Auto aziendali, Unem chiede regole anche per i biocarburanti
Secondo l'associazione serve coerenza tra le politiche italiane e il principio della neutralità tecnologica sostenuto in Europa
Dare spazio ai biocarburanti nelle regole per le auto aziendali e introdurre nuovi strumenti per accompagnare la trasformazione delle raffinerie italiane. Sono queste le principali richieste avanzate da Unem al Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L'associazione, che rappresenta le aziende della raffinazione e dei carburanti in Italia, chiede che il principio della neutralità tecnologica venga applicato anche nelle scelte nazionali, lasciando spazio a tutte le soluzioni in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni.
La richiesta di estendere la neutralità tecnologica
Nel corso dell'incontro, il presidente di Unem, Gianni Murano, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Governo sul dossier automotive e per la posizione italiana nella revisione del regolamento europeo sulle emissioni di auto e veicoli commerciali leggeri.
Secondo l'associazione, la proposta in discussione a Bruxelles riconosce il contributo di diverse tecnologie alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, includendo anche i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili di origine biologica, i cosiddetti "eligible fuels". Per questo motivo, Unem ritiene che anche le misure nazionali dovrebbero riflettere lo stesso approccio, superando l'attuale esclusione dei biocarburanti dalle agevolazioni fiscali previste per i fringe benefit delle auto aziendali.
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Unem, durante il Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha inoltre ribadito che i carburanti liquidi continueranno a svolgere un ruolo importante nella mobilità ancora per molti anni e che i biocarburanti rappresentano una soluzione già disponibile per contribuire alla riduzione delle emissioni del parco circolante.
Parallelamente, l'associazione ha evidenziato il valore industriale delle raffinerie e delle bioraffinerie italiane, considerate essenziali non solo per la sicurezza energetica del Paese, ma anche per la tutela dell'occupazione e lo sviluppo di filiere legate all'economia circolare.
Da qui la richiesta di introdurre incentivi che accompagnino la trasformazione degli impianti, con l'obiettivo di favorire la transizione energetica senza privilegiare una singola tecnologia, ma garantendo pari considerazione a tutte le soluzioni in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni.
Fotogallery: Il Tavolo Automotive organizzato dal MIMIT
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