Vi ricordate quando uscì di produzione il vecchio Defender, poi sostituito dall’attuale modello? Ecco, non tutti la presero bene, incluso Sir Jim Ratcliffe, il n°1 di Ineos Industries che, da appassionato di fuoristrada, decise di progettarsene uno fatto su misura per le sue esigenze.

L’idea prende forma (e budget) al Pub Grenadier di Londra, da qui il nome di questo nuovo Ineos che, dopo cinque anni di sviluppo e oltre un milione e ottocentomila chilometri di test effettuati in qualsiasi condizione climatica e analizzati da un team di 350 ingegneri, ha raggiunto la produzione in serie... e io l’ho provato in un viaggio epico! 

Nell’arco di due settimane infatti la stampa mondiale ha testato questo inedito fuoristrada per oltre 2.000 km: 20 equipaggi che si sono alternati su altrettanti Grenadier, tutti guida a destra, con entrambe le motorizzazioni e tutti gli allestimenti (e i colori) disponibili, partendo dal nord della Scozia per arrivare fino a Londra, al Pub Grenadier ovviamente, dove tutto ha avuto inizio nel 2017. Pronti a questo viaggio incredibile?

Un vero FUORISTRADA, stop. 

Come potrete notare dalle mie immagini, in Scozia non sono mancati i trasferimenti autostradali, o comunque su asfalto, e non ho nessuna remora ad ammettere che, a caldo, la differente reattività del Grenadier nelle più normali condizioni di guida ha richiesto qualche decina di km in più del previsto per adattarmi.  

Insomma, la strada liscia e le rapide correzioni nelle curve veloci, per lui, non sono la priorità, mentre nelle condizioni di grip più inesistente dove rocce bagnate, fango e pendenze importanti fermerebbero la stragrande maggioranza dei 4x4 stock oggi sul mercato, ecco in questi scenari il Grenadier primeggia, con grande naturalezza... anche durante le discese ardite e le risalite. In queste condizioni infatti infatti il Downhill Assist che frena in modo dinamico le singole ruote per ottimizzare il controllo, mentre con l’Uphill Assist tiene il Grenadier è frenato in automatico una volta tolto il piede dal pedale del freno.

Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera

Ineos Grenadier nel lago di Laggan

Quando invece è il grip che cercate, la modalità “Offroad” è la soluzione a tutto: premendo per due volte l’apposito tasto, il differenziale centrale si predispone ai maltrattamenti (molto ben tollerati) e, quando serve, le ridotte sono pronte all’uso. Con questo setup ("Offroad”) desidero sottolineare come il comando sia elettronico, ma gli attuatori sono tutti meccanici.

Il riduttore a due velocità è infatti sviluppato dalla Tremec e dotato di un sistema esterno di raffreddamento dell’olio, collabora inoltre con giunti omocinetici e alberi di trasmissione realizzati dagli specialisti di Dana Spicer, col rapporto delle ridotte che è di 2,5:1.  

Volendo poi, oltre al differenziale bloccabile centrale nel riduttore, sono disponibili in opzione due differenziali bloccabili, all’avantreno e al retrotreno (prodotti dalla Eaton Industries), ad azionamento elettronico ma con innesto sempre meccanico. 
Infine, la capacità di guado da me testata presso la celebre spiaggia sul lago di Laggan è di 800 mm per entrambe gli allestimenti ovvero Trailmaster o Fieldmaster. 

Robustezza (anche) Made in Italy 

Oltre alla carrozzeria monoscocca in acciaio zincato e alluminio, è il telaio a longheroni a sezione scatolata a essere il protagonista: la sua sezione d’acciaio dallo spessore di 3,5 mm offre elevata rigidità, mentre la protezione anticorrosione (con verniciatura a immersione catodica, cera per scatolati all’interno e rivestimento a polvere all’esterno) è in grado di offrire una garanzia di ben 12 anni antiperforazione. 

Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera

Ineos Grenadier nella prova in Scozia

Sempre intimamente parlando, anche gli assali sono pronti a tutto, non solo perché li produce l’italianissima Carraro di cui potrete trovare tutto su OmniTrattore.it, ma perché incanalano la potenza dagli alberi di trasmissione del Grenadier attraverso un rapporto di 4:1 alle ruote, ed è in buona parte da loro che deriva l'inappuntabile trazione di questo mezzo. 

6 cilindri BMW, diesel e benzina! 

Bella la libertà progettuale vero? Assolutamente sì. Gli assali Carraro li ho già citati e, continuando sul made in Italy, i freni sono Brembo, con dischi da 316 davanti e 305 dietro, un impianto tarato su 7 tonnellate di peso, includendo quindi anche la massa del rimorchio massima di ben 3,5 tonnellate, questione che ha condizionato pure i motori.  

Ed eccoci qua, a parlare di BMW e dei suoi fenomenali 6 cilindri in linea da 3 litri turbocompressi, che chiamerò B57 (diesel) e B58 (benzina), entrambi conformi alle più stringenti normative anti-inquinamento.  

Diesel e benzina sono offerti allo stesso prezzo, ma cambiano le performance, differenze volute anche in fase di collaudo prototipale, con Magna-Styr a cui il Grenadier deve molto: non a caso i primi 130 esemplari di pre serie usati nei test, sono stati costruiti proprio da Magna.

Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera

Ineos Grenadier in Scozia

Ma quindi le potenze? 249 CV per il diesel e 286 CV per il benzina, col B57 che giustamente però, primeggia nella coppia, pari a 550 Nm da 1.250 giri, mentre il B58 vanta comunque 450 Nm a partire da 1.750 giri. Per entrambe la velocità massima è di 160 km/h, con lo 0-100 coperto in 9,9 secondi per il 6 cilindri diesel, mentre si scende a 8,6 col benzina.  

