Red Bull RB17, Cosworth svela i segreti del V10 da 15.000 giri
In un'intervista esclusiva a Motor1.com, Bruce Wood di Cosworth racconta perché la RB17 ha un V10 aspirato da 1.200 CV
La Red Bull RB17 non nasce per essere una semplice hypercar. La vettura sviluppata da Red Bull Advanced Technologies, la divisione tecnica del gruppo Red Bull, è stata progettata senza i vincoli tipici delle auto stradali, lasciando agli ingegneri la libertà di creare una macchina estrema dedicata esclusivamente alla pista.
A raccontare uno degli aspetti più curiosi del progetto è stato Bruce Wood, amministratore delegato di Cosworth, storico costruttore britannico di motori da competizione, in un’intervista esclusiva concessa a Motor1.com durante il debutto dinamico della RB17 al Goodwood Festival of Speed.
Il tema principale? La scelta di un V10 aspirato da 4,5 litri, capace di raggiungere 15.000 giri al minuto e sviluppare 1.200 CV.
Cosworth ha valutato ogni motore possibile prima del V10
Secondo Bruce Wood, la particolarità dello sviluppo della RB17 è stata proprio l’assenza di regole da seguire. Normalmente un motore nasce condizionato da regolamenti sportivi, limiti sulle emissioni o vincoli legati all’utilizzo stradale. In questo caso, invece, Cosworth e Red Bull hanno potuto partire da un foglio completamente bianco.
Questa libertà, però, ha reso la decisione più complessa. Gli ingegneri hanno analizzato diverse soluzioni, dai motori V6 turbo fino ai V12, valutando prestazioni, dimensioni, integrazione con il telaio e caratteristiche di guida. Alla fine la scelta è ricaduta sul V10 aspirato perché, secondo Wood, era la configurazione capace di offrire il miglior equilibrio tra potenza, risposta immediata dell’acceleratore e coinvolgimento del pilota.
Il responsabile di Cosworth ha spiegato a Motor1.com che proprio la risposta del motore è stata una delle ragioni principali della scelta. Un propulsore turbo avrebbe potuto garantire valori di coppia ancora più elevati, ma avrebbe introdotto una risposta meno diretta. Per una vettura nata per regalare emozioni in pista, il carattere di un motore aspirato ad altissimo regime è stato considerato un elemento fondamentale.
Un motore da Formula 1, ma pensato per i clienti
Il V10 della RB17 porta con sé alcune tecnologie sviluppate nel mondo delle competizioni, come le molle pneumatiche delle valvole, necessarie per raggiungere regimi superiori ai 15.000 giri. Cosworth ha una lunga esperienza in Formula 1, soprattutto nell’epoca dei V10, quando i suoi motori arrivavano oltre quota 20.000 giri, ma creare un propulsore destinato a una vettura acquistata da clienti privati ha richiesto un approccio diverso.
Come ha raccontato Bruce Wood, l’obiettivo non era realizzare un motore da gara da utilizzare per poche centinaia di chilometri, ma un’unità capace di durare nel tempo. Il V10 della RB17 è stato quindi sviluppato per garantire affidabilità e resistere a "molte migliaia di chilometri" prima di una revisione importante.
Red Bull RB17, il prototipo in blu
Un altro punto centrale del progetto è stata la facilità di utilizzo. Red Bull e Cosworth hanno voluto evitare che la RB17 richiedesse una squadra di tecnici ogni volta che veniva portata in pista. Per questo sono stati studiati aspetti come l’avviamento a freddo e le tolleranze interne, così da rendere una macchina estrema più accessibile al suo proprietario.
Secondo Wood, la vera prova del lavoro svolto arriverà quando i primi piloti saliranno al volante. Più dei numeri sulla scheda tecnica, sarà la capacità della RB17 di essere precisa, intuitiva e coinvolgente a definire il successo del progetto. Un risultato che nasce anche dalla scelta più emozionale di tutte: mantenere vivo il suono e il carattere di un V10 aspirato nell’epoca delle hypercar sempre più elettrificate.
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