La pandemia di Coronavirus ha aperto e in certi casi allargato le ferite nel mondo automobilistico. Parlano chiaro, infatti, i risultati finanziari delle ultime trimestrali presentati dai diversi costruttori.

Risultati che, oltre ai cali drastici nei fatturati rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, hanno evidenziato approcci differenti nei piani strategici futuri.

Tra rimbalzi e tonfi

Una metà 2020 che ha visto in tanti sprofondare a livelli da allarme rosso, con immatricolazioni ai minimi storici e casse che languono e "tesoretti" intaccati per non finire gambe all'aria. Uno scenario di guerra che però non sembra aver scoraggiato la stragrande maggioranza dei Gruppi automobilistici.

Se infatti passato e presente sono tutt'altro che rosei, il futuro è si incerto ma può anche riservare opportunità a chi le saprà cogliere. Ma per capire come sta il mondo dell'auto ecco, caso per caso, la situazione di alcuni dei principali attori.

FCA

Il colosso italo-americano ha registrato in quest'ultimo trimestre perdite superiori al miliardo di euro con un ricavo che si è fermato a 11,3 miliardi di euro (-56% rispetto all’anno precedente) complice una diminuzione nelle consegne pari al 62%.

Oltre ai dati finanziari che preoccupano fino ad un certo punto, visto il periodo negativo comune, quello che fa più pensare è che FCA non si sia sbilanciata per niente sui piani futuri del Gruppo, andando a confermare solamente ciò che era stato definito pre Covid-19. Si attendono così i debutti dei 5 modelli completamente elettrici e la definizione dell’accordo per la fusione con PSA che darà vita a Stellantis.

FORD

Nonostante un calo nelle consegne del 53% e un ricavo trimestrale sceso del 50% a 19,4 miliardi di dollari, la Casa americana è riuscita a chiudere il trimestre in utile grazie all’ottimizzazione della joint venture con Volkswagen sulla startup Argo AI, dedicata allo sviluppo dei sistemi per la guida autonoma.

Per quanto riguarda i piani strategici futuri, l’azienda ha confermato il debutto senza ritardi sul mercato del crossover 100% elettrico Mustang Mach-E, della nuova generazione del bestseller F-150 e del rivale numero uno del Jeep Wrangler: il Bronco.

VOLKSWAGEN

L’impatto di questa situazione di emergenza si è fatto sentire pesantemente anche dalle parti di Wolfsburg. Uno dei più importanti Gruppi del settore automobilistico (se non il più importante, almeno in termini di immatricolazioni) ha fatto infatti registrare una perdita netta, nel secondo trimestre, pari 1,61 miliardi di euro rispetto ad un guadagno di 3,96 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente.

Per limitare al massimo le ripercussioni della crisi, si è deciso di tagliare i dividendi da distribuire da 6,5 a 4,8 euro per azione. Nulla è cambiato in termini di piani futuri, con Volkswagen pronta a lanciare sul mercato la ID.3, prima elettrica su base MEB, a seguiranno altri modelli a emissioni zero.

 

MITSUBISHI

Mitsubishi è uno dei casi che ha risentito di più di questa situazione di emergenza con ricavi e perdite scesi rispettivamente a 1,86 miliardi e a 1,43 miliardi di euro. I dati finanziari in negativo hanno portato la Casa giapponese ad interrompere fin da subito la presenza sul mercato europeo oltre a comunicare lo stop nel giro di un anno della produzione di uno dei suoi modelli di punta, il Pajero

RENAULT

I problemi di Renault nascono prima della crisi dovuta al coronavirus. L’anno scorso infatti la Casa francese aveva fatto registrare per la prima volta una chiusura di bilancio in perdita anche per il contributo delle altre Case dell’alleanza Nissan e Mitsubishi che stanno vivendo una situazione tutt’altro che rosea.

La perdita netta si è fermata a 7,3 miliardi di euro, segnando un vero e proprio record negativo. Per Luca De Meo si prospettano mesi difficili, in cui bisognerà concentrare le forze per attuare un piano che possa salvaguardare il futuro dell’alleanza.

PSA

Nonostante un fatturato in calo del -34,5%, il Gruppo PSA è riuscito a contenere l’emergenza coronavirus chiudendo il semestre in positivo con un utile di 517 milioni di euro. Alle buone notizie legate ai dati finanziari, si aggiunge il piano strategico futuro chiaro e ben definito della Casa del Leone.

Durante la presentazione, infatti, è stata annunciata la nuova piattaforma modulare eVMP che consentirà al gruppo PSA di raggiungere l’obiettivo prefissato di una gamma completamente elettrificata entro il 2025.

GM

Anche General Motors ha pagato a caro prezzo le conseguenze della crisi sanitaria con una diminuzione dei ricavi del 53% (16,8 miliardi di dollari) e una perdita netta di 536 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Rimangono confermati invece gli investimenti per i piani futuri che prevedono la fine dei lavori di costruzione dello stabilimento per le batterie in Ohio che consolida la partnership con LG Chem oltre ai diversi lanci sul mercato come quello della Hummer EV che va ad inserirsi in un piano per l’elettrificazione e per lo sviluppo della guida autonoma da 20 miliardi di dollari fino al 2025.

BMW

In quel di Monaco di Baviera il secondo semestre 2020 ha visto una pesante contrazione delle vendite a -25,3% e 485.464, con ricavi scesi del 22,3% facendo segnare 19,97 miliardi di euro. La conseguenza principale è quella di essere in perdita di 300 milioni, contro i +2,05 miliardi di euro dello stesso periodo del 2019.

Contando i primi 6 mesi di questo 2020 le immatricolazioni calano deo 23%,con utile operativo che crolla del 74,6% a quota 709 milioni di euro.

Anche in questo caso però il piano industriale non varia, con l'obiettivo di avere 25 modelli elettrificati entro il 2025, a fronte di 30 miliardi di euro di investimenti.