Con queste prestazioni ne consegue che anche le trasmissioni (ZF8HP51 nelle varianti benzina e ZF8HP76 nei modelli diesel) hanno ricevuto tutte le attenzioni del caso, ricalibrando la scatola del cambio per passaggi di marcia più rapidi, anche nell’ordine dei 200 millisecondi. 

Interni TOP (GUN)!  

In tutta onestà avrei voluto parlarvene subito dell’abitacolo, davvero strepitoso, con la plancia che è un riuscitissimo mix tra razionalità, usabilità e disposizione aeronautica. Parlando di tasti, sia frontali che in alto, tutto è chiaro, retroilluminato, non-touch, con ogni cosa che è attivabile con facilità anche senza guardare, magari orientandosi con gli archetti metallici, e il bello è che lo può fare anche il passeggero se il guidatore è impegnato o fuori cabina, cosa chiedere ancora?

Beh a livello pratico qualche vano portaoggetti più voluminoso sarebbe stato utile in plancia, ma è forse l’unico neo dinnanzi a un posto di comando studiato nei minimi dettagli e che offre ben sei maniglie di ancoraggio, sei portabicchieri o portabottiglie, una porta USB-A, una porta USB-C e una presa anteriore da 12 V, mentre in opzione ci sono altre due ulteriori porte USB-C nella seconda fila e una seconda presa da 12 V nel vano di carico.  

Ineos Grenadier Trialmaster Edition

Gli interni della Ineos Grenadier Trialmaster Edition

Sempre analizzando le versioni da trasporto persone della mia prova, i sedili posteriori laterali sono dotati di attacchi ISOFIX/iSize, mentre il divano dietro è abbattibile in modalità 60/40 con la capacità variabile tra i 1.152 a 2.035, col “tutto giù” che consente di trasportare oggetti di grandi dimensioni accessibili tramite i portelloni posteriori frazionati 30/70.  

Il vano di carico poi, oltre ai 10/12 punti di ancoraggio, è rapidamente lavabile con acqua, senza il rischio di bagnare i sedili posteriori, perfettamente isolati. Inoltre, sotto al divano dietro si può avere come optional una batteria ausiliaria, già cablata e dai comandi in plancia, oppure al suo posto c’è un vano aggiuntivo e “segreto” (ormai non più perché ve lo sto dicendo) per lo stivaggio di eventuali oggetti preziosi. 

Razionale come tutto il resto è infine anche il sistema di infotelematica, quella fonte luminosa posta al centro della plancia che, come dire, riporta il Grenadier ai giorni nostri tecnologicamente parlando. Lo schermo centrale è da 12’3” (questo sì è Touch) e offre di serie Radio DAB+, Android™ Auto e Apple CarPlay® e bluetooth, ma soprattutto fornisce una serie di schermate dedicate all’offroad davvero efficaci e tra l'altro è possibile scaricare sul navigatore dei file .GPX e seguire gli itinerari, oppure aggiungere manualmente un waypoint o impostare il sistema affinché esegua questa operazione in automatico a intervalli predefiniti, registrando e salvando tutto. 

I “limiti” del Grenadier 

Sul al lago di Lomond, nelle fasi di offroad più pendente e fangoso, ho potuto apprezzare l’indicatore dell’angolo di sterzo, fondamentale a causa dei ben 4,5 giri lock to lock del Grenadier e la sua demoltiplicatissima sterzata che non ha mezze misure: va ben in offroad, molto meno su strada. 

Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera

Ineos Grenadier in offroad

Ma a proposito di mezze misure, forse una quota che, chi pratica fuoristrada estremo potrebbe criticare, è l’altezza da terra, ideale per mantenere equilibrata la dinamica di guida di questo Inoes, ma non propensa ad alcuni utilizzi. Parliamo infatti di soli 26,4 cm di altezza da terra, un ottimo equilibrio dinamico in generale, ma per gli arrampicatori seriali, qualcosa in aftermarket bisognerà da fare.

Buone comunque le quote di serie, con angoli Angolo di attacco di 35,5˚ Angolo di dosso di 28,2˚ Angolo di uscita e 36,1˚ , mentre il laterale massimo è di 45°. 

Prezzi: Trailmaster o Fieldmaster? 

La gamma si divide in due categorie: i Grenadier Utylity Wagon, quelli da lavoro che troverete su OmniFurgone.it, col listino che parte da poco meno di 70.000 euro, mentre le versioni che avete visto nella mia prova sono le Station Wagon, con un listino che parte da circa 78.500 euro per entrambe le motorizzazioni.

Il prezzo non cambia per i due allestimenti disponibili Trialmaster e FiedMaster: il primo è il più avventuroso, con snorkel e cerchi da in acciaio, mentre il secondo rimane il più “mimetizzato”, in abiti un pochino più civili coi suoi cerchi in lega, ma sempre creato per il fuoristrada estremo.  

Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera

Ineos Grenadier

Personalmente, se dovessi scegliere, forse ora come ora lo prenderei benzina e ovviamente Trailmaster, ma sopra ogni cosa però, mi permetto di ricordare che se andate in concessionaria per comprare un Grenadier e permutare un Macan o un Range Rover Sport, attenzione: state passando da un SUV a un vero fuoristrada fatto per scalare, lavore e durare... state facendo una scelta eccellente, ma che dev’essere consapevole! 

Fotogallery: Ineos Grenadier: la prova del 4x4 fatto alla VECCHIA maniera