Navigatori, cruscotti digitali e altre dotazioni elettroniche spariscono dai listini per non rallentare la produzione

Dopo anni di sviluppo continuo e una presenza sempre più massiccia dell'elettronica in auto, l'orologio evolutivo delle vetture moderne affronta un primo stop causato dalla crisi dei chip.

La carenza di semiconduttori che ormai colpisce il settore automotive da cinque mesi a livello globale ha imposto alle Case una retromarcia imprevista: per non rallentare o fermare completamente la produzione hanno deciso di cancellare alcuni optional tecnologici dalle loro auto.

Primi stop a navigatori e strumentazione digitale

È il caso ad esempio di Renault che, stando a quanto riportato da Automotive News Europe, ha tolto dai listini del SUV coupé Arkana il quadro strumenti digitale e il caricatore wireless per lo smartphone, o di Nissan che avrebbe rinunciato ad installare il navigatore su un terzo dei modelli che escono dai suoi stabilimenti.

Anche General Motors avrebbe deciso di non installare alcuni moduli elettronici per l'ottimizzazione del consumo carburante sui suoi Chevrolet Silverado prodotti in queste settimane.

Renault Arkana
Renault Arkana
Peugeot 308 restyling
Peugeot 308 restyling
RAM 1500
RAM 1500

Per lo stesso motivo, ovvero per non ritardare la produzione causa mancanza di microchip, l'americana RAM (del gruppo Stellantis che ha "perso" 190.000 veicoli) non offre più di serie sui suoi pick-up il sistema di monitoraggio dell'angolo cieco integrato negli specchietti. Poche settimane fa a passare dalla strumentazione digitale a quella analogica era stata anche Peugeot sulla 308 restyling, con un rimborso per i clienti.

Recupero difficile prima del 2022

La cosa ancora più preoccupante è che lo stop imposto a molte linee produttive in Europa e nel resto del mondo rischia di estendersi ad altri impianti perché la crisi dei chip, come preannunciato anche da BMW, Honda e Ford, sembra andare verso un ulteriore peggioramento.

Insomma, la luce in fondo al tunnel appare lontana e le conseguenze di questa scarsità di chip rischiano di protrarsi fino ai primi mesi del 2022, come previsto da alcuni ad di aziende produttrici di semiconduttori intervistati dallo stesso magazine.

Più cause, più soluzioni al problema

Ricordiamo che la crisi dei microchip ha iniziato a manifestarsi a gennaio 2021, ma ha origini più lontane e cause scatenanti diverse. Qui sotto ne riportiamo alcune, ricordando anche che l'incendio che ha distrutto a marzo 2021 una linea produttiva di Renesas Electronics non ha fatto altro che aggravare le difficoltà pregresse. Il colosso giapponese dell'elettronica, assieme a NXP e Infineon Technologies, produce quasi il 40% dei semiconduttori destinati alle auto di tutto il mondo.

Alcune concause della crisi:

  • Sempre maggiore richiesta di microchip per le auto
  • Aumento produttivo di auto elettriche che necessitano di un numero elevato di chip
  • Processi produttivi "just in time" delle auto, con scorte ridotte delle componenti
  • Priorità nella fornitura di semiconduttori ai colossi dell'elettronica di consumo, invece che alle Case auto
  • Riduzione dei carichi sulle navi cargo per colpa della pandemia da Covid-19
  • Incendio alla Renesas Electronics, in Giappone
  • Chiusura per sei giorni del Canale di Suez a causa del cargo Ever Given incagliato

Un po' di fantasia per risolvere il problema

Anche le soluzioni messe in campo dai Costruttori per superare la crisi dei chip sono varie e a volte fantasiose. Alcune sono di tipo emergenziale e temporaneo, ma alcuni gruppi automobilistici, così come diversi governi, stanno pensando a rimedi più duraturi per quella che potrebbe trasformarsi in una crisi cronica. Eccone alcuni.

Le soluzioni delle Case auto e dei governi:

  • Riservare l'uso massiccio dei microchip ai modelli più venduti o più redditizi
  • Utilizzo di chip di qualità inferiore per componenti dell'auto non legati alla sicurezza
  • Riprogrammazione dei chip disponibili
  • Standardizzazione dei circuiti integrati per più modelli di auto
  • Produzione e stoccaggio di veicoli completi, ma privi di microchip da installare in un secondo momento
  • Ricerca di altri fornitori per queste componenti elettroniche, piccoli e agili nella produzione
  • Revisione della strategia industriale della Ue per ridurre la dipendenza dai fornitori extraeuropei, soprattutto asiatici
  • Sovvenzione per 50 miliardi di dollari a ricerca a produzione di microchip destinate alle aziende statunitensi, proposte da Biden
  • Possibile ricorso al "Defense Production Act" negli USA per dirottare le forniture di semiconduttori al settore auto

Fotogallery: Crisi dei chip, le Case rinunciano ad alcune tecnologie