Il futuro dell'auto? Questi numeri non lasciano spazio a illusioni
La crescita è ferma, i margini in calo e i cinesi avanzano: i nuovi dati AlixPartners mostrano un'Europa sempre più fragile
Non serviva un altro convegno per sapere che il settore auto è in difficoltà. Chi ci lavora, dai costruttori ai fornitori, dai dealer agli analisti, dai giornalisti ai lettori, lo sa da tempo: la transizione energetica si sta rivelando più lunga, costosa e incerta di quanto promesso.
Eppure, quello che è emerso dal #FORUMAutoMotive di Milano è qualcosa di diverso: una fotografia aggiornata che mostra come le previsioni fatte fino a un paio d’anni fa stiano già saltando. Non solo nei numeri, ma soprattutto nei rapporti di forza globali. E questo, sì, dovrebbe far riflettere.
Il problema non è più il "se", ma il "quando"
Lo studio presentato da AlixPartners durante l'incontro ha fornito un quadro chiaro, seppur già noto: il mercato europeo è destinato a contrarsi del 2% nel 2025, la crescita nei prossimi anni sarà modesta e la quota dei costruttori cinesi in Europa salirà dal 8 al 13% entro il 2030.
Ma la vera novità non è nel dato in sé: è nel fatto che la crescita prevista del mercato europeo nei prossimi cinque anni sarà assorbita dai marchi cinesi. Non una fetta. Non una parte. Tutta.
E mentre i costruttori europei e americani faticano a difendere le quote, vedono anche erodere la propria profittabilità, mentre i competitor cinesi migliorano i margini (in parole povere: non stanno solo vendendo di più, stanno guadagnando di più).
In Italia, il mercato resta debole (da gennaio a settembre -2,9% rispetto all'anno precedente), i prezzi delle auto nuove continuano a salire e la domanda privata stenta a ripartire.
E l'auto elettrica? Qualcosa si muove, ma nella prima metà dell'anno solo il 10% delle nuove immatricolazioni riguarda BEV o PHEV. Non certo il passo richiesto dal Green Deal e adesso tutti guardano con speranza e interesse agli incentivi 2025.
Nei numeri dello studio presentato da AlixPartners c'è poi un altro dettaglio importante: le emissioni medie delle auto nuove in Italia sono praticamente ferme dal 2017. E il parco circolante continua a invecchiare.
Non è quindi un problema di "tecnologia". È un problema di accesso, tempistiche, e, soprattutto, di realismo economico.
L'elettrico non decolla, ma non è lui il problema
AlixPartners ricorda che tra il 2025 e il 2027 arriveranno molti nuovi modelli elettrici, soprattutto nei segmenti A e B, però la differenza di prezzo rispetto ai modelli a combustione resta un ostacolo concreto.
Curiosamente, proprio nei dati sul mercato dell'usato potrebbe esserci una delle leve più interessanti per il futuro dell'auto a batteria: il valore residuo dei BEV in Italia è ancora basso, un limite per chi vende, ma un'opportunità per chi compra.
I cinesi sono già qui
E poi c'è il tema che ha acceso la parte più calda del confronto a Milano: la competitività. Se fino a ieri il dibattito si concentrava sulla necessità di cambiare motorizzazioni, oggi il settore si interroga su chi produrrà, cosa e dove.
La BYD Atto 3 sarà prodotta in Ungheria
La domanda non è più "dobbiamo elettrificare il mercato?", ma: "Ci sarà ancora un'industria europea capace di farlo?". A rispondere, senza mezzi termini, è stato Andrea Taschini, manager e advisor automotive: "Chi pensa di battere i cinesi sul loro stesso terreno rischia di perdere. L'unica via è imporre dazi o contingentare l'import".
Una posizione drastica? Forse, ma i marchi cinesi hanno prezzi competitivi, molti prodotti e i dazi non stanno fermando la loro avanzata nei nostri mercati (semmai, la stanno rallendando).
La politica comincia a cambiare tono, ma basta?
Al #FORUMAutoMotive si è visto anche un certo allineamento tra politica e industria, almeno sul piano delle dichiarazioni. Molti eurodeputati hanno riconosciuto che le tempistiche del Green Deal vanno riviste, che serve una reale neutralità tecnologica e che senza un piano per la produzione energetica, la transizione non potrà funzionare.
Non è la prima volta che lo sentiamo dire e il settore, come ha ricordato Pierluigi Bonora, ideatore dell'evento, è stanco di parole: "A Bruxelles dobbiamo passare ai fatti o sarà il game over del sistema automotive europeo".
La politica europea prepara la revisione dei regolamenti tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, ma una cosa è certa: chi aspetta ancora di vedere da che parte andrà il vento, ha già perso l'occasione di prepararsi.
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