Rosslyn, la fabbrica BMW che ricava energia grazie alle mucche
Il prolifico stabilimento sudafricano di BMW è diventato celebre anche grazie ad alcuni modelli speciali e originali soluzioni "green"
Si parla sempre più spesso fonti energetiche sostenibili e quando lo si fa vengono in mente immense pale eoliche, pannelli fotovoltaici o imponenti dighe. Chi penserebbe invece a 25.000 bovini? Praticamente nessuno, eppure è proprio quello che avviene in Sudafrica dove, nei pressi di Rosslyn, uno sterminato allevamento fornisce buona parte dell'energia che alimenta il vicino impianto BMW.
Uno stabilimento importante nella storia della Casa bavarese, non solo per la particolare fonte energetica che permette alle linee di "girare". Si tratta infatti della prima fabbrica BMW costruita al di fuori della Germania, dove negli anni sono stati prodotti vari modelli esportati anche negli Stati Uniti e che ha reso BMW il primo costruttore di auto dello stato sudafricano per forza lavoro impiegata, contando rete vendita e fornitori, ma anche uno dei più attenti alla sostenibilità.
Le origini
La fabbrica di Rosslyn non è stata edificata da BMW ma da un'impresa locale, la Praetor Monteerders, che ha iniziato ad assemblare modelli del marchio bavarese nel 1968. I primi sono stati le berline 1804 e 2004, costruite sulla base di un modello della Glas, che la Casa bavarese aveva appena acquisito.
Convinta dal buon esito dell'operazione, dopo pochi anni BMW ha acquisito gradualmente quote della Praetor Monteerders ottenendone la maggioranza nel 1973 e rilevandola completamente due anni più tardi, quando ha fondato la filiale BMW South Africa.
Sviluppata per l'export
L'attività a Rosslyn è cresciuta rapidamente, passando dal semplice assemblaggio finale di auto, spedite "in kit di montaggio" dalla Germania e dunque poco personalizzabili, alla produzione vera e propria, evolvendo presto verso un modello di business incentrato sull'esportazione e oggetto di importanti investimenti.
Cuore di tutta la produzione, più o meno da quando l'azienda bavarese ne ha assunto il pieno controllo, è stata la Serie 3, di cui questo impianto ha prodotto 5 generazioni, dalla seconda (la E30) alla penultima, con volumi crescenti passati dalle 19.000 unità/anno raggiunte a metà Anni '90 con la E36 alle 38.000 della E46 e alle 49.000 della E90, inseguito più che raddoppiate con la F30.
Questa crescita ha permesso a BMW di raggiungere la quota del 7,8% del mercato locale già nel 2006 e di consolidare l'attività di export del sito, che invia circa i 3/4 della produzione all'estero, in modo particolare al mercato USA.
Oltre a questa, tuttavia, dalla fabbrica di Rosslyn sono uscite anche le prime 3 generazioni di Serie 5 (E12, E28 ed E34) e persino alcuni lotti di modelli Land Rover nel periodo in cui la Casa inglese è stata sotto il controllo di BMW.
Le "speciali"
La crescente importanza del mercato sudafricano ha fatto sì che venissero realizzate anche alcune vetture particolari, diventate celebri e tornate agli onori della cronaca in tempi recenti grazie a restauri come nel caso della 530 MLE, uno dei soli 100 esemplari costruiti nel '77, rimessa a nuovo un paio di anni fa.
Tra queste vetture speciali rientrano la 745i spinta dal motore della M1 e prodotta in poco meno di 200 unità tra l'83 e l'86, e la 333i, una Serie 3 E30 con un 6 cilindri da 3,2 litri anch'essa costruita in circa 200 esemplari intorno alla metà degli Anni '80.
L'arrivo di X3 e la corsa alla sostenibilità
Dopo il record della Serie 3 di sesta generazione (F30) che ha totalizzato poco meno di 1.200.000 unità tra il 2012 e il 2018, l'impianto è stato convertito alla produzione del SUV X3, affiancando lo stabilimento principale di Spartanburg, in South Carolina, e i molti altri in giro per il mondo che assemblano questo modello di grande diffusione.
Per farlo, l'area produttiva è stata ampliata passando da 17.000 a 26.000 metri quadri e le line di assemblaggio sono state aggiornate con oltre 300 robot e apparecchiature di ultima generazione.
Parallelamente alla crescita industriale, il sito di Rosslyn ha vissuto anche un'importante evoluzione sul piano dei processi e dell'energia, dettato dal desiderio di BMW di operare a livello globale per la sostenibilità delle sue attività.
In particolare, dal 2015 questa fabbrica ha iniziato a utilizzare energia rinnovabile prodotta grazie alle biomasse, in particolare dal letame prodotto dai già citati vicini allevamenti di bovini, a cui si aggiungono vari rifiuti alimentari.
Questa svolta è arrivata grazie a un accordo con la società Bio2Watt con un impianto costato 8 milioni di rand sudafricani, pari a oltre mezzo milione di euro, che all'inaugurazione generava circa 30 Megawatt e assicurava 1/3 dell'energia necessaria all'impianto di Rosslyn, consentendo di elevare da subito al di sopra del 50% la percentuale di energia pulita utilizzata globalmente da BMW.
Oltre a questo, lo stabilimento ha progressivamente ridotto il fabbisogno energetico, che nel 2016 risultava inferiore di quasi il 40% rispetto a 10 anni prima, con un risparmio del 45% delle risorse, compresi acqua e solventi, necessarie a produrre ogni singola auto. Il consumo generale di acqua e la produzione di residui nello stesso periodo sono così scesi rispettivamente del 30% e dell'80%, avvicinando Rosslyn agli standard raggiunti dagli altri siti BMW nel resto del mondo.
La scheda di Rosslyn
| Inaugurazione | 1968 (inizio assemblaggio per conto di BMW) |
| Proprietà | BMW AG (dal 1973) |
| Collocazione | Rosslyn, Pretoria, Sudafrica |
| Superficie | 26.000 metri quadri coperti da edifici |
| Dipendenti impiegati | oltre 4.000 |
| Capacità produttiva | oltre 170.000 unità l'anno |
| Altre attività | Training Center |
| Modelli attualmente prodotti | BMW X3 |
| Modelli storici più importanti prodotti | BMW Serie 3 (E30, E36, E46, E90, F30), Serie 5 (E12, E28, E34) |
| Modelli di prossima produzione | - |
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