In un'intervista al quotidiano La Repubblica, il viceministro all'economia Antonio Misiani ha parlato di un possibile interesse da parte dello Stato italiano ad entrare nella recente fusione tra FCA e PSA, che ha dato origine al Gruppo Stellantis.

In francesi già lo fanno

Non ci sarebbe nulla di strano nella partecipazione statale all'interno di un Gruppo automobilistico. Basti pensare che il governo francese, attualmente uno dei principali azionisti di PSA, avrà in dote una partecipazione del 6,2% in Stellantis attraverso la banca pubblica Bpifrance una volta terminato il processo di fusione. Processo che dovrebbe completarsi il giorno 16 gennaio.

Servono le condizioni

Il viceministro Misiani ha sottolineato quanto un'eventuale investimento da parte dello Stato, non debba essere in alcun modo forzato. È necessario che ci siano le condizioni adeguate. Ma ha ricordato come il nuovo Gruppo industriale sia di vitale importanza per il nostro Paese, soprattuto dal punto di vista occupazionale.

Ad oggi,la holding della famiglia Agnelli, la Exor, diventerà il primo investitore di Stellantis con una quota del 14,4%.

Misiani non ha però riferito solo di Stellantis, annunciando di quanto sia importante rivedere il meccanismo di incentivazione attualmente in atto, realizzando una strategia di medio-lungo termine, basata su obbiettivi ambientali.