Auto ibride e turbo: così cambia l’olio motore
Petronas lancia Syntium per motori moderni. Giuseppe Pedretti racconta come la tecnologia F1 influisce sulle auto stradali
Negli ultimi anni si è parlato tanto di auto elettriche, ma la verità è che per molto altro tempo ancora milioni di italiani continueranno a guidare auto a benzina, diesel o ibride. E sono macchine molto diverse da quelle di dieci anni fa: motori più piccoli, turbo, più potenti, spesso usati nel traffico urbano con continui stop e start.
In questo scenario c’è un elemento fondamentale di cui si parla poco, ma che fa davvero la differenza: l’olio motore. Perché tra un’auto che resta efficiente, consuma il giusto e dura nel tempo e una che inizia a perdere brillantezza, spesso cambia proprio quello che non si vede sotto il cofano.
È da qui che parte il lancio della nuova gamma Syntium di Petronas Lubricants International, presentata in Italia. Ne ho parlato con Giuseppe Pedretti, Regional Managing Director EMEA di Petronas, ed ecco le sue risposte alle domande:
- Qual è oggi la priorità di Petronas nel mercato EMEA?
- Oggi conta più l’efficienza o la protezione del motore?
- I motori turbo di piccola cilindrata mettono più sotto stress l’olio?
- E le auto ibride? Come cambiano le esigenze dell’olio motore?
- L’Italia che ruolo ha per Petronas?
- L’area EMEA è molto diversa tra Europa, Africa e Medio Oriente?
- Il motorsport è ancora un laboratorio reale?
Qual è oggi la priorità di Petronas nel mercato EMEA?
"La nostra priorità è stare al passo con l’evoluzione tecnologica. Il mercato automobilistico cambia rapidamente e dobbiamo essere in grado di supportare clienti e officine con prodotti sempre all’avanguardia. L’Europa è ancora il riferimento mondiale per lo sviluppo dei motori a combustione interna: qui nascono tecnologie che poi influenzano tutto il resto del mondo. Essere forti in Europa significa poter competere ovunque. Questo significa anticipare le esigenze dei motori moderni, che sono più piccoli, più potenti e sottoposti a stress termici più elevati, e tradurre queste esigenze in lubrificanti altamente performanti".
Oggi conta più l’efficienza o la protezione del motore?
"Sono due aspetti inseparabili. Da un lato c’è la necessità di ridurre consumi ed emissioni: per questo si usano oli sempre più sottili, come gli 0W-20. Dall’altro lato, i motori moderni hanno tolleranze meccaniche molto ristrette, quindi l’olio deve garantire protezione assoluta contro usura e stress termici. La sfida tecnica è proprio questa: creare un olio 'più sottile' ma ancora più resistente, capace di proteggere anche nei cicli di stop & start frequenti o in condizioni di contaminazione da carburante e acqua. La nostra nuova gamma Syntium nasce proprio per unire efficienza e massima protezione, riducendo le emissioni fino al 13% e migliorando la resistenza all’usura del 38% rispetto ai benchmark di riferimento".
I motori turbo di piccola cilindrata mettono più sotto stress l’olio?
"Assolutamente sì. Il downsizing comporta regimi più elevati, temperature più alte e coppe dell’olio più piccole. Questo significa che l’olio è sottoposto a maggior stress termico e rischi di contaminazione più elevati. Per assurdo, anche le auto più piccole oggi hanno bisogno di lubrificanti estremamente performanti: devono resistere a stress sia termici che chimici e garantire protezione costante anche nelle condizioni più impegnative".
E le auto ibride? Come cambiano le esigenze dell’olio motore?
"I motori ibridi hanno cicli di lavoro molto diversi: si accendono e si spengono continuamente e spesso funzionano a temperature inferiori a quelle ottimali. Per l’olio questo significa due cose fondamentali: deve mantenere un velo protettivo sulle pareti dei cilindri anche quando il motore è spento, e deve resistere a contaminazioni da carburante e acqua, più frequenti nei cicli urbani. In altre parole, l’olio deve essere resistente, versatile e in grado di proteggere il motore in condizioni non convenzionali".
L’Italia che ruolo ha per Petronas?
"L’Italia è un mercato strategico e uno dei nostri punti di forza. Qui siamo leader nel settore automotive e vantiamo il nostro centro ricerche di Santena, vicino a Torino: uno dei più grandi al mondo dedicato esclusivamente ai lubrificanti, con circa 250 tra ingegneri e scienziati. Le tecnologie sviluppate a Santena non servono solo al mercato italiano, ma vengono esportate a livello globale, dando un vantaggio competitivo a Petronas in tutta l’area EMEA e oltre. In sostanza, l’Italia è il cuore dell’innovazione per i nostri prodotti".
L’area EMEA è molto diversa tra Europa, Africa e Medio Oriente?
"Sì, ogni regione richiede un approccio specifico. In Europa le normative sono abbastanza omogenee, mentre in Africa e Medio Oriente ogni Paese ha regole proprie, e questo richiede strategie legali e commerciali mirate. Anche la struttura del mercato cambia: in Italia e Spagna domina il settore dei meccanici indipendenti, mentre in Germania o Regno Unito le reti organizzate e gli OEM hanno più peso. Ogni contesto richiede quindi strategie di marketing e distribuzione personalizzate".
Il motorsport è ancora un laboratorio reale?
"Il motorsport è sia laboratorio tecnico sia strumento di immagine. Tutti i lubrificanti utilizzati in Formula 1 sono sviluppati nel nostro centro di Santena e ogni nuova generazione di motore da corsa anticipa di circa dieci anni le tecnologie che poi arrivano sulle auto stradali. Questo ci permette di testare soluzioni avanzate prima che diventino mainstream, di ottimizzare formulazioni e additive, e di comprendere trend emergenti nel settore automobilistico. Allo stesso tempo, la partnership con team di alto livello, come quello di Mercedes in Formula 1, rafforza la nostra immagine e testimonia la qualità dei nostri prodotti".
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