati energetici globali, includono anche pratiche di guida più attente ai consumi, come accelerazioni più dolci e una velocità costante.

Allo stesso tempo, si suggerisce di condividere l’auto quando possibile o di alternarne l’utilizzo tra più persone, così da diminuire il numero di veicoli in circolazione e il consumo complessivo di carburante.

Cosa sta succedendo in Italia

Le tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, unite alle restrizioni imposte da Teheran nello Stretto di Hormuz, continuano a rallentare il traffico delle petroliere in uno snodo cruciale per il trasporto di greggio. Parliamo di una rotta da cui transitano ogni giorno circa 20 milioni di barili di petrolio, una quota essenziale per garantire l’equilibrio dei mercati energetici globali e, di riflesso, la stabilità dei prezzi anche per gli automobilisti europei.

Le difficoltà negli approvvigionamenti stanno già spingendo verso l’alto il costo del petrolio e, di conseguenza, quello di benzina e diesel. Un effetto diretto per chi usa l’auto quotidianamente, che si traduce in rifornimenti più cari e maggiore incertezza sull’evoluzione dei listini. In Italia, proprio per contenere l’impatto sui consumatori, è atteso per oggi un nuovo decreto con cui il Governo dovrebbe prorogare il taglio delle accise sui carburanti.

Una misura cruciale perché, secondo le stime di Facile.it, senza questo intervento nel solo mese di aprile la spesa complessiva degli italiani alla pompa potrebbe aumentare di circa 880 milioni di euro rispetto ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto.

I rincari, del resto, sono già evidenti: a marzo, nonostante lo sconto di 24,4 centesimi al litro ancora in vigore, gli automobilisti italiani hanno comunque speso circa 470 milioni di euro in più rispetto a febbraio. Numeri che confermano quanto la situazione internazionale incida direttamente sulle tasche di chi guida e rafforzano la linea delle istituzioni europee, sempre più orientate a promuovere una guida attenta ai consumi e un utilizzo più razionale dell’auto come risposta immediata alla crisi energetica.