Per le compagnie, quelli che sono ancora dei limiti (prezzo e scarsa autonomia), sono elementi che le rendono meno soggette a incidenti e quindi meno costose da assicurare. Ma all'estero non la pensano così

L’ondata ecologista ha conquistato anche il mondo delle assicurazioni? Ad uno sguardo superficiale si direbbe di sì perché oggi sono moltissime le compagnie che offrono sconti sostanziosi per le auto elettrificate, con premi più leggeri di anche il 10% per le ibride e addirittura oltre il 30%, per chi assicura un'auto elettrica.

Non si tratta però di una scelta di coscienza, dettata dal desiderio di dare un contributo alla mobilità elettrica, ma di una realtà basata su osservazioni statistiche e tecniche che magicamente trasformano in pregi alcuni dei “difetti” storici delle auto a batteria.

I tre motivi cardine

  1. Clientela più matura e tranquilla. I dati rivelano che la maggior parte degli acquirenti di vetture ibride sono automobilisti nella fascia tra i 40 e i 60 anni, quindi tendenzialmente più esperti. Inoltre le elettriche pure, a parità di dimensioni e prestazioni, sono più costose e meno versatili, dunque chi le sceglie è disposto a fare piccoli sacrifici per il bene comune, cosa che denota un atteggiamento coscienzioso e altruista che facilmente si riflette anche nella guida.
    A questo si aggiunga che anche con prestazioni niente affatto modeste, la condotta sportiva diventa subito dispendiosa in termini di autonomia...

  2. Niente benzina, meno rischi. Il primo elemento tecnico che rende le elettriche meno pericolose è l'assenza del carburante. Sulla carta non fa una piega, in realtà non bisogna dimenticare che anche sulle elettriche non sono del tutto assenti i liquidi infiammabili, visto che alcuni componenti delle batterie in condizioni particolari (e per fortuna casi piuttosto rari) possono dar vita ad incendi anche difficili da domare. Un rischio considerato evidentemente remoto, o non tenuto in considerazione, dalle assicurazioni.

  3. Poca autonomia? Tanto meglio. Si sa, meno si circola meno si rischiano incidenti e in quest'ottica, l’autonomia relativamente limitata delle elettriche e i tempi di ricarica lunghi giocano a favore: mediamente infatti, le auto a batteria hanno percorrenze annue stimate inferiori a quelle delle loro cugine tradizionali e sono ancora poco adatte ai viaggi lunghi o all'impiego extraurbano. Dunque meno km e quasi tutti in città, dove forse sono più frequenti i piccoli tamponamenti ma raramente hanno esiti catastrofici.

Meno incidenti? In Norvegia no

Detto questo, quando la diffusione delle elettriche avrà raggiunto livelli più consistenti si potrebbe scoprire che qualcosa potrebbe cambiare. Basta dare uno sguardo a Paesi come la Norvegia, che ha iniziato a incentivare la mobilità elettrica molto prima di noi e oggi vanta un parco circolante di oltre 200.000 tra ibride ed elettriche (6% del totale, quando in Italia siamo ancora a meno dell'1%) e quote di mercato ormai superiori al 50%.

Proprio da qui, nel corso del 2018, è arrivato un allarme: secondo Gjensidige, la principale compagnia assicurativa norvegese, con le elettriche si registrano mediamente il 20% di incidenti in più rispetto a quelli che hanno per protagoniste auto tradizionali e i loro costi di riparazione sarebbero maggiori.

Audi e-tron

Il motivo si deve proprio alla concentrazione di tali vetture nelle città e secondariamente alle loro prestazioni, alla prontezza dell'accelerazione la facilità di guida, che porterebbe molte persone ad andare più veloci. Insomma tutto il contrario di quanto si afferma qui, dove le elettriche al momento sono “privilegiate” mentre altrove i prezzi delle polizze sono in aumento.