Coronavirus, per le Case auto i conti non tornano, arrivano incentivi?
Le prime trimestrali segnano tutte perdite più o meno forti, con FCA che lascia per strada 1,7 miliardi di euro. Ma c’è resiste
Il mercato auto crolla sotto i colpi inferti dalla pandemia di coronavirus, con l’Italia che ad aprile 2020 ha registra un -97,5% rispetto a 12 mesi prima e il resto d’Europa non riesce a contenere i danni portati dal COVID-19. Fabbriche chiuse per lungo tempo, concessionarie anche e persone costrette in casa hanno affossato le vendite e già oggi vediamo grandi Gruppi pubblicare dati economici sconfortanti. Da FCA a Volkswagen passando per Ford, Renault e Hyundai (solo per citarne alcuni) tutti – quasi – i marchi soffrono.
Perdite ingenti, immatricolazioni ai minimi storici e abbandono (per ora momentaneo) di piani industriali che avevano nell’elettrificazione e nella guida autonoma gli obiettivi ultimi sono solo alcune delle conseguenze della pandemia e chissà quando si uscirà da questo tunnel. Un tunnel che però vede alcuni brand capaci di andare controcorrente, forti di un posizionamento che fino a poco tempo fa poteva essere considerato “scomodo” o ben poco redditizio: Tesla e BYD.
Un discorso intricato che vogliamo dipanare nella Motor1Call di oggi, capendo come le Case possono uscire dal pantano, tra nuovi piani industriali e incentivi, con l’aiuto di Alessandro Lago, direttore di Motor1 Italia e Monica Secondino, consulente finanziario ed esperta del mondo auto.
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