Mazda MX-5 ecco come la guida manuale può diventare (quasi) un'arte marziale
La Miata, il Jinba ittai e lo Shu-ha-ri: 1.5 aspirato, oltre 130 CV, circa 1000 kg e una leva corta come una katana
La leva è corta, secca, netta. Folle, rapporto, da leggere anche senza virgola volendo. Clac, clac. Puro piacere fisico.
E' un pomello che tieni in mano affilato come uno spadino. I pedali sono distanti il giusto. Sei in terza piena, poi quarta. Urla fino a 6-7000 giri/minuto pieni quel 4 cilindri. Un abbrivio sulla sinistra. Poggia l’esterno ma non hai molto tempo per pensare: frenata decisa.
Punta-tacco, a dare quel colpo di gas, mentre fai quarta-terza-seconda. Hai davanti una curva a gomito di 90 gradi. Ampia, larga. Entri il più veloce possibile. Lei prima corica, poi quando la gomma dice basta così, si intraversa dolcemente.
È voluta, ed è puro controllo. Gestione, sintonia e sincronia. La Mazda MX-5 è quella compagna perfetta con cui instauri subito un legame. E tra le curve d’Abruzzo, ancora di più. Magari anche con il sole sulla testa, che ti da quel senso di libertà in più, che in momenti così, non guasta mai.
L’arte dello Shu-ha-ri
Quando si parla di Mazda si parla sempre di Jinba ittai: la nobile arte di fusione tra cavallo e cavaliere, tra pilota e automobile. Questione di misure, di come ti senti dentro la seduta e di quanta contezza hai con l'idea di controllo.
Ecco, ho capito che la MX-5, a ben vedere, è la rappresentazione più fedele della filosofia dello Shu-ha-ri: come si apprende un’arte. Un’idea di fondo che si regge su tre pilastri. Imparare, rompere, distaccarsi.
Impari la forma di un punta-tacco, di una doppietta, ma soprattutto impari come impostare le traiettorie, cosa significa un trasferimento di carico in ingresso, in percorrenza, in accelerazione (Shu) . Poi ti lascia rompere (-ha) quegli schemi preimpostati e sviluppare un tuo stile di guida.

La guida, quella bella, senza ansia
Il 1.5 aspirato ti obbliga a tirare alto, ma con poco più di 130 CV non finisci mai in crisi. Eppure quella lancetta che sale con l’acceleratore a fondo è piacere di guida e basta. Così come il mordente del pedale del freno in staccata.
La Miata si muove perché ti fa percepire il trasferimento all’anteriore, il peso in ingresso, ma anche lo scarico al posteriore, che con pochi gradi di volante puoi indirizzare giocando, come fosse un pendolo. Perché un oggetto del genere pesa solamente 1000 chilogrammi circa. È tutto nelle tue mani.
Tra le curve d'Abruzzo con la Mazda MX-5
La leva, trasmissione d’emozioni
A ogni curva, a ogni passaggio, ti permette di focalizzarti solo ed esclusivamente sulla guida. Del resto non c’è molto spazio per altro, ed è quello il bello. Lo sguardo fisso sulla strada, sulle curve da prendere, la percezione del motore che sale di giri e, a orecchio, il momento in cui puoi agire su quel pomello e su quella leva a corsa corta che ha la precisione di una katana.
La leva del cambio, strumento perfetto della Miata
La MX-5 è quella macchina che, con il cambio manuale, vuoi vivere tra le curve di Campo Imperatore per una produzione come Save The Manuals, o sul passo della Futa, dove pochi giorni dopo le riprese ho provato anche la versione 2026, con sospensioni Bilstein e un assetto ancora più puntato.
Con i colleghi ci siamo ritrovati a padroneggiare un mezzo che non è mai protagonista in senso assoluto. Ogni singolo momento passa attraverso la gestione di quei tre pedali e di quella leva così corta che rende l’istante fisico, analogico, anche rude nelle sue vibrazioni.
Come una moto… magari 2 tempi
Guidare un manuale su una MX-5 significa dare peso a ogni curva, ogni abbrivio, ogni allungo. Significa capire quando serve frenare e scalare uno o più rapporti. La Miata ti fa entrare nella logica del “giusto numero di giri” per far scorrere l’auto senza perdere terreno da chi pesa di più e ha più cavalli.
È una guida che mi ricorda quella delle moto. Magari di un 4 cilindri in linea, o ancor di più di una due tempi: quel senso di dover “tenere in tiro” senza strozzare la marcia.
Come ti spiego una doppietta: anche questo è Save The Manuals
Poi, arriva la curva dopo. E ti scappa un accenno di sorriso. Lo sai, lo fai. Non ce ne sarebbe bisogno, anche perché il cambio è sincronizzato. Ma tant'è.
La punta del piede destro affonda sul freno. Piede sinistro giù, la frizione si apre. Subito il tacco dà un colpo di gas: secco, netto, i giri salgono. Terza, seconda. Terza, Seconda. Clac. Rilascio. Nessuno strappo. Fluido come una pennellata, una traiettoria ben avviata. Una curva dipinta.
Ecco, questo è il -ri: fare una cosa che non serve, perché ormai è tua.
Lunga vita alla Miata.
Fotogallery: Mazda MX-5, Save the Manuals 2026
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