La nuova arrivata fa tesoro dell'esperienza in F1

Renault inaugura il 2020 presentando la versione ibrida della sua best seller, la Clio. Si tratta della variante full hybrid che, dopo molti anni di studio e sviluppo, porta su strada un complesso schema meccanico, derivato dall'esperienza in F1, e volto ad aumentare l'efficienza, abbassando consumi ed emissioni. Insieme a lei debutta anche al Capture Plug-in

Sotto il cofano troviamo un motore termico 1,6 l aspirato da 140 cv che ingloba due motori/generatori elettrici e un cambio automatico a 4 marce senza frizione che permette di far partire l'auto in modalità elettrica per poi collegarsi al motore termico quando la richiesta di potenza aumenta. L'energia, poi, viene immagazzinata in una batteria ioni litio da 1,2 kWh con architettura a 230 volt posta sotto il bagagliaio. 

Come funziona

L'idea dei tecnici è quella di far funzionare il sistema in serie o in parallelo, ma come base si parte dallo start a zero emissioni. È la batteria che si occupa di questa prima fase assieme al motore elettrico più grande, mentre il 1,6 l viene avviato dal secondo.

Sempre utilizzando la seconda unità elettrica è possibile sincronizzare la velocità di rotazione della trasmissione e utilizzare le 4 marce. Per quanto riguarda il recupero di energia, altro punto su cui i tecnici si sono ispirati al motorsport, in rilascio e in frenata il motore termico viene scollegato mentre i due elettrici vengono trascinati per trasformare l'energia cinetica in elettrica che viene immagazzinata nella batteria.

Gioco di squadra

Quando il sistema capisce che il termico non è necessario per il moto può decidere di utilizzarlo per per ricaricare la batteria, attraverso il motore elettrico più piccolo. Questa energia, in seguito, sarà richiamata dal motore elettrico principale per la propulsione. Se, invece, c'è bisogno dell'intervento della cavalleria a benzina, il motore a pistoni viene attivato.

Anche in questo caso, approfittando della situazione, è possibile che gli venga richiesto di trascinare il motore elettrico secondario per generare energia. Stano alle stime della Casa, in un percorso urbano la vettura viaggia in modalità elettrica per l'80% del tempo, mentre i consumi sono ridotti del 40%.

Progetto ragionato

Per la Casa non è stato semplice approcciare il progetto e solo dopo un lungo periodo di studio e ricerca, anche su come contenere i costi, è stato possibile avviare la produzione. I motori elettrici utilizzati non sono stati progettati da zero e il 1.6 l deriva da Nissan che ha già visto la sua applicazione su altri modelli Renault. 

Le particolarità che segnaliamo sono la presenza di pompa acqua e compressore del clima elettrici, che eliminano le cinghie dei servizi, assieme alla distribuzione a catena.

Fotogallery: Renault Clio E-Tech