Incentivi, neutralità e non solo: le battaglie per il futuro dell'auto
La filiera auto italiana contro le decisioni "scellerate" dell'Europa chiede un cambiamento. Intanto il Governo valuta nuovi incentivi
In 6 anni l'Italia ha perso 500.000 auto immatricolate, l'Europa ha toccato un calo di 11 milioni. La pandemia da Covid-19 ci ha messo lo zampino, l'Unione Europa ha aggiunto il (corposo) resto facendo all-in sull'auto elettrica, indicando il 2035 come l'anno del salto senza ritorno. Ora come si fa a far ripartire il mercato?
Ce lo si chiede da tempo e una risposta univoca non c'è. Perché da una parte l'industria chiede un'inversione quasi a U, dando ai clienti ciò che i clienti vogliono, dall'altra l'Europa nicchia e pur avendo ammorbidito le proprie posizioni sul tutto elettrico previsto dal 1° gennaio 2035, per ora ha compiuto i passi decisi (e decisivi) che il mondo auto chiede. Intanto la Cina avanza e la produzione nel Vecchio Continente cala.
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Di questo e altro si è parlato nell'incontro "La parola al mercato" organizzato da Federauto (Federazione Italiana Concessionari Auto). Un'occasione per fare il punto della situazione e che ha registrato in primis una sorpresa: il ritorno degli incentivi auto. A dirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, assente all'incontro ma desideroso di dare un segno al mercato. Nella lettera inviata agli organizzatori infatti il ministro ha dichiarato
Per stimolare la domanda prevediamo incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato
Non ci sono ancora dettagli su tempistiche né fondi a disposizione (difficili da trovare considerando anche il taglio delle accise in vigore fino al 1° maggio 2026), ma le intenzioni del Governo paiono chiare.
Niente imposizioni
Al di là delle promesse durante l'incontro sono emerse ancora una volta tutte le criticità del Green Deal europeo, che - come più volte sottolineato dai presenti - ha voluto imporre una tecnologia senza prendere in considerazione il mercato. Ben venga quindi l'apertura ai biocarburanti e, come detto dal ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti, guardare a differenti tipologie di powertrain. Il ministro ha evidenziato come l'inizio del 2026 abbia dato segnali incoraggianti tra immatricolazioni e produzione in Italia e che "ci sono alcuni segnali che dicono che esistono altre strade per decarbonizzare il mercato", indicando nella crescita lineare dell'ibrido una strada percorribile.
Nel 2025 la Fiat Pandina, mossa da un powertrain mild hybrid, è stata l'auto più venduta in Italia
Nel 2025 la Toyota Yaris Cross è stata l'auto full hybrid più venduta in Italia
La decarbonizzazione non può prendere in considerazione unicamente le emissioni allo scarico ma quelle del ciclo vita dell'auto (well-to-wheel, dal pozzo alla ruota), a indicare come il focus debba essere tutto il ciclo vitale dell'auto.
"L'industria auto e indotto hanno vissuto cicli, il cambiamento deve essere migliorativo e non distruttivo" ha sottolineato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aggiungendo come il rischio sia quello che l'Unione Europea demolisca il passato senza costruire un futuro.
E l'Europa?
Il convengo ha visto anche l'intervento di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, che ha però voluto sottolineare come il nuovo pacchetto auto presentato a fine 2025 sia andato proprio nella direzione di quanto chiesto dall'industria auto, mantenendo però al centro la mobilità pulita.
Un'idea di come potrebbe essere la E-Car europea
Un "pacchetto pragmatico" secondo Fitto, con una forte visione verso elettrico ma che vuole aprirsi a modelli basse emissioni. Proprio in questo frangente si inserisce l'E-Car, che per l'Europa può essere la soluzione per risollevare il mercato mentre per l'europarlamentare Isabella Tovaglieri (membro della commissione ITRE) "toglie la libertà di scelta su tecnologia e design, toglie libertà su come ci si deve muovere". La strada per arrivare a un punto comune tra le parti sembra ancora lunga.
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