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Ford spiega perché dare un nome alle auto è così difficile

Il team Ford sottopone ogni nome ad approvazioni, ricerche e test di traduzione prima che arrivi sul mercato

Pacchetto 60th Anniversary Ford Bronco 2026
Foto di: Ford

E se dare un nome a un'auto fosse molto più complicato di quanto sembri?

A prima vista, potrebbe risultare la parte più divertente del lavoro: trovare qualcosa di accattivante, proporlo a qualche persona e applicarlo sul portellone. In realtà, il processo è decisamente più articolato.

In Ford, scegliere il nome di un nuovo modello significa coinvolgere decine di dirigenti, migliaia di consumatori e affrontare una lunga serie di questioni burocratiche. A raccontare come funziona è Scott Hauman, responsabile globale della nomenclatura del marchio.

Il suo team si è impegnato a dare un nome a quasi 100 veicoli, funzionalità e servizi nel solo 2026. E se pensate che scegliere il nome di una nuova Mustang sia come decidere come chiamare un figlio, vi sbagliate: un neonato, infatti, non deve ottenere l'approvazione di 40 dirigenti e di un paio di migliaia di sconosciuti, prima di venire al mondo.

Far approvare un nome dai vertici

Prima di comparire in un comunicato stampa, un nome deve ottenere l'approvazione di 30-40 persone all'interno di Ford, spiega Hauman. Tra queste figurano anche dirigenti di alto livello, che possono bocciare una proposta senza possibilità di appello, costringendo il team a ripartire da zero.

Ford Mustang Dark Horse, Save the Manuals 2026

Ford Mustang Dark Horse

Foto di: Motor1.com

Per descrivere il processo, Hauman ricorre a un paragone con la politica americana: "Far approvare un nome è come far passare una legge a Washington… È il territorio più soggettivo che esista. Tutti hanno comunque un'opinione".

Come accade per una legge, anche un nome deve quindi superare diversi livelli di valutazione prima di diventare ufficiale. Ma il consenso interno non basta: Ford (come altri costruttori) deve considerare anche le reazioni del pubblico. Per questo, l'azienda sottopone le proposte al giudizio di circa 2.000 consumatori, coinvolti attraverso panel di ricerca privati.

Avvocati, traduttori e molti piani di riserva

Anche dopo aver superato le approvazioni interne e i test con i consumatori, un nome deve affrontare un'ulteriore verifica: quella legale. Gli avvocati di Ford controllano ogni proposta per individuare eventuali conflitti con marchi registrati. Anche un nome che ha superato tutte le altre fasi può essere scartato se i diritti sono già detenuti da un'altra azienda.

Ford F-150 Raptor R, la prova di Motor1.com

Ford F-150 Raptor R

Foto di: Motor1 Italia

A complicare il processo ci sono anche le differenze linguistiche e culturali. Un nome efficace in inglese potrebbe assumere un significato imbarazzante in un'altra lingua o risultare poco adatto a un determinato mercato. Per questo, le case auto devono valutare attentamente ogni sfumatura, soprattutto quando si tratta di scegliere nomi destinati a essere utilizzati a livello internazionale.

Hauman descrive il suo lavoro con un paragone che rende bene l'idea della complessità del processo: "Certi giorni mi sento più come un procuratore di contea, che costruisce un caso e lo porta davanti al giudice".

Anche i nomi scartati fanno male

Dopo aver scelto il nome di tanti veicoli e funzionalità, si potrebbe pensare che ricevere un rifiuto diventi parte della routine. Ma, secondo Hauman, non è così: anche dopo anni di esperienza, vedere una propria proposta scartata continua a fare male.

La prossima volta che una nuova Ford presenterà una funzionalità con un nome che sembra quasi scontato, quindi, ricordate che dietro quella scelta potrebbe esserci un lungo processo di valutazione. E negli uffici del marchio, probabilmente, c'è ancora qualcuno che non ha del tutto digerito il rifiuto di un nome a cui teneva particolarmente.