La Jaguar XK120 occupa un posto importante tra le leggende britanniche. Prodotta tra il 1948 e il 1954, la sportiva fu alla base di numerose versioni da corsa che presero parte ad eventi di primissimo piano come la 24 Ore di Le Mans, la Targa Florio, la Mille Miglia e gli Alpine Rally.

Inoltre, la vettura registrò diversi record dell’epoca, come la velocità media più alta in 24 ore (172,94 km/h) grazie a piloti come Leslie Johnson e Stirling Moss.

Ora, la XK120 torna in chiave moderna con un restomod firmato dall’inglese Thomley Kelham.

Fedele alla tradizione

L’azienda britannica, che recentemente ha presentato anche un restomod della Lancia Aurelia, ha utilizzato una XK “donatrice” per trasformarla dopo 5.000 ore di lavoro in una sportiva classica con lusso moderno. Le linee, infatti, hanno mantenuto la stessa forma affusolata e aerodinamica del modello originale, con un abitacolo compatto e il lungo cofano.

Jaguar XK120, il restomod di Thomley Kelham
Jaguar XK120, il restomod di Thomley Kelham
Jaguar XK120, il restomod di Thomley Kelham

La carrozzeria in alluminio è stata ridisegnata da Paul Howse, la stessa matita dietro alle McLaren P1 e 720S. Il designer ha aggiunto delle fiancate ispirate alla E-Type e passaruota più grandi per rendere ancora più eleganti le proporzioni.

Anche se non ci sono foto degli interni, l’azienda afferma che sono stati aggiunti dei sedili più comodi per garantire un’esperienza di guida più confortevole. Inoltre, sono stati installati vani portaoggetti extra nei pannelli delle portiere e alcuni optional ormai irrinunciabili come gli alzacristalli elettrici, il climatizzatore e l’infotainment.

Potenza e controllo del nuovo Millennio

Sotto al cofano della Jaguar è presente un motore 3,8 litri capace di dare ancora più soddisfazioni sportive rispetto alla controparte 3.4 degli anni ’50. Rispetto ai circa 162-223 CV del propulsore di oltre 70 anni fa, la nuova unità può erogare tra i 300 e i 340 CV, a seconda del desiderio del cliente.

Jaguar XK120, il restomod di Thomley Kelham

La potenza è trasferita alle sole ruote posteriori tramite un cambio manuale a 5 rapporti ed è presente anche un differenziale a slittamento limitato. Nello chassis troviamo anche delle sospensioni Bilstein e molle Eibach che promettono una guida più vicina agli standard moderni. Infine, l’impianto frenante utilizza freni a disco con pinze a quattro pistoncini.

Thomley Kelham parla di una produzione “estremamente limitata” e non abbiamo dubbi considerando l’assegno da sborsare. Oltre alla vettura donatrice, il cliente interessato dovrà aggiungere 550.000 sterline, ossia oltre 660 mila euro.

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