Tesla si prende lo stabilimento NUMMI
Toyota cede al nuovo partner la fabbrica californiana, snodo dell'alleanza
Tesla acquista lo stabilimento NUMMI di Freemont, in California, dove costruirà la berlina S e gli altri futuri modelli. Sarà dunque l'impianto frutto dell'ex joint-venture tra General Motors e Toyota, ma rimasto completamente nelle mani di quest'ultima da quando la casa di Detroit ha dichiarato il fallimento pilotato, a costituire la prima grande base produttiva per il costruttore di auto elettriche che nel frattempo ha stabilito relazioni con Daimler e ora anche con Toyota, intenzionata a collaborare con l'azienda capitanata da Elon Musk per le proprie auto elettriche e ad entrarne nel capitale con 50 milioni di dollari non appena entrerà in borsa.
Freemont si trova in una posizione strategica, nella Silicon Valley, in una zona che è il simbolo stesso del progresso tecnologico e a pochi chilometri da Palo Alto, quartier generale della Tesla e questo assicura in prospettiva una stretta integrazione tra conduzione, progettazione, produzione, commercializzazione e attività di post-vendita, del tutto simile a quella di un grande costruttore. La fabbrica di Freemont produceva fino ad aprile Corolla e il pick-up Tacoma, ma era ferma in attesa che a Nagoya si decidesse cosa farne. La sua acquisizione, con la sua capacità produttiva di ben mezzo milione di unità all'anno, non solo vuol dire un salto siderale (e coraggioso) nel futuro per Tesla, ma è anche il segnale che la fresca collaborazione con Toyota nasconde programmi di enormi dimensioni dei quali la S, il cui lancio è previsto nel 2011 e che avrà un'autonomia di quasi 500 km con un prezzo inferiore ai 50mila dollari, è solo la punta dell'iceberg. Resta da vedere cosa succederà a questo punto alla relazione con Daimler che possiede il 10% della società californiana la quale fornisce le batterie al litio per la Smart ED.
Freemont si trova in una posizione strategica, nella Silicon Valley, in una zona che è il simbolo stesso del progresso tecnologico e a pochi chilometri da Palo Alto, quartier generale della Tesla e questo assicura in prospettiva una stretta integrazione tra conduzione, progettazione, produzione, commercializzazione e attività di post-vendita, del tutto simile a quella di un grande costruttore. La fabbrica di Freemont produceva fino ad aprile Corolla e il pick-up Tacoma, ma era ferma in attesa che a Nagoya si decidesse cosa farne. La sua acquisizione, con la sua capacità produttiva di ben mezzo milione di unità all'anno, non solo vuol dire un salto siderale (e coraggioso) nel futuro per Tesla, ma è anche il segnale che la fresca collaborazione con Toyota nasconde programmi di enormi dimensioni dei quali la S, il cui lancio è previsto nel 2011 e che avrà un'autonomia di quasi 500 km con un prezzo inferiore ai 50mila dollari, è solo la punta dell'iceberg. Resta da vedere cosa succederà a questo punto alla relazione con Daimler che possiede il 10% della società californiana la quale fornisce le batterie al litio per la Smart ED.
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