A Roma nessuno sa quanto si spende per cartelli e strisce
Tra appalti frammentati, ZTL in espansione e cantieri sul GRA, Roma Capitale resta senza un quadro chiaro della spesa sulla segnaletica
A Roma non esiste un quadro pubblico semplice e immediato che dica quanto costa, ogni anno, mantenere cartelli e strisce sulle strade della Capitale. Gli interventi ci sono, e si vedono: nuove strisce blu, varchi ZTL che si moltiplicano, cantieri notturni sulla viabilità principale del quadrante nord. Ma la spesa per la segnaletica stradale resta sparsa tra decine di appalti diversi, ognuno con il suo codice e la sua gara.
Il risultato è che chi guida ogni giorno in città vede lavori, ordinanze e cambi di viabilità, ma senza un riepilogo unico non può verificare con facilità quanto Roma Capitale spenda davvero per tenere in ordine cartelli, semafori e strisce orizzontali. È un problema di trasparenza, evidenziato in un articolo de Il Post, che si traduce, in pratica, in un rischio concreto sulla strada: segnaletica vecchia, sostituita in ritardo o coordinata male tra un cantiere e l'altro.
Roma e la segnaletica stradale: cosa racconta il caso dei conti
La gestione di segnaletica, pavimentazione e controllo del traffico a Roma risulta oggi frammentata tra appalti di lavori, interventi di viabilità e programmi di sicurezza distinti. Le informazioni sono accessibili solo attraverso singole gare o avvisi pubblicati sul portale appalti del Comune, senza un riepilogo unico che permetta di ricostruire in modo immediato quanto viene stanziato ogni anno per rinnovare cartelli e strisce.
Fotogallery: Segnaletica stradale a Roma
A questo si aggiungono gli strumenti di programmazione come il Documento Unico di Programmazione 2025–2027 e il bilancio di previsione 2026–2028, che riportano capitoli di spesa per viabilità, manutenzione stradale e sicurezza della circolazione, ma non distinguono in modo chiaro la sola quota destinata alla segnaletica. Un esempio concreto è la gara per il ripristino della pavimentazione stradale di via di Salone, dove gli interventi sulla sede viaria sono appaltati come lavori unitari, senza che dalla scheda emerga una quota specifica dedicata alla segnaletica. Lo stesso vale per i bandi della Città metropolitana su strade come la Sacrofano Cassia, dove barriere e cartelli finiscono dentro appalti più ampi di manutenzione.
Fa eccezione, sul fronte dei semafori, la recente aggiudicazione di una gara quinquennale da 49,9 milioni di euro da parte di Roma Servizi per la Mobilità per la gestione e manutenzione degli impianti semaforici fino al 2031: un importo esplicito che però resta separato da un quadro unico di spesa complessiva per cartelli, strisce e altri segnali.
Perché la spesa per segnaletica è centrale per chi guida in città
La differenza tra un cartello leggibile e uno scolorito, tra strisce fresche e strisce cancellate dal traffico, non è un dettaglio estetico: è una delle variabili che incide di più su frenate, precedenze e incidenti nelle grandi città. Tra fine agosto e la prima metà di settembre 2026 Roma sta ridisegnando la segnaletica orizzontale in alcuni quartieri (per esempio il Tiburtino) per estendere gli ambiti tariffati e trasformare una parte degli stalli gratuiti in stalli a pagamento, un cantiere diffuso che si somma ad altri lavori già in corso sul territorio.
Nello stesso periodo sono previsti cantieri e chiusure notturne in diversi punti della rete viaria, in particolare nel quadrante nord tra Flaminia, sottopasso Euclide e via Braccianense, con interventi che in alcuni casi arrivano fino alla fine di settembre, e l’estensione dei varchi ZTL in uscita: ogni intervento comporta segnaletica provvisoria, ma nessuno di questi cantieri riporta pubblicamente una cifra di spesa specifica per cartelli e strisce. Roma Capitale ha inoltre pubblicato una manifestazione di interesse per individuare partner con cui sperimentare bus a guida autonoma di livello SAE 4: il percorso prevede, fra le condizioni, una infrastruttura digitale con 5G diffuso e un gemello digitale della città, inclusa la rete stradale con segnaletica aggiornata di continuo, e serve anche per presentarsi in futuro ai bandi europei di finanziamento. Il costo puntuale di mantenere allineata la segnaletica reale a quella virtuale non è ancora ricostruibile nelle voci di bilancio oggi consultabili.
Fonte: Il Post
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