Il botta e risposta ravvicinato tra Governo e Stellantis
Il ministro Adolfo Urso è intervenuto in occasione della celebrazione dei 125 di Fiat chiedendo responsabilità alla Casa, che ha risposto per bocca di John Elkann
Dopo mesi di incontri a porte chiuse, attacchi e controattacchi a distanza, il ministro del made in Italy Adolfo Urso è andato direttamente a casa di Stellantis per partecipare alle celebrazioni per i 125 anni di Fiat, tenutesi a Torino all'interno del Lingotto.
Forse un ramoscello d'ulivo da parte del Gruppo, che non poteva certo esimersi dall'invitare chi - all'interno del Governo - rappresenta l'industria italiana. E se qualcuno si aspettava una presenza particolarmente neutra e sotto traccia beh, così non è stato. Urso ha infatti approfittato dell'occasione e dell'invito a parlare per lanciare nuove frecciatine a Stellantis.
Doppio filo
"È più di un anno che lavoriamo con Stellantis. Ora è il momento delle scelte e della responsabilità. Stellantis deve assumersi la responsabilità del rilancio del settore automobilistico, nel rispetto di quello che Fiat ha fatto per l'Italia e di quello che l'Italia ha fatto per Fiat"
Questo uno dei passaggi più significativi dell'intervento di Urso, a ricordare l'apertura del tavolo che ha visto e vede incontrarsi Governo e rappresentati del Gruppo guidato da Carlos Tavares. Il ministro ha citato Gianni Agnelli, ex numero uno dell'allora Gruppo Fiat e nonno dell'attuale presidente Stellantis John Elkann.
"Il successo della Fiat è il successo dell'Italia. Siamo orgogliosi di rappresentare il nostro Paese nel mondo. La fabbrica non è solo un luogo di produzione, ma un motore di sviluppo e progresso per l'intera nazione".
"Spero sia ancora così" ha poi aggiunto Urso, ribadendo il legame tra la Casa e il capoluogo piemontese
La Fiat era ed è a Torino, vogliamo che resti a Torino. Non ci rassegniamo a che diventi un museo industriale. È parte del sogno italiano
Un'identificazione con l'Italia che, citando Urso, "ha portato a Fiat enorme giovamento". A tal proposito il ministro ha - nemmeno tanto velatamente - risposto al nuovo capitolo sull'italian sounding (che ha portato al cambio di nome dell'Alfa Romeo Milano in Junior)
"Anche oggi Stellantis giustamente evoca il made in Italy nei suoi prodotti, sin dalla loro denominazione, perché pienamente consapevole come noi tutti di cosa significhi nel mercato globale evocare lo stile e il lavoro italiano"
La risposta di Stellantis
Se Urso ha di fatto aperto le celebrazioni per i 125 anni di Fiat - coincise con la presentazione della nuova Fiat Grande Panda - subito dopo la parola è passata a Carlos Tavares, ceo di Stellantis, mentre John Elkann (presidente del Gruppo) è stato l'ultimo a salire sul palco.
I due manager non hanno perso l'occasione per rispondere al ministro
Torino è il cuore pulsante di Stellantis e di questo Paese. Il progetto per Mirafiori rappresenta un impegno sull'Italia e per l'Italia. Rappresenta la volontà di continuare a investire sull'Italia [...] Stellantis sta portando a Fiat la tecnologia per continuare a essere una storia di successo. Questo non potrebbe essere realizzabile senza la gente della Fiat. Il nostro passato, il presente e il futuro sono legati al duro lavoro delle persone".
Aggiungendo poi
C'è ancora molto da fare per Fiat nell'era Stellantis, voglio ringraziare tutti quelli che stanno lavorando perché abbia altri 125 anni di storia. Sono molto orgoglioso di ciò che Fiat porta a Stellantis, è uno dei maggiori datori di lavoro in Italia con oltre 40.000 dipendenti
Da parte sua Elkann ha sottolineato la natura globale del brand
La presenza sui mercati di tutto il mondo è un'altra caratteristica di Fiat, che la contraddistingue sin dalla sua nascita. Essere un marchio profondamente italiano non ne ha mai impedito lo sviluppo internazionale: anzi. Esportare la nostra creatività ha fatto innamorare il mondo dell'Italia"
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