Le auto italiane più belle al Salone di Ginevra 2024
Sono poche ma molto emozionanti, voi quale preferite?
Le auto italiane al Salone di Ginevra 2024 sono poche. Questa edizione dello storico evento europeo è di per sé molto particolare, perché rappresenta una rinascita, un vero e proprio nuovo format dopo lo stop imposto dal Covid e la crisi che negli ultimi anni ha interessato eventi, anche grandi, come questo.
A parte il Gruppo Renault, il Salone di Ginevra 2024 non vede comunque la partecipazione di grandi gruppi automobilistici, se non cinesi. La vetrina svizzera mette in mostra molte nuove auto Made in China che presto venderanno anche da noi, e le italiane? Ci sono, però sono riservate a pochi. Parliamo di auto emozionanti che non sono prodotte in grande serie ma "in grande" e basta.
Giulia ErreErre Fuoriserie
La Giulia ErreErre Fuoriserie è l'erede di un'Alfa Romeo che non c'è più, la Giulia del 1962. Nasce da una Giulia Quadrifoglio manuale e ve l'avevamo fatta già vedere ad ottobre 2023 in occasione di Auto e Moto d’Epoca.
Per la carrozzeria è stata utilizzata la fibra di carbonio (l'Alfa Romeo Giulia d’epoca era in alluminio) e il motore è il 2.9 V6 biturbo della Quadrifoglio, con un po’ più di potenza (562 CV e 680 Nm), anche per la presenza di uno scarico Capristo con 2 terminali centrali al posto dei 4 laterali della Quadrifoglio di partenza.
Giulia ErreErre Fuoriserie
Giulia GT di Totem Automobili
La Giulia GT di Totem Automobili è un altro remake tutto italiano di un'Alfa Romeo d'epoca, pesa 200 kg meno della GT normale e il motore è lo stesso V6 di 2,8 litri della versione "normale", però è stato modificato.
E' stato realizzato dalla Italtecnica Engineering ed è stato chiamato Gloria ITV62. Eroga la potenza di 810 CV e porta la Giulia GT fino alla velocità di 300 km/h. Ne verranno assemblati solo 5 esemplari venduti a 1,1 milioni di euro l'uno.
La Giulia GT di Totem Automobili
Kimera EVO38
La Kimera EVO38 ha trazione integrale e verrà realizzata in 38 esemplari. La sua missione non è tornare indietro agli anni '60, ma agli anni '80. Lo schema della ciclistica posteriore mantiene infatti l’ammortizzatore centrale con la doppia molla laterale, tipico delle gruppo B di quel periodo, mentre all’anteriore c'è un moderno schema con ammortizzatori push road.
Kimera EVO38 al Salone di Ginevra 2024
E voi quale preferite?
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