La tua prossima auto potrebbe essere fatta con quelle vecchie
La nuova normativa UE punta sull'economia circolare e impone quote crescenti di plastica riciclata nei veicoli nuovi
Il Parlamento europeo ha approvato il 18 giugno un nuovo regolamento sulla gestione dei veicoli giunti alla fine della loro vita utile: un passo importante, che ora dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio dell’Unione europea, prima di venire applicato dagli Stati membri dopo altri 24 mesi.
Se questo arco temporale può sembrare prolungato, non bisogna dimenticare come l’introduzione di questa inedita normativa, per certi aspetti considerata rivoluzionaria, comporti una serie di aspetti che hanno impatti importanti su tutto il ciclo di vita di un’automobile, dalla sua progettazione fino alla demolizione, comportando implicazioni rilevanti anche per i consumatori.
Da qui, la volontà di approfondire il tema fin d’ora con i principali soggetti coinvolti nella tematica da parte di Autopromotec, la rassegna internazionale a cadenza biennale dedicata alle attrezzature e all’aftermarket automobilistico. L’incontro, che si è tenuto presso la sede dell’Automobile Club Milano, è il primo di una serie che accompagnerà gli addetti ai lavori e la stampa in un percorso verso la prossima edizione della manifestazione, che si terrà dal 26 al 29 maggio 2027 a Bologna.
Riciclabili fin dalla nascita
Il nuovo impianto normativo europeo modifica radicalmente il concetto di veicolo fuori uso, trasformandolo da semplice rifiuto di cui l’utilizzatore deve in qualche modo sbarazzarsi a risorsa da reinserire nel ciclo produttivo. Questo significa che un veicolo deve essere concepito fin dalla sua progettazione come un insieme di componenti che possano essere facilmente smontabili, riparabili, riutilizzabili e riciclabili, accompagnati da chiare indicazioni perché queste operazioni possano essere effettuate dai soggetti abilitati a compierle.
UE: auto pensate per essere smontate, riparate e riciclate come risorsa nel ciclo produttivo.
L’impostazione dell’Unione europea è risultata pienamente condivisa da tutti i partecipanti all’incontro promosso da Autopromotec, ognuno dei quali ha valutato il nuovo regolamento dal proprio punto di vista, sottolineandone le implicazioni per sé e per l’intera filiera del settore.
Quanto si risparmia con i ricambi usati
A essere chiamati in causa, per esempio, sono i 1.418 demolitori italiani che, secondo Lorella Volpato, vicepresidente dell’Associazione demolitori automotive, sono già pronti ad affrontare questo compito grazie alla capacità che hanno avuto di dotarsi di strutture tecnologicamente adeguate a superare il target fissato dalla Ue di reimpiego e riciclo pari all’85% del peso dei veicoli trattati.
I costruttori dovranno adeguarsi: circolarità già in progettazione.
I primi a dover intervenire in profondità sui propri processi saranno però i costruttori stessi dei veicoli, come sottolineato da Luca De Vita dell’Anfia, l’Associazione nazionale della filiera industriale automobilistica: il nuovo regolamento, infatti, introduce un percorso progressivo dell’utilizzo di plastica riciclata che ne prevede una presenza sui veicoli nuovi del 15% entro sei anni e del 25% entro dieci, con almeno il 20% proveniente da veicoli fuori uso: la circolarità, quindi, non può essere aggiunta all’auto in seconda battuta, ma deve esservi presente fin dall’inizio, ossia dalla sua progettazione.
Tesi pienamente condivisa da Manuela Crippa, responsabile dello sviluppo commerciale di SUSTAINera, la divisione di Stellantis dedicata alle attività nel campo dell’economia circolare che fornisce prodotti e servizi sostenibili nell’ambito dell’aftermarket del costruttore. In un Paese in cui l’età media del parco circolante supera ormai i 13 anni, ha spiegato, i ricambi usati rappresentano un’ottima opportunità per i consumatori, offrendo un risparmio che può arrivare al 70% rispetto a quelli nuovi: in questo modo, sostenibilità ambientale ed economica vanno di pari passo.
L’esperienza di altri Paesi
Quale sia il peso dei ricambi rigenerati o usati in altri Paesi è stato spiegato nel corso del primo degli Autopromotec Dialogues da Rosaria Amodio e Romain Gougeon di GiPA, società internazionale di ricerche di mercato e analisi dati nel settore del post-vendita automobilistico.
In Francia, infatti, vige l’obbligo per i riparatori di informare i clienti della possibilità di scegliere, al posto di ricambi nuovi, quelli usati certificati o riparati con interventi che ne ripristino la qualità originale: è questa una delle chiavi del successo dell’economia circolare francese che vede l’85% dei consumatori reagire positivamente alla proposta di utilizzo di un ricambio alternativo a quelli nuovi.
Autopromotec Dialogues
La situazione è ben diversa in Italia, dove solo un automobilista su dieci accetta di buon grado una proposta di questo tipo dagli autoriparatori, mentre uno su due lo fa solo condizionandola ad aspetti come l’anzianità dell’auto, il proprio potere d’acquisto, il tipo di ricambio necessario e altro ancora.
Costruire la fiducia del consumatore, del resto, è compito anche dei demolitori, come sottolineato da Daniele Bresolin, socio fondatore di una delle principali società del settore, attiva in sei diverse sedi che hanno trattato oltre 100 mila auto giunte a fine vita negli ultimi cinque anni: a suo parere, per trasformare il rottame in una risorsa servono regole rigide e processi digitali controllati.
È però proprio grazie a questi passaggi tracciabili che si possono recuperare risorse preziose anche sotto il profilo di materie prime come plastica, ferro, alluminio, vetro e rame: qualcosa che, secondo Bresolin, può liberarci da una situazione di futura dipendenza dalla Cina.
È toccato, infine, a Enrica Lazzarini, amministratore delegato di Autopromotec, concludere l’incontro evidenziando la necessità di momenti di confronto su temi come questi, destinati a ridefinire il futuro dell’intero automotive, spaziando dalla transizione energetica e industriale alla sostenibilità, fino ai nuovi assetti della filiera dei ricambi e dell’aftermarket.
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