Con il passaggio all'elettrico Lotus ha compiuto il passo che tutti si aspettavano. E che tutti temevano. La Casa inglese, da sempre legata a doppio filo al concetto di leggerezza, ha così lasciato per strada i dettami del suo fondatore Colin Chapman: "Simplify, then add lightness". Semplifica, poi aggiungi leggerezza". Un salto ormai necessario in un mondo che l'elettrico ce l'ha stampato al fianco della parola "futuro".

Addio quindi alle leggerissime Exige, Evora e soprattutto alla Elise, l'auto della rinascita - firmata Romano Artioli - di Lotus. Meno di 800 kg di peso, a farsi bastare motori piccoli per andare forte. E divertire.

Eppure c'è chi non si è arreso e alla Elise proprio non sa dire addio: Julian Thomson e Ian Callum. Il primo è l'attuale responsabile del design di General Motors e "papà" della Elise originale, il secondo è l'ex numero uno dello stile del Gruppo Jaguar-Land Rover, ora a capo della Callum Design. La loro creatura si chiama Nyobolt EV e ve la raccontiamo qui sotto.

Evoluzione e rivoluzione 

L'intento dei due designer era quello di creare una nuova Lotus Elise, mantenendone le proporzioni ed evolvendone il design. Una sportiva figlia del ventunesimo secolo. Balzano subito all'occhio le luci full LED, inserite in gruppi ottici con disegno circolare, come sulla prima generazione.

Nyobolt EV, la Lotus Elise elettrica

Il tutto inserito in un muso raccolto con ampie prese d'aria su cofano e frontale. Anche nelle fiancate e al posteriore i richiami al passato sono evidenti, a voler creare un ideale ponte tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.

Ci sono poi altri elementi decisamente moderni come le telecamere al posto dei classici specchietti retrovisori.

Le dimensioni non sono state rese note, ma a guardarla sembra non essere cresciuta chissà quanto rispetto ai poco più di 3,7 metri di lunghezza della Elise originale, mentre larghezza e altezza sono state modificate, aumentando la prima e diminuendo la seconda. 

Nyobolt EV, la Lotus Elise elettrica

Il responsabile creativo di Callum, Aleck Jones, ha raccontato così la nascita della nuova sportiva

"Piuttosto che adottare un approccio da restauro, l'obiettivo era quello di evolvere il design e aggiornarlo, pur mantenendo quell'atmosfera sobria da auto sportiva da tutti i giorni che è ha contraddistinto la Elise. Dovevamo assicurarci di mantenere il giusto atteggiamento con la carrozzeria, che si presenta con il naso all'ingiù, assumendo la stessa posizione aggressiva.

A rendere la Nyobolt EV completamente nuova e agli antipodi rispetto alla Elise originale non ci pensa però lo stile, bensì ciò che non si vede.

Promessa di leggerezza 

Sotto l'abito completamente rinnovato infatti si nasconde un cuore elettrico. Solo elettrico. E qui si nasconde il primo segreto della nuova Elise. Perché non si tratta di un powertrain qualsiasi ma di un nuovo sistema firmato Nyobolt, start-up inglese specializzata in batterie di nuova generazione. Che promette ricariche fulminee (6 minuti) e - soprattutto - leggerezza.

Nyobolt EV, la Lotus Elise elettrica

Merito anche dei nuovi anodi in tungsteno e della potenza di appena 35 kWh (quelle dell'immenso SUV Eletre sono da più di 100 kWh), capace comunque di garantire 250 km di autonomia. Se volete saperne di più su InsideEVs abbiamo pubblicato un corposo approfondimento.

Solo un esercizio

Il revival elettrico della Lotus Elise non verrà prodotto in serie, neppure limitatissima. Il suo scopo infatti è unicamente quello di fare da "culla" per la tecnologia delle batterie della Nyobolt. Una concept vera e propria, esercizio di stile e meccanica. Nulla di più, nulla di meno.

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