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E se in futuro tornasse la BMW M1? C'è chi ci spera...

Il Ceo della divisione M della casa di Monaco di Baviera sogna e spinge per un ritorno di una Supercar dell'Elica

BMW M1 1978 dinamica

In BMW sono appassionati di auto sportive. Di più, lo dichiarano apertamente. “Sono innamorato della prima M1, mi piacerebbe tantissimo farne una nuova”.

Parola di Frank van Meel, CEO della divisione M della casa di Monaco di Baviera. Solo un sogno o la base per qualche progetto futuro? Andiamo con calma

Tra le curve della Sarthe

La 24 Ore di Le Mans, per ogni appassionato e addetto ai lavori , è quel luogo dove poter vivere la corsa più bella del mondo, ma anche poter scovare notizie, scambiare quattro chiacchiere, e poter vedere da vicino prodotti di serie e prototipi.

Mentre BMW lottava per il podio sulla Sarthe, nel paddock, in bella mostra, c’era il prototipo ufficiale Neue Klasse di quella che sarà la M3 elettrica che affiancherà la BMW M3 a motore a combustione interna.

BMW i3 50 xDrive First Edition

BMW i3 50 xDrive First Edition

Foto di: BMW

Un’auto che ha colto fortemente nel segno da un punto di vista stilistico, con il doppio rene fuso nei proiettori in un unico elemento, le luci che richiamano le GT da corsa, lo stile con proporzioni oramai ben definite, ma soprattutto la volontà di offrire un prodotto che, stante a quanto visto nel prototipo, con 4 motori elettrici, piattaforma a 800 volt, e batteria da oltre 100 kWh, oltre a tutta quella che è la gestione della dinamica tramite il sistema M Dynamic Performance Control.

D’altro canto, l’Elica ha storicamente offerto prodotti in grado di solleticare l’animo di chi ama la guida sportiva. E, va detto, tra il pubblico, la M3 ha destato profondo interesse.

La Passione dei vertici

Durante la maratona francese, Frank van Meel e Oliver Heilmer - rispettivamente Ceo divisione M e responsabile del design dei futuri modelli M, hanno parlato con diversi colleghi della stampa, tra cui il collega di Motor1.com US e BMW Blog Adrian Padeanu. E se in una prima fase si è parlato proprio della M3, il clima competitivo ha portato a dichiarazioni interessanti.

“Sono innamorato della M1 originale e mi piacerebbe tantissimo farne in futuro una nuova.” Opinione condivisa proprio da Heilmer. Non si tratta della primissima dichiarazione in merito - seppur ancora confinata nell’ambito dei sogni - considerando come alcuni mesi prima, lo stesso van Meel aveva lasciato intendere la grande volontà di spingere in questa direzione.

BMW M1 1978 logo

BMW M1 1978

“Devo essere onesto, sogniamo sempre di poterla realizzare. E forse un giorno troveremo la giusta finestra di opportunità in cui avremo la capacità di lavorare su un’auto del genere, con il Gruppo BMW che ci darà il via libera. Noi non molliamo mai, posso prometterlo, ma in questo momento non è ancora possibile”.

La M1 che ha fatto la storia

Il presente rimane segregato all’interno di sogni e idee, il futuro si lega alla speranza figlia delle parole di un Ceo, il passato narra di una macchina che ha decretato la storia della casa tedesca. La M1, la E26, nascque alla fine degli anni 70 con un obiettivo chiaro: sfidare Porsche nel campionato GT, omologando almeno 400 esemplari stradali come richiesto dal regolamento Gruppo 5 FIA dell’epoca.

BMW M1 1978 trasparenza

BMW M1 1978 

Un progetto che coinvolse numerose eccellenze italiane: il telaio tubolare fu sviluppato da Lamborghini con il contributo dell’ingegner Dallara, lo stile e l’assemblaggio erano opera di Giorgietto Giugiaro, la carrozzeria in fibra di vetro, alla TIR di Reggio Emilia.

Il motore poi - l’M88 - era un sei cilindri in linea da 3,5 litri con doppio albero a camme e 4 valvole per cilindro, in posizione centrale longitudinale. Erogava 277 CV a 6500 giri, con oltre 260 km/h di velocità massima. Numeri da primato per l’epoca. Presentata al Salone di Parigi nel 1978, la M1 fu la prima auto stradale della divisione Motorsport.

Fotogallery: BMW M1 1978-1981