Datsun 240Z (S30), Perché Comprarla... Classic
Una linea ispirata a GTO e E-Type, trazione posteriore e motore L6: la 240Z rimane una delle giapponesi più emozionanti di sempre
La Datsun 240Z è una delle sportive giapponesi più significative di sempre, ma anche una delle meno conosciute soprattutto in Italia e, in generale, in Europa.
Non avrà la cavalleria di Godzilla o della Supra, ma grazie al suo affidabile 6 cilindri in linea, alla trazione posteriore e al sensualissimo design, suo successo Oltreoceano arrivò immediatamente... e in questo Perché Comprarla Classic ne capiremo i motivi!
Storia
Prodotta tra il 1969 e il 1973, la 240Z sarà seguita dalle 260Z e 280Z con evidenti aumenti di cilindrata e potenza oltre al debutto delle versioni 2+2, ma la purezza stilistica della prima 240Z a due posti secchi e passo ridotto, per molti, rimane inarrivabile.
Commercializzata in Giappone e Australia come Nissan Fairlady ma esportata come Datsun, la 240Z si ispira tra le altre alle più amate Ferrari e Jaguar del periodo, ma il suo nome lo deve in tutto e per tutto alla cilindrata del suo motore.
Si tratta di un 2,4 litri per l’appunto, sei cilindri in linea, ovvero il 4 cilindri della 510 sedan con l’aggiunta di 2 cilindri, un propulsore in grado di erogare circa 150 CV di potenza, messi a terra dalla trazione posteriore con autobloccante; le trasmissioni invece sono manuale a 4 rapporti negli States in alternativa al cambio automatico, mentre in Europa in mezzo al tunnel troneggia il manuale a 5 marce.
Linea piacevole, dinamica di guida appagante, grande qualità... e un prezzo iniziale davvero vantaggioso decretano da subito un enorme successo nelle vendite in Nord America, con lo stabilimento giapponese di Hiratsuka che negli anni ‘70 sforna circa undicimila 240Z al mese.
L’apprezzamento della serie S30, che include anche la 260Z e la 280Z, è però costretto a mutare a partire dal 1978, dopo 550.000 esemplari prodotti: il testimone infatti passa alla Datsun 280ZX, nome in codice del progetto S130, dall’impatto emozionale ed estetico per molti non paragonabile a quello della sbalorditiva 240Z.
Pro & Contro
Non tutti gli eroi sono mascherati e misteriori, alcuni li conosciamo bene... come Matsuo san, l’autore dello stile della 240Z. I giapponesi sono orgogliosi lo sappiamo, ma lui non ha fatto segreto della sua ammirazione per le linee della Ferrari 250 GTO, 275 GTB con un pizzico di Daytona aggiungo io o ancora della Jaguar, certo con delle “modelle del genere” si vince facile... ma il difficile in realtà è non cadere nel tranello di “copiare” altre filosofie, ma omaggiarle facendo in modo che il DNA nipponico di questa Datsun-Nissan rimanesse integro.
Dentro poi, l’eleganza e la delicatezza del volante in legno e del pomello del cambio non devono però depistarvi: la sportività è forte dentro questo abitacolo, e gli strumenti circolari presenti confermano quest’attitudine, sia per quello che riguarda quelli principali davanti al pilota, sia per quelli secondari, di diametro più piccolo ma egualmente chiari e utili visto che si tratta di temperatura dell’acqua, pressione e la temperatura olio e Voltmetro, tutti parametri da tenere sott’occhio quando ci date dentro!
I carburatori Hitachi da 30 mm unitamente alla generosa cubatura rendono questi 150 CV sfruttabilissimi e, soprattutto, vivaci anche in basso e questo lo si deve in buona parte ai rapporti del cambio piuttosto corti, ragion per cui la velocità di punta dichiarata è di circa 200 orari, anche se va detto che quella effettiva registrata in svariati test dell’epoca è di poco inferiore.
Se poi vi riprende ilo momento euforico, istigato dall’L6 ci pensano ben presto i freni a ricordarvi che non vi trovate sulla 240Z da corsa: ok i dischi davanti, ma dietro ci sono i tamburi, figli del fatto che la prima Z è stata concepita per macinare grandi numeri, anche se però va detto, che sulle sospensioni - tutte indipendenti - non hanno per nulla risparmiato.
| Le misure | |
| FUORI | |
| Lunghezza | 4,11 metri |
| Larghezza | 1,63 metri |
| Altezza | 1,28 metri |
| Passo | 2,31 metri |
| Massa | 1.045 kg |
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Ruote Anteriore + Posteriore |
175 R14 |
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DENTRO |
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Capacità serbatoio |
60 litri |
Quanto costa
“Non chiedeteci come può accadere, quello che sappiamo è che i beneficiari siete voi”. Così lo stesso importatore, ironizzava sul prezzo della 240Z negli Stati Uniti, e facevano bene dato che costava circa 3.500 dollari, la metà di una Porsche 911 e, per fare paragoni nostrani, lira più lira meno della nostra Fiat 124 Spider.
Dopo anni e anni passati tra presse e dimenticatoio, oggi la serie S30 è molto apprezzata, 240Z in primis con con quotazioni in Europa che possono partire da circa 20.000 euro per esemplari da restauro e magari con cambio automatico di importazione americana, passando per 30/35 mila euro per delle valide 240 manuali a 4 e 5 marce, mentre per delle 5 marce europee dalla nascita le richieste possono raggiungere e superare di slancio i 40.000 euro fino a toccare i 50.000 euro... mentre se volete spendere ancora di più allora la sigla che dovete googlare è una e una soltanto: Z432R.
| Versione provata | |
| Motore | L6 di 2.393 cc |
| Potenza | 151 CV a 5.600 giri/min |
| Coppia | 198 Nm a 4.400 giri/min |
| Cambio | Manuale a 5 marce |
| 0-100 km/h | 9,1 sec. |
| Velocità massima | 201 km/h |
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