Sono passati esattamente 125 anni da quel martedì 11 luglio 1899 nel quale nove imprenditori hanno firmato l'atto costituivo della Fiat, società che avrebbe segnato la storia italiana e non solo automobilistica.

Una cosa che però non molti sanno è che Giovanni Agnelli, storico iniziatore della famosa dinastia automobilistica degli Agnelli, entrò solo all'ultimo momento tra i soci fondatori e firmatari dell'atto di costituzione della Fiat.

Vediamo come tutto ebbe inizio.

Agnelli, il socio dell'ultimo momento che farà la storia

Giovanni Agnelli, che da subito diventa segretario del consiglio di amministrazione della neonata Fiat e dal 1906 azionista di maggioranza del marchio torinese, è infatti un po' l'ultimo arrivato dei nove fondatori.

Agnelli, consigliato dall'amico Ludovico Scarfiotti, l'11 luglio 1899 prende il posto lasciato vacante all'ultimo momento dall'imprenditore Michele Lanza, ritiratosi dall'impresa perché in disaccordo con la decisione di escludere l'imprenditore Giovanni Battista Ceirano dalla società.

Gianni Agnelli e Giovanni Agnelli
Fiat

Gianni Agnelli e Giovanni Agnelli

Il nonno dell'avvocato Gianni Agnelli e trisnonno di Lapo Elkann ha già un'idea in mente: inglobare in Fiat le conoscenze, i brevetti, le attività e gli ingegneri della casa automobilistica Ceirano, senza però coinvolgerne il fondatore. Così nella stessa giornata della nascita di Fiat i soci decidono di acquistare per 30.000 lire la Società Accomandita G. Ceirano e Comp., una cifra che rivalutata a oggi corrisponde a circa 153.000 euro.

800.000 lire di capitale sociale

L'azienda che alla sua fondazione prendeva il nome piuttosto complesso di Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili - Torino, diventa famosa per quella sigla Fiat che in latino significa "sia fatto".

L'atto costitutivo della Fiat

L'atto costitutivo della Fiat

I nove soci, con presidente Ludovico Scarfiotti, versano un capitale sociale di 800.000 lire diviso in 4.000 azioni con il sostegno finanziario del "Banco di Sconto e Sete" di Torino. Rivalutata al 2024 questa somma corrisponde a circa 4,1 milioni di euro.

Le basi della nascita di Fiat

Ma chi erano questi "magnifici nove", ovvero i nove soci che hanno dato vita allo storico marchio auto italiano? Cosa li ha spinti a mettersi in questa avventura industriale? Dove è stato firmato l'atto costitutivo della Fiat? Scopriamolo assieme.

Prima occorre fare un piccolo passo indietro e arrivare all'ottobre del 1898, mese in cui Giovanni Battista Ceirano fonda con altri la Società Accomandita G. Ceirano e Comp., azienda automobilistica torinese che produce artigianalmente la vetturetta Welleyes.

Tra coloro che sostengono Ceirano ci sono anche il conte Emauele Cacherano di Bricherasio e l'imprenditore Cesare Goria Gatti. Da subito però i due cofondatori vedono nelle auto artigianali di Ceirano la possibilità di sviluppare una più proficua attività industriale e cercano così dei soci per creare una nuova e più grande azienda.

Nel giro delle amicizie dei due ci sono tanti nobili, imprenditori, professionisti e sportivi, quasi tutti accomunati dalla passione per l'automobile con motore a benzina, il nuovissimo mezzo di locomozione che Carl Benz aveva prodotto a partire dal 1886.

Dopo una serie di incontri preparatori al Caffé Burello di Torino, i fondatori della Fiat si riuniscono ufficialmente l'11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio, sempre a Torino, per costituire la Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili - Torino di fronte al notaio Cav. Dott. Torretta Ernesto, acquistando contemporaneamente la Società Accomandita G. Ceirano e Comp.

Lorenzo Delleani -

Lorenzo Delleani - "I fondatori della FIAT"

Il momento viene ricordato dal pittore Lorenzo Delleani nel quadro "I fondatori della FIAT" che ritrae in nove soci fondatori. Al centro della scrivania c'è Emanuele Cacherano di Bricherasio mentre il secondo e terzo da destra sono rispettivamente Scarfiotti e Agnelli.

I nove soci iniziali di Fiat, in ordine alfabetico

  • Giovanni Agnelli
  • Roberto Biscaretti di Ruffia
  • Emanuele Cacherano di Bricherasio
  • Michele Ceriana Mayneri
  • Luigi Damevino
  • Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia
  • Cesare Goria Gatti
  • Carlo Racca
  • Ludovico Scarfiotti

All'atto di nascita di Fiat viene eletto presidente Ludovico Scarfiotti, l'amministratore delegato è Giovanni Agnelli e la direzione tecnica va ad Aristide Faccioli, ingegnere ex Ceirano che suggerisce di usare la sigla FIAT che unisce le iniziali della ragione sociale ed è concisa.

Fiat 3½ HP, il primo modello del 1899

È proprio Faccioli a progettare il primo modello del marchio, quella Fiat 3½ HP del 1899 che viene prodotta in ventisei esemplari col nome di Fiat 4 HP (di cui quattro ancora esistenti). La prima vetturetta Fiat è una 2-3 posti vis-à-vis con motore bicilindrico orizzontale di 697 cc e 4,2 CV, cambio a tre marce e velocità massima di quasi 34 km/h.

Fiat 4 HP del 1899, la vista frontale
Fiat

Fiat 4 HP del 1899, la vista frontale

Fiat 4 HP del 1899, la vista posteriore
Fiat

Fiat 4 HP del 1899, la vista posteriore

Il marchio applicato alla Fiat 4 HP, come si chiamava nel 1899, è un semplice placca in bronzo dalla forma di cartiglio in pergamena con sopra incisa la scritta Fabbrica Italiana di Automobili Torino Fiat e una N in fondo per applicare il numero di serie del telaio.

Il primo logo Fiat (1899)
Fiat

Il primo logo Fiat (1899)

Nuovo logo Fiat (2024)

Nuovo logo Fiat (2024)

Insomma, la strada fatta fino al recente logo a quattro stanghette oblique è molto lunga.