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Suzuki: "Siamo pronti per fare la kei car europea. E i cinesi..."

Massimo Nalli, Presidente e CEO, commenta il futuro del brand, le news sul progetto e-car e il fenomeno della concorrenza cinese

Intervista a Massimo Nalli, Presidente Suzuki Italia
Foto di: Motor1 Italy

Industria europea che arranca, offensiva cinese che avanza. Nel mezzo, con l'approccio filosofico e strategico che l'ha sempre contraddistinto, c'è l'automotive giapponese che, come al solito, guarda al mercato con occhio pragmatico, cauto ma visionario allo stesso tempo.

Un'ennesima dimostrazione l'ho avuta al Japan Mobility Show, quello che una volta si chiamava semplicemente Salone di Tokyo. Suzuki, per esempio, ha presentato un ventaglio ampissimo di prodotti e di soluzioni per la mobilità. Un approccio completo che trova la sua espressione più interessante, ai nostri occhi, nella Vision e-Sky, una nuova kei car elettrica che, visti i recenti sviluppi relativi al progetto e-car europea, potrebbe rappresentare un modello capace di soddisfare le esigenze del Vecchio Continente. Di questo e di molto altro ho parlato con Massimo Nalli, Presidente e CEO di Suzuki Italia.

Al Japan Mobility Show lo stand di Suzuki è il più ricco per varietà di soluzioni: auto tradizionali, elettriche, a bioetanolo e visioni di un futuro di mobilità accessibile a tutti e in tutte le forme. Qual è la filosofia che sta muovendo la vostra strategia?

Suzuki ha sempre sostenuto che una tecnologia non finirà per dominare tutte le altre nella mobilità del futuro ma ci sarà un insieme possibilità diverse che ci aiuteranno in modi diversi per esigenze diverse. Una delle caratteristiche di Suzuki è quella di portare soluzioni di mobilità di diversa natura: non solo auto, moto o motori fuori bordo, a Tokyo abbiamo visto anche mezzi innovativi, come una sorta di quadrupede adatto a fare le scale, capace di muoversi anche in terreni ostili o in caso di calamità naturali, oppure utile nelle consegne dell'ultimo miglio. E c'è persino l'auto volante, che è decollata per la prima volta nel 2025 durante l'Expo di Osaka. 

Fotogallery: Suzuki al Japan Mobility Show 2025

Nello stand Suzuki e in tutto il Salone ci sono tante nuove vetture endotermiche e altrettante elettriche. Un'offerta che guarda tanto a ciò che serve oggi e a ciò che potrebbe servire domani. C'è però meno focus sull'ibrido, mentre voi restate tra i leader di questa tecnologia in Italia. Sta cambiando qualcosa?

Suzuki, in effetti, è l'unico costruttore che ha la gamma 100% ibrida e solamente ibrida, senza alternative, perché è la soluzione che riteniamo oggi sia la più vicina alle esigenze dei clienti. L'ibrido resta nel nostro orizzonte: teniamo presente che la normativa europea prevede, ad oggi, che anche l'ibrido debba cessare di essere venduto nel 2035. Non direi, comunque, che ci stiamo allontanando dall'ibrido, che resta invece il nostro presente. Sullo stand del Salone del Giappone, piuttosto, stiamo dando uno sguardo sul futuro.

La prova della Suzuki Hulster

Al centro del palco c'è la Vision e-Sky, concept di una kei car elettrica. Da qualche tempo si parla di una e-car europea che, secondo la denominazione, dovrebbe essere costruita in Europa. Voi state lavorando con l'Unione Europea per fare in modo che le caratteristiche delle kei car giapponesi, sui quali siete tra i massimi esperti, possano coincidere con quelle della e-car europea oppure c'è la possibilità che siano progetti diversi e quindi non compatibili?

Suzuki opera in tutti i continenti, Europa compresa, perciò metterei il marchio Suzuki all'interno dei costruttori europei. Di fatto abbiamo un impianto in Ungheria, vicino a Budapest, da più di 30 anni, dove vengono costruite oggi vetture di grande successo come la Vitara. Suzuki, come esperta della produzione di auto compatte, osserverà certamente gli sviluppi del progetto E-Car.

Fotogallery: Suzuki Vision e-Sky Concept

BYD, un costruttore cinese, a Tokyo, ha presentato una kei car. Un po' una provocazione, considerando anche che il mercato giapponese non è mai stato amante dei prodotti cinesi. Eppure, la guerra dei prezzi potrebbe cambiare le cose. Come state vivendo, in generale, la concorrenza cinese?

I brand cinesi non vanno demonizzati, sono dei concorrenti e come tutti i marchi operanti nel settore delle automobili dovranno guadagnarsi la affidabilità e la credibilità nel tempo. Presentarsi come una novità con dei prezzi aggressivi è molto più facile che mantenere un'immagine di affidabilità, di continuità, di consistenza nel tempo. Non ho dubbi che i clienti italiani e quelli europei sapranno selezionare i marchi in grado di soddisfare queste caratteristiche di base, perché solo i brand che mantengono le promesse sono i marchi che avranno successo.

BYD Racco

BYD Racco

Foto di: BYD

Per quanto riguarda la concorrenza sui prezzi, esiste uno sbilanciamento nelle condizioni di partenza: i marchi cinesi sono favoriti dal fatto che sono fortemente aiutati in casa, da aiuti che qui in Europa non sarebbero possibili. Eppure non ritengo che dobbiamo preoccuparci più di tanto: purtroppo, o per fortuna, anche l'economia cinese ha rallentato molto, quindi non potranno sostenere queste dinamiche a lungo. Anche i cinesi dovranno fare uno più uno, e dovrà fare due anche in Cina. Insomma, non mi preoccuperei particolarmente ma come per tutti gli altri concorrenti: la guerra dei prezzi non vedrà vincitori.

Ultima domanda sul mercato Italia: che futuro vi aspetta?

Il mercato italiano si sta stabilizzando ad un livello attorno al milione e mezzo. Un mercato caratterizzato da un altissimo livello di motorizzazione: in Europa, l'Italia tra i grandi paesi è quello con il più alto numero di vetture per 1.000 abitanti, quindi si tratta di un mercato maturo, destinato alla pura sostituzione. Non mi aspetto, perciò, particolari momenti di effervescenza del mercato.

<p>Suzuki eVitara</p>

Suzuki eVitara

Foto Di: Suzuki
<p>Suzuki Swift</p>

Suzuki Swift

Nemmeno gli incentivi, soprattutto se strutturati come gli scorsi, che abbiamo visto esaurirsi velocemente sulle vetture elettriche, potranno sollecitare una domanda che, allo stato attuale, è anche un po' depressa dagli alti prezzi di acquisto delle vetture, giustificati in parte da un aumento di tecnologia e di quant'altro. Credo sia corretto sottolineare che, negli anni immediatamente successivi alla pandemia, nessuna delle case automobilistiche ha avuto problemi economici, al contrario. È giusto quindi che i costruttori ricerchino una soluzione che si avvicini alle esigenze di tutti, anche chi non può permettersi di acquistare una costosa auto elettrica.