Furgone elettrico, a chi conviene e perché
Ideale per le consegne “dell’ultimo miglio", l’alternativa a batteria ha anche vantaggi economici, sul breve e lungo periodo
Il futuro del trasporto sarà elettrico? A giudicare dallo slancio dei costruttori, in buona parte forzato da normative ambientali sempre più stringenti, si direbbe di sì e pian piano la tendenza si sta trasferendo anche al trasporto leggero. I modelli iniziano a moltiplicarsi, con una quota di mercato modesta (0,6% a novembre 2019 secondo Unrae) ma con volumi in rapida crescita. Ma a chi conviene davvero il furgone elettrico?
Perfetti sulle tratte brevi
Così come per le auto, che ancora non dispongono di autonomie e reti di rifornimento adeguate ad utilizzarle liberamente su lunghe tratte, anche per i furgoni l’impiego ideale rimane quello urbano. I modelli in commercio non puntano su batterie eccessivamente grandi, che sarebbero più costose, pesanti e ingombranti, finendo per andare a compromettere capacità di carico e impatto economico.
Questo accade per un semplice motivo: la percorrenza quotidiana di un trasportatore che si muova prevalentemente in città o nella prima cintura, difficilmente supera i 100-120 km, un’autonomia che si può ripristinare in una notte anche senza impianti di ricarica particolarmente potenti. Dunque, fa dell’elettrico una soluzione efficace per le cosiddette consegne "dell’ultimo miglio", ovvero la distribuzione al dettaglio che rappresenta la parte finale della filiera logistica. Ecco i suoi punti di forza:
1 - Via libera in città
In quanto veicolo a zero emissioni, il furgone elettrico non patisce limitazioni alla circolazione nelle zone ambientali ed è al riparo dal rischio di blocchi alla circolazione come quelli che stanno colpendo sempre più di frequente il traffico in grandi città come Roma e Torino.
2 - Guida facile
L’assenza di cambio e l’immediatezza del funzionamento rendono un furgone elettrico più semplice e confortevole da guidare di uno tradizionale, persino rispetto ai cambi automatici: non ci sono passaggi di marcia né vuoti di erogazione della coppia, cosa che si traduce con una marcia fluida e meno stressante per il conducente. Superato anche il problema delle accensioni e spegnimenti continui durante le consegne ravvicinate.
3 - Poca manutenzione
La meccanica essenziale ha il pregio non del tutto secondario di ridurre tempi e costi di manutenzione: molte meno parti soggette a rotture e logorio riducono la probabilità di guasti e fermi macchina indesiderati, i tagliandi si effettuano più rapidamente e sono mediamente il 30% meno onerosi rispetto a mezzi equivalenti con meccanica tradizionale. Un beneficio che si protrae nel tempo, quando un mezzo tradizionalmente necessita di interventi e riparazioni più frequenti
4 - Prestazioni "ideali"
La coppia generosa e istantanea (modelli come Ford Transit e Renault Master dispongono di oltre 200 Nm) si apprezza in modo particolare proprio sul trasporto breve: un motore elettrico soffre molto meno il carico, anche (e soprattutto) in pendenza: in salita si parte senza affaticare la frizione (che non c’è) e senza bisogno dell’aiuto dei freni, in discesa la resistenza elettrica offre un eccellente freno motore che si sfrutta anche per recuperare energia.
5 - Meno svalutazione nel breve periodo
I costruttori offrono garanzie non inferiori a 5 anni o 100.000 km sulle batterie, che sono il periodo entro il quale viene garantito il mantenimento di prestazioni ed efficienza, prima cioè che inizi il decadimento. Un periodo che "copre" anche la durata dei contratti di noleggio a lungo termine, solitamente non superiori ai 4 anni.
Fotogallery: Renault Master Z.E.
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