Quando uscì nei concessionari italiani, la Fiat Duna era un modello già venduto in Sud America, soprattutto in Brasile e in Argentina

Più di 10 anni fa Lapo Elkann ammise che, tra tutte le auto prodotte dalla Fiat, la Duna era il modello che lo aveva entusiasmato meno. "Ogni marca automobilistica può fare auto belle o brutte - disse Elkann - Anche la Fiat avrà commesso degli errori. Se devo dire la macchina Fiat che mi è piaciuta di meno direi la Duna". 

Quasi impossibile dargli torto, visto che anche dal punto di vista commerciale non riscosse un grande successo. Interessante, invece, vedere come nel tempo i pochi esemplari rimasti abbiano spinto l'Aci ad aggiungerla nella lista delle auto d'epoca di interesse storico. Un investimento su cui puntare per il futuro? Meglio lasciar perdere.

Le origini

Per la realizzazione della berlina i tecnici presero come riferimento la Uno, anche se buona parte della meccanica deriva dalla stessa 147 (127 sudamericana) e dalla Ritmo. La Duna, all'inizio, vide una carrozzeria a due porte, due unità a benzina (1.3 da 60 CV e 1.5 da 82 CV) e una diesel (1.3 da 42 CV, poi sostituito da un 1.7 da 60 CV).

Fotogallery: Fiat Duna

Le sospensioni, la scocca e il pianale erano rinforzati per supportare il maggiore carico previsto e, soprattutto, per resistere alle accidentate strade del Sud America. Presentata nel 1985 in Argentina come Duna, riscosse un buon successo, tanto da essere eletta nel 1986 "Carro do Ano", ossia auto dell'anno, dalla rivista paulista Autoesporte.

Campagna pubblicitaria 

Avete presente quando guardate il trailer di un film e una volta al cinema la pellicola non vi soddisfa nemmeno un po' rispetto all'idea che vi eravate fatti? Quello si chiama hype. Il termine si applica proprio in campo pubblicitario e rappresenta la strategia atta a creare forte attesa per un prodotto.

Un po' quanto visto con il primo spot della Duna. La "réclame", come si diceva all'epoca, oltre ad essere costellata di cliché, altro non era che il ritratto del ceto medio italiano degli Anni '80. Tutto, però, sembrava funzionare alla grande: 3 volumi che aiutavano lo spazio a crescere, motori parchi e, sorpresa, anche la versione Weekend per le gite fuori porta o le famiglie più numerose. Cosa volere di più?

Le realtà dei fatti

Al tempo la Duna fu promossa per la convenienza economica e la solidità, ma le buone notizie fecero presto a finire. Il pubblico rimase stranito dal design sgraziato, generato dal baule troppo pronunciato e, di lì a poco, la Duna diventò subito oggetto di scherno. Il tutto si tradusse in una sferzante satira che superò quella già intensa riservata all'Arna dell'Alfa Romeo appena ritirata dal mercato.

Nemmeno la pubblicità con Heather Parisi riuscì a risollevare le sorti della Duna, che ormai, tra le altre cose, pagava il pesante scotto del primo spot. Qui, infatti, c'era come protagonista un impiegato che ricordava oltremodo il ragionier Filini della celebre serie Fantozzi.