Le aree di Milano, soluzioni provvisorie e possibili ricorsi per le multe all'interno dell'Area B

L’Area B Milano partirà il 25 febbraio 2019: il ministero dei Trasporti ha dato l’ok. Ma si tratta di un sì provvisorio, come ricorda il Sole 24 Ore. Un passo alla volta, vediamo di capirci di più. Anzitutto, l’Area B è la nuova zona a traffico limitato milanese, attiva da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30, esclusi i festivi: coincide con gran parte del territorio della città di Milano.

Prevede il divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti oltre a quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci. L'accesso, se consentito, non è soggetto a pagamento. Niente a che vedere con l’Area C, ex Ecopass: un’altra zona a traffico limitato, seppure enorme, che si somma alle piccole zone a traffico limitato in tutta Milano.

Area C: tutto ok

L’Area C usa le telecamere, ed è tutto in regola. Così come altre zone a traffico limitato. Il Comune di Milano ha l’elenco di autorizzati all’accesso: i residenti, i mezzi di servizio ed emergenza e chi paga il pedaggio. Il Comune può interrogare le banche dati (l’Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione) per ricavare le generalità dell’intestatario della macchina e inviargli la multa a casa qualora non sia in regola: per esempio, nel caso dell’Area C, la multa arriva se l’auto molto inquinante non ha pagato il ticket d’ingresso.

Area B: i dubbi

Domanda: può l’Area B usare le 188 telecamere previste quando tutto sarà a regime? C’è la privacy di mezzo. L’Area B deve poter capire se un mezzo è in regola o no: può farlo senza violare la privacy? La violazione può essere accertata solo disponendo di un elenco delle caratteristiche tecniche di ciascun veicolo immatricolato, interrogando Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione. È una bella differenza rispetto all’Area C.

Questione scottante

Il problema è pesante. Tanto che la risposta del ministero dei Trasporti è arrivata dopo anni e anni di consultazioni. Senza contare che la risposta è temporanea, non definitiva. Il ministero ha detto sì per ora, in via sperimentale. Il Comune farà un test su 15 telecamere, poi si vedrà. Che sia un via libera temporaneo lo dimostrano le parole del ministero: il disco verde “si basa sulla costituzione di specifiche black list di tipo statico delle targhe dei veicoli cui l’accesso non è consentito”.

Oggi, la black list è di tipo statico, ma quella lista cambia spesso, anzi ogni giorno, in base al numero e al tipo di auto circolanti, comprate e vendute dai cittadini. E se la lista cambia, allora è in contrasto con il decreto legislativo 250/1999 sui controlli nelle zone a traffico limitato (articolo 5, comma 2): “Gli impianti non sono interconnessi con altri strumenti, archivi o banche dati”. Quindi, sì provvisorio a 15 telecamere su 188: ne restano fuori 173.

Problema ricorsi

Attenzione, potrebbe esserci un’ondata di ricorsi dei multati, basati su questa violazione delle normative. Non sarebbe la prima volta che il Comune di Milano subisce rovesci del genere: basti ricordare la vicenda delle notifiche fuori tempo agli automobilisti.