Primo semaforo verde per il ripristino dell’ecotassa, o malus che dir si voglia, per le nuove auto con motore a combustione ed emissioni superiori alla soglia dei 161 g/km.

Il via libera al testo, che contiene anche misure per l’incentivazione delle auto elettriche e delle infrastrutture di ricarica domestiche, rappresenta uno step intermedio per il provvedimento, approvato per ora sotto forma di ordine del giorno al Governo. In sostanza, si tratta di un impegno formale richiesto all’esecutivo, votato dalla Camera a valle della fiducia incassata dalla Legge di Bilancio.

Non sempre gli atti di questo tipo trovano un concreto sbocco normativo, ma possono sicuramente orientare le scelte governative. Del resto, anche lo stop al 2035 alle auto benzina e diesel era partito con un ordine del giorno. Ma vediamo meglio cosa prevede la misura.

L'Ecobonus grazie all'Ecotassa

L'idea di base del testo firmato dai deputati Giuseppe Chiazzese e Luca Sut è quella di tassare le auto più inquinanti, ricavando così fondi da destinare poi a rifinanziare l'ecobonus. Chi più emette quindi permetterebbe al Governo di ripristinare incentivi per l'acquisto di auto a basso impatto ambientale - si parla di un solo scaglione compreso tra 0 e 20 g/km, di fatto quindi unicamente le auto elettriche - senza dover inserire i fondi in Manovra. 

Per farlo l'ecotassa verrebbe estesa, includendo anche i modelli con emissioni comprese tra 161 e 190 g/km, esclusi dal precedente malus. Malus che seguiva lo schema seguente:

Emissioni CO2 (g/km) Imposta
191-210 1.100 €
211-240 1.600 €
241-290 2.000 €
290+ 2.500 €

 

Se per quanto riguarda gli incentivi auto 2022 quindi ci sarebbe un pesante restringimento della fascia di auto che ne potrebbero beneficiare, riducendo la scelta a quelle che emettono tra 0 e 20 g/km, dall'altra parte ci sarebbe un allargamento della platea di auto che dovrebbero pagare una sovrattassa per le maggiori emissioni inquinanti. 

Le altre proposte

Nel testo presentato da Chiazzese e Sut si parla anche di altre manovre per incentivare la mobilità elettrica: la proroga delle detrazioni per “almeno per tutto il 2022” per l'acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica.

Una misura che scadrà il 31 dicembre 2021 e che attualmente non è stata riduscussa dal Governo, grazie alla quale si può beneficiare di una detrazione in dieci quote annuali nella misura del 50% delle spese sostenute (per un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro), per l'installazione di colonnine di ricarica.

Nel testo si parla poi anche di altri tipi di incentivi per le auto elettriche, non erogati come bonus per l'acquisto ma come scontistica per guida modelli a emissioni zero. Un primo esempio contenuto nel testo cita la possibilità di ridurre il costo del pedaggio autostradale per tutti i veicoli (M1, M2, M3, N1, N2, N3, nonché ai motocicli con potenza non inferiore a 11 kW) con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km. Per maggiori informazioni potete leggere l'approfondimento su InsideEVs.it.