Lo standard EEBUS che permetterà alle auto elettriche di comunicare più efficacemente con la rete e gli altri apparecchi gestendo al meglio l'energia. Audi e-tron sarà la prima ad adottarlo

Con l'aumentare del numero di auto elettriche prospettato per i prossimi due decenni sarà indispensabile sviluppare parallelamente tecnologie per gestire in modo intelligente i flussi di energia: anche se l'ipotesi del fantomatico blackout elettrico nelle ore di punta è stato ridimensionato dalle ricerche più recenti e mentre si ragiona sulle applicazioni della tecnologia V2G che punta ad utilizzare le auto stesse come serbatoi provvisori di energia da scambiare con la rete, la necessità di un dialogo efficiente tra veicoli e infrastrutture diventa fondamentale.

Alla ricerca di uno standard comune

Così come per la ricarica, che vede l'industria ancora divisa tra chi utilizza connessioni con gli standard CHAdeMO e SSC, anche per la comunicazione non esiste ancora un protocollo univoco per lo scambio di informazioni tra veicoli, sorgenti di energia e altri dispositivi collegati in rete.

Per questo è stato varato il progetto EEBUS che attualmente vede coinvolte oltre 70 aziende tra cui Audi e si prefigge di definire uno standard europeo di comunicazione digitale che possa essere adottato dai costruttori, dai fornitori di energia ma anche dalle aziende produttrici di elettrodomestici (climatizzatori, frigoriferi e altri elettrodomestici ad alto assorbimento di energia) per coordinare la gestione della potenza elettrica anche all'interno delle case.

Questo permetterà di prevenire, ad esempio, il rischio di sovraccarichi nei momenti di massimo sfruttamento della potenza, parzializzando o rinviando la ricarica delle auto per non rischiare di togliere corrente ad apparecchi di importanza primaria, ma anche di attingere all'occorrenza energia dalle batterie dell'auto, stabilendo anche le priorità nella “fornitura” da parte di impianti fotovoltaici o domestici.

Su e-tron da febbraio

Il protocollo è stato testato nello stabilimento di Bruxelles in cui si produce Audi e-tron. nel corso di una giornata battezzata Plugfest E-Mobility, cui un team di tecnici e ingegneri ha verificato la correttezza e l'efficienza dello scambio di dati simulando una serie di situazioni in cui più apparecchiature condividevano la stessa rete elettrica cercando limiti, difetti e inconvenienti.

La prima versione definitiva della tecnologia sarà su strada da febbraio, quando inizieranno ufficialmente le consegne ai clienti dei primi esemplari di e-tron che sarà dunque predisposta per collegarsi, dove possibile, alla rete wi-fi casalinga ottimizzando la ricarica secondo il fabbisogno della rete domestica. Questa operazione sarà resa possibile dal sistema Connect che Audi renderà disponibile come optional da fine anno e che si appoggia alle già esistenti piattaforme di tipo HEMS (Home Energy Management System) su cui si sviluppano alcuni dei servizi di domotica attualmente già esistenti.

Fotogallery: Come dialogheranno auto elettriche e infrastrutture