Crisi dei chip: grandi manovre tra produttori, prezzi anche +20%
Western Digital in trattativa con la giapponese Kioxia per 20 miliardi di dollari. Il colosso TMSC potrebbe aumentare i prezzi del 20%
La crisi dei semiconduttori sta squassando non solo il mondo dell'automotive e dell'elettronica di consumo, ma impatta anche sulle politiche commerciali e sulle operazioni di finanza straordinaria degli stessi produttori di chip.
Le ultime notizie in ordine di tempo sono oggi in prima pagina sulla versione cartacea e digitale del Wall Street Journal. Il quotidiano, citando fonti vicine all'operazione, anticipa una possibile fusione da 20 miliardi di dollari tra il colosso Western Digital (tra i leader nella realizzazione di memorie e hard disk per computer) e la giapponese Kioxia Holdings, l'ex Toshiba Memory rilevata nel 2018 da un pool che comprende Apple, Dell, Kingston, Seagate e la stessa Toshiba, che è rimasta con il 40% l'azionista di riferimento.
Le condizioni giapponesi
Le trattative, dopo l'accelerazione delle scorse settimane, sarebbero a buon punto e il "deal" potrebbe concludersi a metà settembre, secondo il quotidiano statunitense.
L'operazione ha però bisogno del benestare delle autorità: quelle nipponiche sarebbero probabilmente più restie a dare il via libera a un trasferimento di tecnologia, mentre gli Usa, in linea con la politica dell'amministrazione Biden di raggiungere l'autosufficienza e di non lasciare la leadership alla Cina, sarebbero più favorevoli. Almeno in linea di principio.
Kioxia, che produce i chip flash memory Nand, utilizzati in parecchi campi dell'elettronica, era anche nel mirino di Micron Technology, il cui interesse si sarebbe raffreddato negli ultimi tempi.
La taiwanese TMSC alzerà i prezzi?
Sempre il Wall Street Journal, stavolta in versione digitale, svela che il colosso taiwanese TMSC, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., avrebbe in programma di aumentare i prezzi già verso la fine dell'anno oppure all'inizio del 2022.
Il rincaro potrebbe essere del 10% per i chip di ultima generazione e arrivare al 20% per i semiconduttori meno avanzati dal punto di vista tecnologico, che poi sono quelli utilizzati nell'assemblaggio delle automobili. TMSC è inoltre il principale fornitore di Apple per la realizzazione degli iPhone e la più grande azienda produttrice al mondo di chip con oltre il 50% di quota di mercato globale.
Non più tardi di qualche giorno fa il ministro dell'Economia di Taiwan, Wang Mei-hua, aveva rassicurato sull'impegno delle aziende del Paese asiatico per accelerare sulla produzione e "raggiungere un equilibrio entro gli ultimi tre mesi dell’anno” nella fornitura di chip all'automotive.
Consigliati per te
Gli interni della nuova Audi Q7
L'EV diventa un'ibrida range extender grazie al motore a metanolo
Camion, mercato ancora in crescita ma UNRAE lancia l'allarme
Il nuovo SUV di lusso di Mercedes col V8 da 603 CV
Il nuovo SUV piccolo di Volkswagen si può ordinare a questo prezzo
Porto Cervo diventa il salotto estivo di Range Rover
Caldo estremo? Intanto è record di danni da grandine all'auto