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Codice della Strada 2026: cosa cambia per chi guida per lavoro

Per chi gestisce auto aziendali e flotte il Nuovo Codice della Strada 2026 impone nuove priorità su patente, idoneità e policy interne

Il Codice della Strada per chi lavora in auto
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Francesco Stazi Francesco Stazi

Il Codice della strada che regola oggi la circolazione non è un nuovo testo ribattezzato "edizione 2026", ma il quadro aggiornato del D.Lgs. 285/1992 dopo una serie di interventi sulla sicurezza stradale. Negli ultimi due anni a cambiare sono stati soprattutto i dettagli che pesano su chi guida per lavoro, dalle verifiche di idoneità alla patente fino alle regole operative per mezzi aziendali e veicoli in sharing.

Per chi organizza turni, consegne o visite clienti l'impatto è concreto. Si va dal rischio di sospensione della patente che blocca un autista, fino al sequestro del mezzo usato per lavoro in caso di violazioni gravi. Il testo di riferimento resta sempre lo stesso, il D.Lgs. 285/1992, in vigore dal 1° gennaio 1993 e aggiornato da un provvedimento pubblicato il 24 aprile 2026, nell'ambito di un percorso di modifiche avviato con la revisione entrata in vigore il 14 dicembre 2024.

Il testo aggiornato 2024-26: cosa conta per la guida di lavoro

Su Normattiva il Codice della strada è ancora classificato come D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, ma è tutt'altro che un testo fermo. Resta l'architrave normativo anche per chi guida per ragioni di servizio o consegna, e la pagina dedicata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti conferma che gli interventi in materia di sicurezza stradale sono proseguiti con aggiornamenti successivi alla revisione del dicembre 2024. Cambiamenti che si applicano a tutti gli utenti della strada, ma che per un'azienda con veicoli propri hanno un peso specifico.

Accanto al corpo principale del Codice pesano gli atti collegati: i decreti sui controlli automatici della velocità e la disciplina dei veicoli leggeri a propulsione elettrica, monopattini compresi, quando vengono usati in servizio. Chi già guarda alle ipotesi di riforma per il 2026 dovrà comunque partire da qui, verificando quali regole si applicano davvero ad auto aziendali, furgoni e veicoli a noleggio operativo.

Patente, smartphone e controlli: le ricadute su aziende e flotte

Sul fronte dell'idoneità alla guida, la Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 2026 ha introdotto una deroga temporanea: le commissioni mediche locali possono nominare anche medici in quiescenza fino a 75 anni, comunque non oltre il 31 dicembre 2026. È una misura pensata per la carenza di personale sanitario, ma che nella pratica può alleggerire i tempi di attesa per rinnovi e revisioni della patente, un tema che riguarda chiunque usi l'auto come strumento di lavoro quotidiano.

Resta caldo anche il fronte dei comportamenti alla guida, smartphone in testa, già al centro delle modifiche più recenti e delle policy interne di molte aziende. A questo si aggiunge il capitolo delle sanzioni accessorie per i veicoli senza copertura assicurativa: come chiarisce la scheda ACI sull'articolo 224, una volta diventata irrevocabile la sentenza penale o il decreto di condanna, è il prefetto a disporre la sospensione della patente per la durata stabilita dal giudice. Un provvedimento che, per chi guida per professione, può fermare l'attività da un giorno all'altro.

La riforma in consultazione: cosa interessa a chi gestisce flotte

Mentre il testo vigente resta quello appena descritto, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lavora in parallelo a una riforma organica. Il testo base è stato illustrato il 21 luglio 2026 e il 7 agosto è stato inviato a oltre cento tra associazioni ed enti per la consultazione pubblica. Le osservazioni possono essere presentate fino al 13 settembre 2026, con la versione definitiva attesa entro il 14 ottobre, termine della legge delega, prima del passaggio in Parlamento.

La misura che riguarda più da vicino le flotte è l'abbassamento a 17 anni della soglia per la patente C1, quella dei veicoli fino a 7,5 t, che anticiperebbe di un anno anche l'accesso alla CQC. Per rispondere alla carenza di conducenti si valuta inoltre di sostituire l'obbligo della CQC con la semplice iscrizione a un corso di qualificazione iniziale, allargando il bacino di reclutamento per chi gestisce autisti in proprio o per conto terzi.

Sul fronte sanzionatorio la bozza introduce multe più proporzionate alla velocità in eccesso, un riordino degli impianti di controllo e il taglio da 90 a 30 giorni dei tempi per notificare le infrazioni rilevate da remoto, con il 70% dei proventi destinato alla sicurezza stradale. Resta confermato, come già anticipato dal Milleproroghe, il blocco dell'adeguamento biennale delle sanzioni all'inflazione.

Più delicato per chi gestisce veicoli a noleggio il capitolo assicurazioni: si discute di sequestro più rapido, raddoppio di alcune sanzioni e maggiore decurtazione di punti per i mezzi senza copertura, con la possibilità di chiamare in causa la società di noleggio in caso di mancato pagamento da parte del trasgressore sui veicoli in leasing. Trattandosi ancora di una bozza in consultazione, importi e tempistiche restano suscettibili di modifiche prima dell'approvazione definitiva.

Come aggiornare policy aziendali e formazione

La guida per motivi di servizio rientra ormai esplicitamente tra i rischi professionali. Diverse linee di indirizzo INAIL dedicate alla mobilità lavorativa richiamano la necessità di misure di prevenzione e formazione mirate, in particolare per gli infortuni in itinere e in missione. Per un datore di lavoro significa considerare la circolazione stradale parte integrante della valutazione dei rischi, non un capitolo a margine.

Nella pratica, le aziende che usano veicoli aziendali in modo strutturale stanno rivedendo procedure interne, turnazioni e regole sull'uso dei mezzi fuori dall'orario di lavoro. Il lavoro passa anche dalla riscrittura delle policy su auto in benefit, noleggi e flotte, un capitolo che si intreccia sempre più con quello fiscale e deducibilità dell'IVA, dove l'allineamento tra normativa fiscale e rispetto del Codice della strada diventa un nodo gestionale da presidiare, non da subire.