Un Engineering Hub rigorosamente made in Italy. Come a dire: ingeneria tricolore doc al servizio del futuro tecnologico di Jaguar Land Rover. Il nuovo centro di eccellenza ha una duplice funzione: motore coassiale con gli altri hub del gruppo (compresi quelli all'esordio in Germania e Spagna) e battistrada per altre iniziative in grado di allentare l'ormai nota 'fuga di cervelli' verso l'estero.

"In un momento in cui si parla solo di distruzione di posti di lavoro, questa è la dimostrazione in senso opposto. Prima ci strutturiamo più saremo avanti nel mercato del futuro. E l'Engineering Hub è uno dei primi esempi per far sì che l'italia diventi un polo di eccellenza nel settore delle nuove tecnologie", ha spiegato il presidente e ad di Jaguar Land Rover Italia, Marco Santucci, presentando oggi a Milano l'iniziativa.

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Marco Santucci (a sinistra) e Ferruccio Vico

L'Engineering Hub italiano, coordinato da Ferruccio Vico, impiegherà a regime una cinquantina di ingegneri specializzati e avrà un task ben breciso: system engineering e software.

Lavorerà da remoto in modalita Agile e con un punto di contatto fisico nella sede di Bologna, ma in costante collegamento con gli altri 300 ingegneri della rete mondiale di Jaguar Land Rover (più i 50 ciascuno di Germania e Spagna).

Un lavoro da fare Nvidia

La piattaforma hardware sarà quella di Nvidia, in funzione di una partnership che Santucci ritiene molto importante. "Uno degli errori fatto negli anni dalle Case è stato quello di pensare di sviluppare queste tecnologie in house. Lavorando insieme si riescono a sviluppare meglio le caratteristiche dell'auto".

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Una fase della conferenza di presentazione dell'Engineering Hub

Nell'Hub "formiamo piccole squadre, poli-funzionali e auto-organizzate che coinvolgono ripetutamente il cliente finale durante lo sviluppo. Siamo alla ricerca di esperti in sviluppo funzionale, ingegneria dei sistemi, software vision e AI/machine learning, oltre che in ingegneria hardware e V&V (Verification&Validation). Lo sviluppo del cloud e delle infrastrutture è necessario tanto quanto la conoscenza della metodologia di lavoro Agile", ha puntualizzato ancora Santucci, specificando che la fase di recruiting non è ancora conclusa e che Jaguar Land Rover, oltre al rapporto consolidato con il politecnico di Torino, guarda con interesse anche ad altre realtà accademiche italiane.

Il 2035? Bene che ci sia una deadline

Santucci ha anche accennato all'argomento di più stretta attualità: lo stop ai motori con emissioni nocive fissato (quasi) definitivamente dall'Ue al 2035. "A mio avviso", ha fatto notare, "avere deadline chiara ci consente come Paese di orientare investimenti e risorse verso la sostenibilità, che è una scelta irreversibile. Abbiamo 12 anni di tempo per attrezzarci: già nel 2030 le auto saranno completamente diverse da quella che abbiamo in mente oggi. La nuova Jaguar, per esempio, è un'auto che oggi non si potrebbe neanche immaginare, con un'autonomia completamente diversa. L'importante", ha aggiunto, "è avere una chiara direzione, anche per non allargare il divario con la Cina. Noi siamo più bravi, lo abbiamo dimostrato nel tempo. Non possiamo partire troppo in ritardo".