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Minicar elaborate, le modifiche possono costare caro a chi guida

Superare i 45 km/h è illecito: sanzione da 421 a 1.691 euro più sequestro del mezzo, e la patente AM è ottenibile già a 14 anni.

Microcar modificata Roma regole
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Massimo Grassi Massimo Grassi

Una minicar che tocca i 60 km/h non è più un quadriciclo leggero. È un veicolo irregolare, e chi lo guida rischia una sanzione da 421 a 1.691 euro oltre al sequestro del mezzo. Il limite di fabbrica resta fissato a 45 km/h, e superarlo con modifiche tecniche non è una scorciatoia tollerata. È una violazione precisa del Codice della strada.

A Roma e non solo i controlli sulle minicar truccate si sono intensificati, insieme a quelli sui ciclomotori e sui monopattini alterati nelle prestazioni. Dietro la cifra c'è un problema molto concreto per le famiglie: questi mezzi li guidano anche ragazzi di 14 anni, con la sola patente AM, e un motore manomesso cambia radicalmente il rischio su strada.

Modificare una minicar oltre i 45 km/h resta vietato

I quadricicli leggeri, vale a dire le minicar, rientrano nella categoria L6e e seguono regole fissate dall'articolo 47 del Codice della strada: massa a vuoto fino a 350 kg, batterie escluse per le elettriche, e potenza massima di 4 kW per alcuni tipi di motore. Per i quadricicli non leggeri di categoria L7e la potenza può arrivare fino a 15 kW secondo le indicazioni ministeriali più recenti. La velocità massima per costruzione non può superare i 45 km/h, soglia che per i quadricicli leggeri è in linea con il quadro europeo fissato dal Regolamento UE 168/2013 e dai relativi atti di esecuzione.

Nel concreto il riferimento operativo resta la disciplina nazionale sull'omologazione dei ciclomotori e dei quadricicli leggeri prevista dallo stesso Codice della strada.

Chi guida una minicar non ha bisogno della patente B: basta la patente AM, ottenibile già a 14 anni secondo l'articolo 116 del Codice della strada. Ed è proprio questo il punto delicato: un minorenne al volante di un mezzo truccato, capace di velocità doppie rispetto al limite omologato, non ha né l'esperienza né la preparazione per gestirne i rischi.

Per restare nei limiti di massa e potenza, questi veicoli usano materiali leggeri che riducono la protezione in caso di urto. Un'inchiesta pubblicata da ACI Roma ha già evidenziato un livello di rischio intermedio tra ciclomotori e automobili: alzare la velocità oltre il progetto originale peggiora proprio quel margine di sicurezza già ridotto.

Cosa prevede la stretta per i veicoli alterati

L'articolo 97 del Codice della strada da tempo prevede sanzioni elevate per chi altera ciclomotori e quadricicli leggeri per aumentarne la velocità oltre i limiti di omologazione. Nella disciplina vigente le violazioni riguardano sia chi circola con un mezzo non conforme sia chi lo fabbrica, lo commercializza o interviene tecnicamente per aumentarne le prestazioni.

C'è un chiarimento tecnico utile sui limiti alle modifiche: la circolare 19281 del 2024, pubblicata sul Portale dell'Automobilista, specifica che la potenza dei quadricicli è sempre inferiore o uguale a 15 kW e che non è consentito modificare la cilindrata del motore per aumentarne la velocità massima. Non è un dettaglio tecnico: è la linea di confine tra un veicolo regolare e uno sanzionabile.

La Rivista Giuridica ACI ha analizzato in più occasioni le criticità legate ai soggetti più a rischio e alla guida dei quadricicli, spiegando che le categorie L6e e L7e sono definite da massa, velocità e potenza e che per la loro conduzione servono patenti specifiche. Nel dibattito compaiono anche ipotesi di equiparazione con altre categorie di patente, ma non si tratta di una modifica già recepita nel Codice.

Controlli, immobilizzazione e responsabilità del conducente

L'articolo 97 del Codice della strada stabilisce che chi circola con un ciclomotore (e le minicar ne seguono la disciplina) non conforme alle caratteristiche omologate, o che sviluppi una velocità superiore a quella consentita, è soggetto a una sanzione da 421 a 1.691 euro. A questo si aggiungono le misure accessorie: fermo, sequestro o confisca del veicolo, già applicate in diverse operazioni sul territorio.

La responsabilità principale ricade sul conducente che circola con un veicolo alterato. L'articolo 97 però prevede anche sanzioni per chi costruisce, vende o modifica ciclomotori e quadricicli in modo da aumentarne la velocità massima. Le tabelle ministeriali collegano l'età minima di 14 anni alla guida di ciclomotori e quadricicli leggeri al provvedimento di fermo o sequestro del mezzo: un ragazzino fermato su una minicar truccata può vedersi portare via il veicolo seduta stante, e gli adulti coinvolti nelle modifiche rispondono delle loro condotte.