Cilindrate esorbitanti, architetture insolite e addirittura una turbina! Ecco cosa ha saputo inventare la Casa torinese in 120 anni

Se quando pensate a Fiat la cosa più strana che vi viene in mente è la Multipla del ’98, vi siete persi qualcosa.

Anche il marchio generalista più famoso e importante di casa nostra infatti ha avuto il suo bel ruolo nell'evoluzione e nell'innovazione in campo automobilistico, e nel corso dei suoi centoventun anni di storia può vantare un certo numero di trovate geniali e insolite in campo motoristico. Ecco le più curiose

Il motore della “Mefistofele”

Già il nome la dice lunga: con una cubatura di ben 21 litri, questa vettura da corsa del 1924 era un vero demonio, ma più che per  le prestazioni, il soprannome le fu dato soprattutto per la grande rumorosità.

Fiat Mefistofele

A dirla tutta quest’auto incredibile non fu una creazione deliberata in casa Fiat, ma l'iniziativa di un corridore, Ernest Aldrige, che voleva battere il record di velocità sul chilometro lanciato.

Per questo prese la sua Fiat SB4 e ci installò, non senza importanti modifiche tra cui l’allungamento del telaio stesso,  un motore aeronautico sempre di produzione Fiat a 12 cilindri in linea da ben 320 CV, con cui dopo qualche tentativo e ulteriore modifica riuscì a toccare i 234.97 km/h. Resta negli annali come uno dei più bizzarri “trapianti” di motore della storia.

 

La Turbina

Sembra uscita da un cartone animato futurista e invece è una vettura in carne e ossa e funzionante: la Turbina del ‘54 è la testimonianza del fermento creativo che il reparto progetti Fiat visse negli Anni ’50, quando si sperimentava un po’ di tutto.

Aveva una struttura tubolare con elementi di telaio e sospensioni prelevati dalla Fiat V8 del ’52, ed era priva di cambio, sostituito da un gruppo riduttore che sfruttava l’ampio regime di giri della turbina monostadio con doppio compressore, capace di raggiungere i 22.000 giri al minuto.

Fiat Turbina (posteriore)

Particolarmente curata l’aerodinamica della carrozzeria, che incorporava due pinne con funzione stabilizzatrice, dal cx di appena 0,14. Il prototipo raggiunse la velocità di 250 km/h, ma per gli alti costi e altre difficoltà, il progetto non fu sviluppato oltre.

 

Il cambio con convertitore della 1900

Manuale o automatico? Il gruppo trasmissione della Fiat 1900 del ‘52, di fatto una variante di lusso della 1400, era un po’ una via di mezzo.

Era dotato di un normale cambio a 4 rapporti con frizione a pedale, ma per risolvere il problema delle vibrazioni che affliggevano questo propulsore, derivato appunto dal 1400 ma con cilindrata aumentata allungando la corsa, gli ingegneri Fiat guidati da Dante Giacosa pensarono di inserire un convertitore idraulico.

Questo migliorava il comfort assorbendo gli scompensi ma anche rendendo la guida più dolce. L’elegante berlina poteva infatti esser fatta partire da ferma con qualunque marcia inserita.

 

Il motore boxer a pistoni coassiali

Altra idea partorita dalla mente del vulcanico Giacosa, questo motore non andò mai in produzione ma rappresentò un’originale idea per risolvere i problemi di equilibratura del motore a cilindri contrapposti a cui Fiat si era interessata negli Anni ’50: Giacosa ideò infatti una geometria che permetteva di allineare i pistoni usando una biella centrale su un lato de due bielle poste alle estremità sull’altro.

Boxer coassiale

Il motore così costruito richiedeva però pistoni molto larghi e di conseguenza un alesaggio dei cilindri elevato per far stare tutti i manovellismi, quindi un lavoro accurato sulla combustione. Furono costruiti diversi prototipi a due e quattro cilindri con raffreddamento ad acqua e olio ma per vari motivi tra cui la complicata costruzione, il progetto non fu portato avanti.

Il Twinair

Non dovremmo stupirci, considerando la lunga e onorata carriera vissuta dai motori a due cilindri nella storia di Fiat, che li ha usati su diverse generazioni delle sue “piccole” dalla 500 del '57 alla sua omonima degli Anni ‘90 passando per la 126 e la Panda. Più curioso vederne uno ai giorni nostri, specie considerando che la più piccola e sofisticata auto commercializzata negli ultimi 20 anni, la Smart, non è mai scesa a meno di 3…

TwinAir

In realtà il TwinAir introdotto una decina di anni fa e arrivato a spingere anche modelli subcompatti come la 500L, oltre alla Punto e alla Alfa Romeo MiTo, faceva parte di un progetto più ambizioso per un powertrain ibrido, con un motore elettrico che avrebbe fornito l’altra parte della potenza ed equilibrato maggiormente il due cilindri.

Quel progetto non è andato a buon fine ma Fiat si è trovata con un piccolo e sofisticato motore turbo completamente sviluppato che ha deciso di impiegare “da solista” in varie versioni, compresa quella a metano, e con potenze fino a 105 CV. E malgrado il sound strano, e le prestazioni un po’ limitate nelle applicazioni più ambiziose, rappresenta un piccolo miracolo moderno.

Fotogallery: Fiat e i suoi motori più folli