Un anno dopo. Era il 5 dicembre 2022 quando andava in scena il primo “Tavolo automotive” del Governo Meloni; incontro che prometteva di fare da apripista a una serie di appuntamenti trimestrali. Saranno passati invece 366 giorni fino alla convocazione del secondo faccia a faccia fra esecutivo e industria.

Perché domani, mercoledì 6 dicembre 2023, prenderà il via il ribattezzato “Tavolo sviluppo automotive”, dove siederanno il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Stellantis, le Regioni che ospitano gli stabilimenti del gruppo, Anfia e i sindacati. Ma cosa dobbiamo aspettarci?

Parola d’ordine: produrre

L’obiettivo principale, già dichiarato dal dicastero, è aumentare la produzione di veicoli in Italia, attraverso un accordo con Stellantis che avrà come base il protocollo d’intesa firmato a ottobre da Mimit e Anfia per la transizione della filiera.

Tema, quest’ultimo, che torna d’attualità dopo l’annuncio del presidente serbo Aleksandar Vucic: la Panda elettrica non sarà costruita nella Penisola e vedrà invece la luce nell’impianto a Kragujevac, in Serbia, dove sono state costruite le Fiat 500L fino a giugno del 2022.

Fiat Panda (2024), il render di Motor1.com

Fiat Panda (2024), il render di Motor1

Parole che hanno subito scatenato polemiche e preoccupazioni fra i dipendenti di Pomigliano d’Arco, culla dell’attuale e iconica utilitaria italiana. Ma il Gruppo rassicura: il modello a benzina continuerà a essere assemblato in Campania.

Occhi puntati al 2024

Il Tavolo di domani non sarà però occasione per discutere solo di produzione; a fianco ai temi industriali potrebbero infatti trovare posto anche quelli più politici, come la rimodulazione degli incentivi all’acquisto, con il dirottamento verso il termico di una parte dei fondi destinata finora all’elettrico.

Grandi protagonisti dell’incontro saranno poi investimenti in ricerca e sviluppo, riqualificazione dei lavoratori e riconversione delle imprese della componentistica.

Menzione speciale, infine, ai dossier Ue su Euro 7 e stop a benzina e diesel dal 2035, col primo destinato a un rinvio dell’entrata in vigore dal 2025 ad almeno il 2027 e il secondo protagonista di una possibile revisione con l’elezione del nuovo Parlamento europeo, nel 2024. Intanto, però, l’Italia dovrà muoversi con ecobonus e installazione delle colonnine di ricarica. E anche di questo potrebbe parlarsi al nuovo “Tavolo sviluppo automotive”.