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Ponte sullo Stretto, l'ok è definitivo: ecco quanto ci costerà

Approvato il decreto Commissari con nuove regole per il progetto da miliardi di euro

Ponte sullo Stretto di Messina, il progetto definitivo
Foto di: WeBuilt

Lo Stato ha deciso quanto costerà il Ponte sullo Stretto di Messina: in totale l’opera vale 14,442 miliardi di euro. Il decreto appena approvato dalla Camera, con 160 voti a favore, 110 contrari e 7 astenuti, rende ufficialmente queste cifre e le regole per andare avanti con il progetto.

Dentro questa cifra c’è anche una modifica importante: circa 2,787 miliardi di euro vengono spostati nel tempo, dal periodo 2026-2029 al periodo 2030-2034. In pratica, una parte consistente della spesa viene rinviata negli anni successivi per rendere più gestibile il finanziamento di un’opera molto grande e complessa.

Il provvedimento arriva dopo le osservazioni della Corte dei conti, che aveva bloccato alcuni passaggi del progetto definitivo. Ora il Ministero delle Infrastrutture dovrà aggiornare i conti del progetto, controllare tutti i pareri tecnici, verificare l’impatto ambientale e coordinarsi anche con l’Unione europea prima di poter andare avanti con le fasi successive.

Meno commissari, più poteri all'Anas

Il decreto cambia anche il modo in cui vengono gestite le grandi opere pubbliche in Italia. L’idea è semplice: meno commissari straordinari e più responsabilità alle aziende pubbliche che già si occupano di strade e ferrovie.

<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina</p>

Il Ponte sullo Stretto di Messina

Foto di: WeBuilt

In primo piano c’è l'Anas, la società pubblica che gestisce le principali strade statali italiane. Il suo amministratore delegato Claudio Andrea Gemme avrà più poteri diretti sui cantieri e subentrerà a diversi commissari già nominati negli anni passati. Questo significa decisioni più rapide su lavori e progettazione, senza passaggi burocratici intermedi.

Più responsabilità anche per Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le linee ferroviarie. L’amministratore delegato Aldo Isi coordinerà direttamente alcuni grandi cantieri, compresi quelli collegati al Ponte sullo Stretto e altre tratte importanti come la Brescia-Verona, la Roma-Pescara e la Salerno-Reggio Calabria.

<p>Il Ponte si unirà alla direttrice ferroviaria Palermo-Catania-Messina in Sicilia e alla futura linea AV/AC Salerno-Reggio Calabria sul versante calabrese.</p>

Il Ponte si unirà alla direttrice ferroviaria Palermo-Catania-Messina in Sicilia e alla futura linea AV/AC Salerno-Reggio Calabria sul versante calabrese.

Foto di: WeBuilt

Non solo Ponte: altre opere e polemiche politiche

Nel decreto rientrano anche altre opere importanti, come la sicurezza del Gran Sasso, il miglioramento delle autostrade A24 e A25, i lavori legati agli Europei di calcio del 2032, la metropolitana di Roma linea C e la tutela della laguna di Venezia.

In Parlamento il provvedimento ha diviso la politica. Le opposizioni criticano soprattutto il costo e la gestione centralizzata del progetto.

Nicola Fratoianni (Avs) ha parlato di una scelta “ideologica”, mentre Marco Simiani (Pd) ha contestato il rischio di concentrare troppo potere in pochi commissari. Dall’altra parte, la maggioranza difende il decreto: per Aldo Mattia (FdI) l’obiettivo è “sbloccare le opere e modernizzare le infrastrutture del Paese”.

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