Renault "Le altre auto elettriche sembrano pesci"
Abbiamo incontrato Arnaud Belloni, direttore marketing global Renault, che ci ha raccontato i cambiamenti del brand a livello di prodotto e comunicazione
"Le persone amano l'auto, eppure molti giornalisti (non del settore) e politici ci fanno credere che non piacciono più. È falso. E noi abbiamo posto l'auto al centro della nostra strategia".
Parole e musica di Arnaud Belloni, direttore marketing global di Renault, l'uomo dietro al cambiamento di immagine della Casa francese assieme al presidente Luca de Meo. Con lui abbiamo avuto modo di parlare in occasione di un incontro con la stampa, durante il quale il manager francese ha raccontato come vuole cambiare la comunicazione di Renault, senza trasformazioni che ne snaturino il DNA. La ricetta è semplice: bisogna rimettere l'auto al centro.
Come avete sviluppato la vostra nuova strategia di comunicazione?
Non abbiamo mai dubitato del fatto che le persone amano le auto. Siamo partiti dal principio che per tutta la nostra vita saremo ambasciatori dell'auto. Affinché questo funzioni bisogna essere intellettualmente onesti, bisogna realizzare auto che alle persone piacciano, che le persone vogliano. Piuttosto che passare il tempo a realizzare auto non piacciono alle persone e cercare di convincerli che invece dovrebbero piacergli. È la base del marketing. Da quando sono in Renault non guardo più quello che l'industria auto fa nel marketing, perché ha perso il proprio know-how. L'industria che lavora meglio in questo campo è quella del lusso.
Qual è secondo lei la caratteristica che caratterizza maggiormente Renault?
Penso che molti costruttori hanno commesso un errore con l'elettrico, immaginando che gli acquirenti delle BEV non amassero le auto. Hanno realizzato modelli con un design brutto, sembrano dei pesci. Perché? Perché non credevano nell'auto elettrica. Io ho sempre pensato che se vogliamo che le persone acquistino le auto elettriche queste devono essere più desiderabili, migliori, più belle rispetto alle termiche. Questa è la nostra strategia. Con la Renault 5 vi trovate davanti a un'auto bella. Ed è elettrica e visto che non ha altre motorizzazioni la comprerete così. Abbiamo capito prima degli altri che i clienti avranno difficoltà a passare dal diesel all'elettrico senza sconto. Molti si sono sbagliati nelle previsioni, noi siamo stati prudenti e ci siamo detti: sviluppiamo due tecnologie. Manteniamo motori a combustione efficienti, abbiamo anche l'ibrido, ideale per chi ha paura di passare all'elettrico puro. Poi ci sono quelli pronti alle BEV. Così abbiamo creato due gamme parallele.
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Se un cliente non è fatto per la Renault 5 acquisterà una Clio?
Non credo che siano le stesse persone. A novembre abbiamo lanciato in Francia la Renault 5 e abbiamo avuto lo stesso numero di vendite della Clio, che quindi non ha ridotto i propri numeri. Non sono gli stessi acquirenti. Però è vero che bisognerà applicare la stessa cura sui prossimi modelli ibridi, dovremo fare in modo che siano altrettanto sexy e seducenti come le nostre elettriche. Ci vorrà però del tempo per cambiare completamente la gamma.
Renault 5
Renault Clio
Quali sono gli elementi che devono far innamorare i giovani delle auto?
Le giovani generazioni amano molto la tecnologia. Vogliono ritrovare sull'auto tutto ciò che hanno sul loro telefono. Per la nostra generazione è incredibile, perché pensiamo che alle persone piaccia l'auto per le prestazioni. A loro non interessa. Loro vogliono un'auto bella e che sia molto tecnologica. C'è anche una grande sensibilità sull'aspetto del riciclo.
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