Vai al contenuto principale

F117, il V8 speciale delle Ferrari 4x4 mai andate in produzione

Il V8 4.0 dei due prototipi 408 4RM a trazione integrale che Ferrari sperimenta nel 1987-88 deriva da quello della 328 e ha 300 CV

Ferrari 408 4RM 1987, la meccanica completa

La storia dei V8 Ferrari della famiglia "Dino" è un'escalation di cilindrate e potenze che inizia nel 1973 dal 3.0 della Dino 308 GT4 e arriva fino al 3.6 con cinque valvole per cilindro della 360 Modena, poi sostituito da unità di nuova progettazione sviluppate insieme a Maserati.

In mezzo ci sono alcuni dei motori più estremi e potenti mai costruiti da Ferrari nel ventesimo secolo, come i 2.8-2.9 biturbo delle 288 GTO e F40 da 400 e 478 CV, ma se parliamo di cilindrata, il record appartiene a un motore mai arrivato alla produzione. Si tratta dell'F117 da 4,0 litri utilizzato soltanto su due prototipi, le 408 4RM con cui Ferrari a fine Anni '80 sperimenta sia la trazione integrale sia nuove tecniche costruttive.

Più potenza per le Ferrari 4x4

Le Ferrari 408 4RM sono due prototipi marcianti, uno realizzato a metà del 1987 e uno quattordici mesi più tardi, nell'autunno del 1988. Progettati con la collaborazione dell'I.DE.A. Institute, rappresentano il primo tentativo di Ferrari di approcciare un'auto a quattro ruote motrici, tendenza che all'epoca si sta diffondendo anche tra le supercar con fulgidi esempi come la Porsche 959.

Ferrari 408 4RM 1987

Ferrari 408 4RM 1987

Le due vetture utilizzano un giunto idraulico che invia circa il 30% della forza motrice alle ruote anteriori. La Casa valuterà per un po' la sua applicazione su un modello di serie, decidendo infine di abbandonare l'idea in quanto il peso, aggiuntivo, circa 200 kg, compromette troppo prestazioni e dinamica di guida. Ritornerà sul tema soltanto con la Ferrari FF del 2011 dotata peraltro di un sistema di trazione integrale molto differente.

Ferrari, il motore F105CB 3.2 da cui deriva l'F117

Il motore F105CB 3.2, da cui deriva l'F117, sulla Mondial 3.2

In ogni caso, si opta per un motore più potente di quelli montati sulle berlinette a motore posteriore in produzione, ma meno esuberante dei biturbo delle già citate 288 GTO e F40. Al tempo stesso non si ritiene di chiamare in causa il poderoso ma ingombrante V12 della Testarossa, visto che la struttura di base è quella dei modelli più "piccoli".

Partendo proprio dal motore della 328, il più potente V8 aspirato che Ferrari ha in produzione con i suoi 270 CV, viene dunque sviluppato un 4,0 litri ottenuto aumentando di 10 mm l'alesaggio, che passa da 83 a 93 mm, e lasciando invariata la corsa di 73,6 mm, mentre il rapporto di compressione è di 9,8:1.

Il motore F117 sulla 408 4RM del 1987

La cilindrata sale da 3.186 a 3.999,66 cc, la potenza in proporzione cresce relativamente poco, toccando i 300 CV a 6.250 giri, ma aumenta sensibilmente la copia, che passa da 313 a 373 Nm. l'F117, questa la sigla interna, conserva la distribuzione a quattro alberi a camme in testa con quattro valvole per cilindro, l'iniezione elettronica Weber-Marelli, l'accensione elettronica a bobina singola e la lubrificazione a carter secco.

A differenza degli altri V8 aspirati visti fino ad allora, questo motore è montato nel cofano posteriore in senso longitudinale e non più trasversale, una soluzione necessaria per poter collegare l'albero di rinvio della trazione integrale, ma che Ferrari adotterà anche sui modelli di serie a partire dalla successiva 348 del 1989.

Ferrari 408 4RM 1988

Ferrari 408 4RM 1988

La Casa non dichiara le prestazioni che, come accennato, sono probabilmente un po' compromesse dal peso e dagli attriti aggiuntivi, ma pone l'accento sulle idee innovative che accompagnano i due prototipi sul piano costruttivo: il primo, verniciato di rosso, ha infatti un telaio interamente in acciaio saldato, mentre il secondo, giallo, ha la struttura portante in acciaio e alluminio incollati tramite speciali resine.

Fotogallery: Il motore V8 F117 delle Ferrari 408 4RM