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Donne e AI stanno rivoluzionando il lavoro di carrozziere

Simone Brown, HR & Organization Director di Car Clinic, racconta come tecnologia, formazione e inclusione stanno cambiando il settore

Donne e AI stanno rivoluzionando il lavoro di carrozziere
Foto di: Car Clinic

Nel pieno della trasformazione tecnologica del settore auto, anche il mondo della carrozzeria sta cambiando volto. Tra intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuove competenze richieste dal mercato, la sfida più urgente resta quella di attrarre e formare una nuova generazione di tecnici specializzati.

Per capire come si evolve oggi una professione spesso percepita come "tradizionale", ho intervistato Simone Brown, che ci ha raccontato il progetto della Car Clinic Academy, il ruolo crescente delle donne nel settore e il profilo del carrozziere del futuro.

Chi è

Simone Brown

Laureato in Giurisprudenza, è HR & Organization Director di Car Clinic dal 2022. Oltre ad essersi occupato di HR, con una particolare attenzione al reclutamento, formazione e gestione dei talenti, ha avuto esperienze nelle vendite e in programmi di trasformazione con una forte focus sulla gestione del cambiamento.

Quanto pesa il problema del ricambio generazionale nel settore della carrozzeria?

Il ricambio generazionale è uno dei problemi più urgenti del settore: la domanda di tecnici qualificati è alta, anche perché il mercato della riparazione è cresciuto del 7,5% nel 2024 e dell'1,9% nel primo semestre 2025, ma l’offerta di giovani resta insufficiente.

Le scuole professionali faticano a formare nuove leve e la percezione del mestiere ne limita l’attrattività. Per questo abbiamo scelto di intervenire direttamente con la Car Clinic Academy, per formare tecnici oggi e costruire il capitale umano di domani.

Car Clinic Academy e Pink Academy

Car Clinic Academy e Pink Academy

Foto di: Car Clinic

Come si struttura il percorso formativo dell’Academy?

Il percorso dura 36 mesi ed è costruito per alternare teoria e pratica in modo progressivo. Si inizia con due settimane intensive di formazione in aula presso la nostra sede di Busto Arsizio, tenute dall'Academy Coach – una figura interamente dedicata al progetto – e dai Supervisori Tecnici, che garantiscono una preparazione sempre aggiornata.

Successivamente, per i cinque mesi successivi, i partecipanti alternano una settimana di formazione in aula a cinque o sei settimane di esperienza diretta nelle carrozzerie, nei diversi territori in cui operiamo. A supportarli sul campo ci sono i Tutor Academy: tecnici esperti appositamente selezionati e formati, che seguono ogni singolo apprendista, monitorando progressi e aree di miglioramento. È un ecosistema formativo completo, dove la crescita non si misura solo in competenze tecniche, ma anche in autonomia e responsabilità.

Qual è il profilo ideale per entrare in Academy?

Non sono necessarie esperienze pregresse: insegniamo noi tutte le competenze tecniche necessarie nel percorso. Quello che guardiamo è l'attitudine. Cerchiamo persone disposte ad imparare e motivate a costruirsi una professione solida.

Il processo di selezione prevede un primo colloquio con le risorse umane, focalizzato sulla motivazione e sulle competenze trasversali, seguito da prove pratiche gestite dal team dei Supervisori Tecnici per valutare la manualità e l'approccio al lavoro. Ciò che conta davvero è la voglia di mettersi in gioco: le competenze si formano, ciò che non si può insegnare è la passione.

Car Clinic Academy e Pink Academy

Car Clinic Pink Academy

Foto di: Car Clinic

Perché avete creato un percorso dedicato alle donne?

Nasce da una lettura molto concreta di come sta cambiando il lavoro in carrozzeria. Questa professione oggi richiede precisione, competenze tecniche avanzate e dimestichezza con la digitalizzazione. Abbiamo quindi progettato un percorso formativo su misura per il target femminile puntando sulla digitalizzazione e sulla tecnologia, fattori ormai inscindibili dall’auto moderna.

I segnali sono molto incoraggianti. Basti pensare che nella Car Clinic Academy le donne rappresentano oggi il 40% degli apprendisti con un tasso di integrazione che se normalmente è al 70%, nella Pink Academy raggiunge l'80%.

Le carrozzerie della nostra rete dove è presente almeno una donna costituiscono oggi il 30% del network, e abbiamo l'obiettivo di arrivare al 50% di centri "Pink" entro la fine del 2026. Le candidature femminili ci dicono che c'è molta curiosità e disponibilità, spesso frenata solo dalla percezione, non dalla realtà. Il nostro compito è abbattere quella percezione con esempi concreti.

L'intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro in carrozzeria?

L'intelligenza artificiale è già presente nella carrozzeria, anche se spesso in modo non visibile. Basti pensare alla diagnostica: i sistemi ADAS delle auto di ultima generazione richiedono calibrazioni sofisticate dopo ogni intervento. Le piattaforme di gestione dei sinistri si avvalgono sempre più di AI per la valutazione dei danni, supportando il lavoro dei carrozzieri.

Sul fronte assicurativo, l'AI velocizza i processi peritali, con ricadute dirette anche sull’operatività. La complessità crescente dei veicoli – elettrici, ibridi, connessi – richiede ai nostri tecnici competenze digitali sempre più sofisticate. Vediamo l'intelligenza artificiale come un moltiplicatore di capacità: uno strumento che, se ben padroneggiato, eleva il valore professionale del carrozziere.

Car Clinic Academy e Pink Academy

Car Clinic

Foto di: Car Clinic

Oltre all’Academy, quali altre iniziative state sviluppando?

Lavoriamo su più fronti, interni ed esterni, per creare iniziative con un impatto positivo sui giovani, mettendoli sempre al centro. Con la Car Clinic Champions valorizziamo i nostri carrozzieri attraverso un campionato interno che racconta anche ai giovani la modernità e la tecnologia del nostro settore.

Con la Fondazione Libellula sosteniamo il progetto MATCH, che accompagna giovani NEET in un percorso di attivazione e formazione fino all’ingresso nella nostra Car Clinic Academy. Con Scuola Futuro Lavoro collaboriamo invece alla realizzazione di un videogioco sul mondo della carrozzeria, sviluppato dagli studenti del Game Dev Lab, per avvicinare in modo innovativo le nuove generazioni alla professione.

Guardando ai prossimi cinque anni, come immagina il carrozziere del futuro?

Possiamo immaginare il carrozziere del futuro come un professionista ibrido, nel senso più ricco del termine: saprà unire manualità raffinata, cultura digitale e capacità relazionale. Sarà in grado di leggere e interpretare i dati che i veicoli producono, di lavorare su sistemi elettrici e autonomi sempre più complessi, di calibrare tecnologie ADAS con la stessa competenza con cui oggi lavora plastiche e lamiera.

Ma avrà anche la capacità di comunicare con il cliente, di spiegare il valore del lavoro che fa, di essere il punto di riferimento umano in un processo sempre più automatizzato. In questo senso, la diversità di genere, percorso e background diventa un vantaggio competitivo: squadre miste, con sensibilità e approcci diversi, lavorano meglio, si adattano rapidamente ai cambiamenti tecnologici e costruiscono relazioni più solide. Il carrozziere del futuro, in pratica, lo stiamo formando già oggi attraverso l’Academy.

Fotogallery: Car Clinic Academy e Pink Academy