Piccola e maneggevole, la city car tedesca ha segnato un’epoca. L’usato costa poco, ma attenzione allo stato del motore

Magari fra qualche anno, con le smart solo elettriche (lo saranno dal 2020), la prima generazione vivrà una seconda giovinezza e diventerà ambita anche fra i collezionisti. L’utilitaria tedesca se lo meriterebbe anche, perché dal 1999 ad oggi poche altre citycar hanno lasciato il segno come questa minuscola due posti.

Dal suo esordio ha fatto risparmiare ore di tempo a migliaia di automobilisti alla ricerca di un parcheggio in città, complice la lunghezza di soli 2,50 metri e la capacità di far inversione in un fazzoletto. Eccoci qui dunque, ché sembra ieri ma la citycar tedesca ha già 20 anni e si merita un posto fra le auto del Perché comprarla… classic.

Pregi e difetti

A sostenere il progetto di una minuscola city car è Nicolas Hayek, co-fondatore della Swatch che all’inizio degli anni ’90 pensò di creare un’utilitaria ibrida o elettrica insieme a Volkswagen. Hayek non ottenne il supporto dalla casa tedesca e si rivolse a Mercedes. Insieme fondarono nel 1994 la MCC, che per otto anni fu il marchio della smart (esordì infatti come MCC Smart), ma in seguito a divergenze Hayek si sfilò e il progetto venne portato avanti solo da Mercedes.

Mercedes sviluppò un nuovo motore a 3 cilindri turbo di 0,6 litri, abbinato ad un cambio sequenziale assai lento nel passare da una marcia all’altra. La smart è lunga solo 2,50 metri ed è larga 1,51, quindi l’assetto è rigido per non compromettere la stabilità.

smart city coupé

All’infuori di questi difetti, però, la smart offre doti di guida impareggiabili nel traffico e uno stile ricco di personalità, oltre a uno stile ancora oggi molto personale e a tante soluzioni furbe, come lo schienale del sedile del passeggero ripiegabile.

Quanto costa

Nel 1999 servivano circa 17 milioni di lire per mettersi in garage una MCC Smart in allestimento base. Oggi i prezzi sono assai inferiori, perché con 2.000 o 3.000 euro si può comprare un esemplare ben tenuto, ma bisogna prima accertarsi che siano stati risolti i difetti “congeniti” dell’auto.

É noto infatti che il motore va k.o. ogni 80.000/100.000 chilometri e necessita di interventi radicali, quindi prima di portarla a casa è bene accertarsi che il 3 cilindri versi nelle giuste condizioni. Sono da valutare anche le plastiche, che possono scolorirsi per la prolungata esposizione al sole.

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