La crisi della pandemia da coronavirus ancora non smette di farsi sentire in tutto il mondo, fortunatamente però con effetti (sanitari ed economici) meno tragici rispetto al 2020. Pian piano ci si sta riprendendo, tra aperture e maglie meno strette, con le economie per le quali si parla finalmente di ripresa, PIL in rialzo e produzione industriale in aumento.

Una produzione industriale che, per quanto riguarda l'auto, in Italia (come nel resto del mondo) lo scorso anno ha toccato cali storici e quasi mai raggiunti prima d'ora. A fare una fotografia di quanto è stato perso nel mercato automotive ci pensa l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industriale Automobilistica) con il rapporto che analizza gli impietosi numeri del 2020.

Non si vende, non si produce

I primi effetti della pandemia gli abbiamo analizzati in lungo e in largo e riguardano le immatricolazioni di auto nuove, nel 2020 crollate del 27,9% rispetto al 2019 e 535 mila auto vendute in meno.

Profondo rosso accompagnato anche dal -16,6% di vetture prodotte in meno, passando dalle quasi 540.000 del 2019 alle 452.000 dello scorso anno. Meno della metà rispetto alla produzione media degli ultimi 5 anni, intorno al milione di unità ma in costante discesa dal 2016 a oggi. Considerando anche i veicoli commerciali, autocarri e autobus il conto totale è di 777.000 unità, -15,1% rispetto al 2019.

Il perché di tale "taglio" è presto detto e si chiama lockdown, con tutti gli italiani chiusi in casa e le linee produttive fermate a causa del DPCM del 9 marzo 2020, entrato in vigore il 12 marzo. Risultato: 181mila autoveicoli prodotti nel primo trimestre e appena 13mila in aprile.

A nulla è valsa poi la forte ripresa di luglio, con numeri in linea con quelli dello stesso mese del 2019, e il +33% tra agosto e dicembre.

Meno diesel, più elettrificate

Un'ecatombe che ha toccato nel profondo, specialmente a causa delle regole sempre più stringenti, specialmente le auto con motore diesel, in costante caduta negli ultimi 5 anni. Il gasolio non piace più e al segno meno delle vendite si affianca anche quello della produzione scesa del 18% dal 2016 al 2020 e che tocca ora il 15% del totale. Non se la passano bene nemmeno le auto a benzina, con produzione diminuita del 33%, a metano (-77%) e GPL (-52%) mentre salgono le auto elettriche (+3%) e ibride (+14%).

 

Un mercato che cambia e continuerà a cambiare e per il quale il 2021, a livello di produzione, è partito con una forte crescita: 461mila autovetture prodotte nel primo semestre, pari al +69,5% rispetto al 2020 ma non ancora a livello del 2019, rispetto al quale la perdita è del 9,8%. 

Sulla ripresa si staglia ora l'ombra della crisi dei chip, ormai merce rara e fondamentale per i modelli più moderni e per la quale Governo e aziende stanno cercando soluzioni che attualmente però devono ancora essere messe in atto.